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Cultura e tempo libero | 29 settembre 2026, 18:15

Bahia Maya, 25 anni di viaggi: "Ho visto cambiare il mondo, ma non la voglia di partire" [FOTO]

L'agenzia di viaggi astigiana fondata da Daniela Damascati nel 2001 ha festeggiato il traguardo dei 25 anni. Un quarto di secolo attraversato tra internet, crisi internazionali, pandemia e nuove tecnologie, senza perdere il valore del rapporto personale con il cliente

Vent'anni e cinque anni di viaggi, persone, destinazioni e cambiamenti. È la storia di Bahia Maya, l'agenzia di viaggi astigiana fondata da Daniela Damascati nel 2001, quando aveva appena 24 anni. Un'avventura nata da una passione personale e diventata, nel tempo, un'attività capace di attraversare alcune delle trasformazioni più profonde vissute dal mondo del turismo.

L'apertura arrivò il 1° settembre 2001, pochi giorni prima dell'11 settembre. Da allora sono arrivati il boom di internet e delle prenotazioni online, le crisi internazionali, le eruzioni vulcaniche che hanno bloccato il traffico aereo, la pandemia e, più recentemente, le tensioni geopolitiche che hanno modificato rotte e destinazioni.

In mezzo a tutto questo è cambiato anche il ruolo dell'agente di viaggio: meno intermediario per una semplice prenotazione e sempre più consulente, organizzatore e punto di riferimento quando qualcosa va storto.

Per celebrare questo importante anniversario, il 24 settembre Bahia Maya ha festeggiato i suoi 25 anni insieme ai clienti, agli amici e alle persone che hanno accompagnato la storia dell'agenzia. Un'occasione per ripercorrere con Daniela Damascati un quarto di secolo nel mondo del turismo e capire come sia cambiato il modo di viaggiare.

Daniela, partiamo dall'inizio. Come è nata Bahia Maya?

Bahia Maya è nata nel 2001, dalla mia passione per i viaggi e per il turismo. Prima di aprire l'agenzia ho svolto alcuni tirocini e maturato esperienza per un paio d'anni in altre agenzie di viaggio. Poi ho deciso di aprire una mia attività e di trasformare quella che era una passione in un progetto professionale. Il mio sogno era viaggiare, far viaggiare gli altri e contribuire alla realizzazione dei loro desideri. Chi entra in un'agenzia, infatti, spesso porta con sé un progetto legato a una vacanza, a un compleanno, a un anniversario o a un'altra ricorrenza importante. È una parte particolarmente gratificante di questo lavoro: contribuire a trasformare un desiderio in un'esperienza concreta.

Il via è stato il 1° settembre 2001, pochi giorni prima dell'11 settembre. Un esordio tutt'altro che semplice.

Ho aperto il 1° settembre 2001, a soli 24 anni, affacciandomi a un settore nel quale avevo ancora molto da imparare e in una piazza, quella astigiana, certamente non semplice. A pochi giorni dall'apertura è arrivato l'11 settembre, con una crisi che ha avuto conseguenze profonde anche sul mondo del turismo. Negli anni successivi abbiamo affrontato le eruzioni vulcaniche, le diverse crisi internazionali, la pandemia e il Covid. Ogni volta è stato necessario adattarsi, trovare nuove soluzioni e reinventarsi. Essere riuscita a mantenere in attività l'agenzia e a farla crescere attraverso tutti questi cambiamenti è sicuramente uno degli aspetti di cui sono più orgogliosa.

In 25 anni è cambiato profondamente anche il modo di viaggiare.

È cambiato moltissimo. Quando ho iniziato ero molto giovane e oggi ho quasi 50 anni: in questo quarto di secolo ho assistito a una trasformazione radicale del settore. Ho sempre cercato di stare al passo con i tempi, anche dal punto di vista tecnologico, perché ritengo che per un agente di viaggio sia fondamentale conoscere e utilizzare gli strumenti che il mercato mette a disposizione.

Che cosa significa oggi fare l'agente di viaggio rispetto al 2001?

Oggi l'agente di viaggio è soprattutto un consulente e un organizzatore. La tecnologia ha messo a disposizione strumenti che permettono di confrontare e costruire proposte molto diverse rispetto al passato, dalle banche letti alle tariffe negoziate con le compagnie aeree. Questo significa che l'agenzia non è necessariamente sinonimo di un costo maggiore rispetto alla prenotazione online. Al contrario, un professionista che conosce il mercato e sa utilizzare questi strumenti può individuare soluzioni convenienti e, soprattutto, offrire un valore aggiunto che internet non sempre garantisce: l'assistenza.

Ed è proprio l'assistenza che sembra essere diventata una parte importante del vostro lavoro.

È uno degli aspetti fondamentali. Quando un viaggio procede senza problemi, il cliente può avere la sensazione che organizzarlo sia semplice. Le difficoltà emergono quando un volo viene cancellato, uno spazio aereo viene chiuso o si verifica un'emergenza a destinazione. In quei momenti avere un interlocutore che conosce il viaggio, il cliente e le procedure da seguire può fare una grande differenza.

Qual è stata l'emergenza che ricorda con maggiore soddisfazione per essere riuscita a risolverla?

Tra le esperienze che ricordo con maggiore soddisfazione ci sono sicuramente i rientri organizzati durante la pandemia. Molte persone che avevano organizzato il viaggio autonomamente si sono ritrovate bloccate all'estero per settimane, senza riuscire a trovare voli per tornare a casa e dovendo affrontare anche spese impreviste. Sono riuscita invece a organizzare il rientro dei miei clienti in tempi brevi. È stata una situazione complessa, ma proprio in quei momenti ho avuto la conferma concreta del valore dell'assistenza che può offrire un'agenzia.

È successo anche con le recenti crisi internazionali?

Anche in occasione delle crisi più recenti, con la chiusura improvvisa degli spazi aerei, abbiamo dovuto intervenire per garantire il rientro dei clienti. La mia più grande soddisfazione è stata riuscire a seguirli direttamente, riducendo al minimo i disagi e permettendo loro di rientrare rapidamente. È in situazioni come queste che il rapporto costruito negli anni con il cliente assume un significato particolare.

In questi 25 anni è cambiata anche la geografia del turismo. Alcune destinazioni sono diventate molto più difficili da raggiungere.

Sicuramente. In questi anni abbiamo visto diventare molto più difficili alcune destinazioni che un tempo erano regolarmente presenti nelle proposte di viaggio. Penso alla Russia, all'Iran e allo Yemen: Paesi molto belli, con una storia e una cultura straordinarie, che oggi sono condizionati dalle situazioni geopolitiche. Di conseguenza il turismo deve necessariamente guardare verso altre aree del mondo e individuare nuove destinazioni.

Lei, però, in Russia ci è stata giovanissima.

La Russia è legata a uno dei miei ricordi di viaggio più belli. Sono partita da sola a 17 anni, quando non ero ancora maggiorenne. È stata un'esperienza importante e proprio per questo mi dispiace vedere quanto alcune destinazioni siano diventate difficili da proporre. Sono Paesi che hanno molto da offrire e che rappresentano una parte importante della geografia del viaggio.

E che cosa cercano oggi i viaggiatori?

Credo che il cambiamento più significativo sia proprio questo: oggi le persone cercano sempre più l'esperienza. Non si tratta più soltanto di trovare una destinazione o di ottenere il prezzo più basso. Si cerca un viaggio che abbia un contenuto, che permetta di vivere qualcosa di particolare, ma anche la tranquillità di sapere che tutto è stato organizzato e che qualcuno sarà presente in caso di necessità.

Quali sono le destinazioni che stanno crescendo?

Accanto a quelli che considero i 'viaggi facili', come Sharm El Sheikh e le Canarie, registriamo una forte richiesta di esperienze più particolari. I safari, per esempio, stanno andando molto bene. C'è poi un interesse crescente per il Nord Europa, che un tempo era una destinazione più di nicchia: penso all'Aurora Boreale, alle crociere nei fiordi, alle rompighiaccio e al Postale dei Fiordi. Ci sono poi le crociere fluviali e i viaggi in treno, dove il percorso diventa parte integrante dell'esperienza. È un modo diverso di concepire il viaggio.

Quindi il viaggio stesso è diventato parte dell'esperienza.

Esattamente. In alcuni casi non conta soltanto arrivare a destinazione, ma vivere il percorso. È il caso dei viaggi in treno, delle crociere o di itinerari nei quali il mezzo di trasporto diventa parte dell'esperienza. Le richieste sono sempre più articolate e questo permette anche a noi di costruire proposte molto diverse. In questo periodo, per esempio, ho clienti che partiranno per un viaggio tra Nuova Zelanda e isole Samoa: sono esperienze che raccontano bene quanto si sia ampliato il modo di intendere una vacanza.

Negli ultimi anni Bahia Maya ha sviluppato anche una proposta specifica per i viaggi di gruppo.

Negli ultimi due o tre anni mi sono specializzata anche nei viaggi di gruppo, organizzandone almeno tre o quattro all'anno. In particolare abbiamo sviluppato un progetto dedicato ai viaggi per sole donne, nei quali accompagno personalmente le partecipanti. È una formula che sta funzionando molto bene, perché oltre alla proposta di viaggio c'è la possibilità di condividere l'esperienza con un gruppo e avere sempre un punto di riferimento diretto. La mia presenza come accompagnatrice rappresenta proprio uno dei valori aggiunti di queste iniziative.

E dopo 25 anni, come immagina Bahia Maya nei prossimi anni?

Tra 25 anni spero di essere ritirata su qualche isola! Se guardiamo invece ai prossimi dieci anni, mi immagino ancora alla guida della mia agenzia. Nel corso del tempo sono cambiati gli strumenti e il modo di lavorare, ma non è cambiata la mia passione per i viaggi. Sono una grande viaggiatrice e ho avuto la possibilità di vedere gran parte del mondo. Continuerò quindi a occuparmi di turismo cercando, come ho fatto finora, di anticipare i cambiamenti.

Anche perché negli ultimi 25 anni la tecnologia ha cambiato continuamente le regole del gioco.

Il cambiamento tecnologico è stato probabilmente uno degli elementi più importanti di questi 25 anni. Abbiamo attraversato il boom di internet, quando sembrava che tutto il mondo del turismo dovesse spostarsi definitivamente online e che le agenzie tradizionali fossero destinate a scomparire. In realtà negli anni abbiamo assistito anche a un ritorno alla consulenza e al rapporto personale. Oggi internet e agenzia convivono. E ora è arrivata l'intelligenza artificiale, che inizialmente poteva suscitare qualche timore, ma che può diventare uno strumento utile se utilizzata correttamente. Io stessa la utilizzo per sviluppare progetti e idee, pur sapendo che deve essere sempre verificata.

Quindi la parola chiave per i prossimi anni sarà ancora una volta evoluzione.

Assolutamente. È impossibile sapere come sarà il turismo tra dieci anni, perché negli ultimi anni abbiamo visto cambiamenti rapidissimi. Sono cambiate le modalità di prenotazione, i documenti di viaggio, le procedure aeroportuali e gli strumenti tecnologici. Basti pensare a quanto è cambiato il modo stesso di prendere un aereo rispetto a vent'anni fa. Quello che posso dire è che continuerò a mantenermi aggiornata e a seguire l'evoluzione del settore. Il mio obiettivo è continuare a essere al passo con i tempi, senza perdere il rapporto personale con i clienti che rappresenta, da sempre, il cuore del mio lavoro.

E forse, alla fine, il modo migliore per raccontare questi 25 anni di Bahia Maya è proprio partire da qui: non dai voli prenotati, dalle destinazioni cambiate o dalle tecnologie che hanno trasformato il mestiere, ma dalle persone. 

Da chi è entrato in agenzia vent'anni fa per organizzare il primo viaggio e da chi continua a tornare ancora oggi, magari affidandosi a Daniela senza nemmeno più chiedere dove andare.  Perché, dietro ogni partenza, c'è sempre una storia. E dopo 25 anni, sono proprio quelle storie a comporre il viaggio più lungo di Bahia Maya.

Redazione

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