La pittura di Giacomo Soffiantino arriva a Costigliole d'Asti, dove nelle sale di Casa Prunotto, in via Provale 11, sarà allestita la mostra "La magnificenza dell'anima", promossa dall'Associazione Costigliole Cultura. L'esposizione sarà visitabile dal 10 ottobre al 1° novembre.
L'inaugurazione è prevista sabato 10 ottobre alle 17. La mostra sarà aperta il sabato dalle 16 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. L'ingresso è libero.
La curatela è affidata all'Associazione Costigliole Cultura, con la collaborazione della dott.ssa Carlotta Soffiantino, figlia dell'artista.
Soffiantino, nato a Torino nel 1929, è stato allievo di Francesco Menzio, Aldo Bertini e Mario Calandri all'Accademia Albertina, dove successivamente ha insegnato. La sua attività artistica prende avvio negli anni Cinquanta e lo porta a partecipare, tra le altre, a quattro edizioni della Biennale di Venezia, nel 1956, 1958, 1964 e 1972.
Nel corso della sua ricerca, la condizione dell'esistenza umana diventa uno dei temi centrali della sua pittura. Tra i cicli ricordati nella biografia dell'artista figurano "I Musulmani", "Trittico della vita" e "Continuità". Nel 1963 riceve il Premio Biella d'Incisione, mentre nel 1973 la Regione Piemonte gli commissiona un grande bassorilievo per la sede di piazza Castello.
Tra le esposizioni più significative viene ricordato anche il Trittico della vita, presentato nel 1991 al Battistero di Asti in una mostra promossa dal Comune di Asti e curata da Francesco De Bartolomeis, quindi alla Galleria Davico di Torino e, nel 1993, a Venezia nelle Prigioni Vecchie di Palazzo Ducale.
Nel catalogo della mostra di Costigliole sono raccolti diversi contributi critici dedicati all'opera di Soffiantino. Bruno Quaranta sottolinea il rapporto dell'artista con la pittura e la sua ricerca nella natura, mentre Gianfranco Schialvino descrive una pittura costruita attraverso colori, segni e stratificazioni. Per Francesco De Bartolomeis, nelle opere di Soffiantino la presenza della vita e della morte si intreccia con una pittura fatta di idee, riflessioni ed emozioni.
Tra le parole dell'artista ricordate nel catalogo c'è anche una frase riportata da De Bartolomeis: "Il mistero della vita deve entrare nella pittura".
Giacomo Soffiantino è morto nella sua casa torinese il 27 maggio 2013. Negli anni successivi gli sono state dedicate diverse retrospettive, fino alle quattro mostre organizzate nel 2023, a dieci anni dalla scomparsa, tra Condove e Corio.
La mostra di Casa Prunotto propone dunque un'occasione per tornare a confrontarsi con il percorso di un artista che ha attraversato gran parte della seconda metà del Novecento, sviluppando una ricerca centrata sui temi della natura, dell'esistenza, della vita e della morte.

















