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Ultim'ora | 12 ottobre 2026, 13:18

Cida, Cuzzilla: "Dopo 80 anni conta la direzione e abbiamo scelto di guardare ai prossimi 20 anni al 2046"

Cida, Cuzzilla: "Dopo 80 anni conta la direzione e abbiamo scelto di guardare ai prossimi 20 anni al 2046"

(Adnkronos) - "Ottant’anni fa nasceva Cida. Gli antichi greci distinguevano due dimensioni del tempo: Chrónos, il tempo che scorre e che possiamo misurare, e Kairós, il tempo opportuno: quello in cui ciò che accade acquista un significato particolare, ci interpella e ci pone davanti a una scelta. In un anniversario così importante, per me le due dimensioni trovano un punto di incontro. C’è la storia delle donne e degli uomini che hanno costruito Cida, le trasformazioni del lavoro e del Paese che abbiamo attraversato. E c'è il tempo che si apre davanti a noi. Quello che ci chiede non più soltanto di contare gli anni, ma di dare loro un significato. E' questa, per noi, la soglia degli ottant'anni: il momento in cui la memoria cessa di essere soltanto celebrazione e diventa responsabilità. Oggi conta la direzione". Lo ha detto oggi Stefano Cuzzilla, presidente Cida, in occasione della celebrazione degli ottant'anni della Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità. 

"Abbiamo scelto - ha precisato - di guardare ai prossimi venti anni al 2046. Un tempo sufficientemente lungo per misurarsi con le grandi trasformazioni che abbiamo davanti, ma abbastanza vicino da chiamarci, fin da ora, all'azione. Non per prevedere il futuro. Ma per contribuire a determinarlo. Nel 1946 l'Italia usciva dalle macerie della guerra e si preparava a scegliere la propria forma di stato. Era un Paese che doveva ricostruire tutto: non soltanto le città, le fabbriche, le infrastrutture. Doveva ricostruire l’ordinamento democratico, la fiducia, le condizioni stesse di una vita comune. In quell'Italia nasceva Cida". 

"Nasceva insieme alla Repubblica - ha sottolineato - come espressione di una stagione che aveva compreso una verità essenziale: la libertà, da sola, non è sufficiente. Ha bisogno di istituzioni solide, di imprese capaci di creare valore, di una classe dirigente in grado di trasformare i principi in organizzazione, il lavoro in sviluppo, la competenza in coesione. Chi fondò Cida apparteneva a quella generazione. Non poteva sapere quale Italia sarebbe nata dalla ricostruzione, ma aveva compreso che la competenza sarebbe stata una delle condizioni della sua libertà e del suo sviluppo. Da allora sono cambiati il Paese, il lavoro, le imprese".  

 

"Sono cambiate le tecnologie e le responsabilità della dirigenza - ha ribadito - ma quell’idea è rimasta e, nel corso degli anni, ha preso forma nelle scelte e nelle battaglie con cui Cida ha contribuito a molti cambiamenti del Paese. Ripercorrere la nostra storia significa anche ricordare che molte conquiste che oggi consideriamo acquisite, un tempo non lo erano. Non era scontato, ad esempio, riconoscere alla maternità delle dirigenti private una tutela piena, superando una normativa che finiva per penalizzare le donne proprio nell'accesso ai ruoli di maggiore responsabilità. Cida, insieme a Federmanager e Manageritalia, contribuì a cambiare quelle regole. Lo stesso impegno ha riguardato la presenza delle donne nei luoghi decisionali. Quando nei consigli di amministrazione delle società quotate la componente femminile era ancora marginale, Cida e le sue federazioni sostennero e accompagnarono il percorso che portò alla legge Golfo-Mosca. Un cambiamento importante, anche se sappiamo che il cammino non è concluso: nei ruoli esecutivi la presenza femminile resta ancora insufficiente".  

Passando poi a parlare del sistema produttivo il presidente Cuzzillaha affermato che "in un Paese nel quale una parte fondamentale della nostra economia è cresciuta attorno all’impresa familiare, abbiamo contribuito a portare nel dibattito e nelle politiche il tema della managerializzazione delle piccole e medie imprese. Nel settore pubblico, la stessa idea di responsabilità professionale ha prodotto cambiamenti altrettanto concreti. Con la Federazione Funzione Pubblica abbiamo costruito negli anni una rappresentanza sempre più forte della dirigenza e delle alte professionalità, fino al nostro recente ingresso nella contrattazione della Presidenza del Consiglio dei ministri". 

"Con Cimo, la federazione che rappresenta la dirigenza medica, abbiamo contribuito - ha ricordato - ad affermare la specificità del medico ospedaliero come dirigente e la sua autonomia professionale e clinica. Con Anp, che rappresenta i dirigenti scolastici e le alte professionalità della scuola, abbiamo accompagnato il passaggio dai capi d'istituto ai dirigenti scolastici, riconoscendo che guidare una scuola significa assumere una responsabilità educativa, organizzativa e gestionale. Sono alcune delle tante storie che le nostre dieci federazioni hanno scritto in questi ottant'anni, ciascuna nel proprio ambito, con un principio comune: dare voce al lavoro per cambiare il Paese reale. Dopo 80 anni non consegniamo soltanto un'eredità da custodire. Consegniamo un metodo da consolidare e ne avremo bisogno. Il mondo intorno a noi sta cambiando coordinate. Mutano gli equilibri, anche quelli che pensavamo più stabili; le trasformazioni accelerano e ciò che accade lontano produce conseguenze sempre più vicine". 

 

 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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