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Attualità | 06 ottobre 2026, 16:37

A Maranzana il solenne capitolo della vendemmia tra storia e identità

L'ordine dei cavalieri delle terre di Asti e del Monferrato si è riunito nel borgo dei babaci per una giornata di festa, cultura e tradizioni enologiche tra i filari collinari

A Maranzana il solenne capitolo della vendemmia tra storia e identità

Tra i filari delle colline astigiane, dove si completano gli ultimi atti di una stagione faticosa e generosa, l’Ordine dei Cavalieri delle Terre di Asti e del Monferrato ha scelto una cornice dal fascino unico per il proprio solenne capitolo della vendemmia. Domenica quattro ottobre, il borgo di Maranzana ha accolto l’illustre sodalizio in una giornata che ha saputo fondere la celebrazione della terra con la riscoperta di un patrimonio culturale vivace e originale.

La scelta della sede non è casuale, ma risponde all’intento di valorizzare un angolo suggestivo e defilato della provincia, pienamente immerso nell’identità monferrina. Dal 2016, il paese è custode dei celebri babaci, i pupazzi di stoffa che oggi superano quota centosessanta e animano vicoli e piazze rievocando gli antichi mestieri di un tempo. Un progetto di forte impatto emotivo, poiché la maggior parte di queste figure riproduce le sembianze di persone realmente esistite, trasformando la memoria collettiva in un'opera d’arte diffusa.

La tradizione della cantina e l’incontro con i produttori

Il cuore istituzionale della giornata ha trovato spazio all’interno della cantina La Maranzana, i cui locali sono stati aperti dalla presidente Barbara Pastorino e dal direttore tecnico Daniela Pesce. Accolti da una visita guidata, i partecipanti hanno potuto toccare con mano una realtà produttiva fondata sul finire degli anni cinquanta, capace di lavorare annualmente quarantamila quintali di uve provenienti da quattrocentotettari di vigneti di proprietà dei soci, inseriti nel paesaggio riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Attività culturali e borse di studio per il territorio

Nel corso dei lavori, il gran maestro Rolando Doglione ha tracciato il bilancio delle attività associative e illustrato i progetti futuri, evidenziando come l’associazione guardi con attenzione alle nuove generazioni. Come sottolineato nel corso dell'incontro, l'impegno associativo prosegue con la stesura di un bando riservato alle classi quinte degli istituti superiori delle province di Asti e Alessandria, un'iniziativa realizzata in collaborazione con l’ambito scolastico territoriale che prevede l’assegnazione di tre borse di studio per lavori svolti dagli allievi sulle specificità del territorio.

A fare gli onori di casa è intervenuto il sindaco Federico Sciutto, il quale, dopo i saluti di rito, ha tratteggiato le caratteristiche più significative del borgo. Accanto a lui, Maria Teresa Scarrone, presidente dell’associazione culturale Giacomo Bove, ha ricordato la figura del celebre esploratore nato a Maranzana nel 1852. Formatosi all’Accademia Navale di Genova, Giacomo Bove divenne un esploratore di fama mondiale, scoprendo nell’Artico il Passaggio di Nord-Est e guidando memorabili spedizioni in Antartide e in Africa, capaci di ispirare persino i romanzi dello scrittore Emilio Salgari.

Le nuove investiture e il convivio d’autore

Momento centrale della cerimonia è stato l’ingresso di quattro nuove figure nell’Ordine. Come comunicato dai promotori, l’investitura ha riguardato Massimo Anedda, consulente di una banca di investimenti; l’avvocato torinese Fulvio Brizio; il maggiore medico Claudio Pietro Nuti, operante ad Asti; e Guido Saracco, già rettore del Politecnico di Torino e attualmente presidente di Astiss. Dopo aver risposto alle domande formulate, i neo-cavalieri hanno prestato solenne giuramento ricevendo la pergamena e il medaglione simbolo dell’ordine.

La giornata si è conclusa con la presentazione del Menù d’Autore, firmato dal noto artista astigiano Ottavio Coffano, pittore e scenografo, maestro del Palio e socio fondatore dell’ordine. L’opera, raffigurante uno scorcio di Maranzana, è stata donata al Comune e all’associazione culturale, mentre una pergamena di ringraziamento è stata consegnata alla cantina ospitante. I festeggiamenti si sono infine suggellati a tavola, presso il ristorante Da Erminio di Mombaruzzo, tra i sapori della cucina casalinga e i grandi vini del territorio.

Redazione

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