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Economia e lavoro | 13 ottobre 2026, 12:35

Sicurezza e lavoro nero, ad Asti il punto dell'ANMIL: crescono infortuni e denunce di tecnopatie

Nella sede INAIL il confronto tra istituzioni e studenti: infortuni in aumento nel territorio astigiano, ma a pesare è soprattutto l'impennata delle patologie legate al lavoro

Sicurezza e lavoro nero, ad Asti il punto dell'ANMIL: crescono infortuni e denunce di tecnopatie

Ricordare chi non è più tornato a casa e chi dal lavoro porta con sé i segni permanenti di un infortunio o di una malattia professionale, ma soprattutto rinnovare un patto corale tra istituzioni, parti sociali e mondo della scuola affinché la prevenzione diventi un pilastro culturale quotidiano. Con questo spirito si è celebrata presso la sede INAIL di Asti la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).

Sebbene la ricorrenza nazionale cada istituzionalmente la seconda domenica di ottobre – celebrata quest’anno a livello centrale con la manifestazione nazionale di Longarone – la sezione astigiana ha riunito stamattina, martedì 13 ottobre, le massime autorità civili, militari, sanitarie e sindacali del territorio insieme a una folta delegazione di studenti della Casa di Carità Arti e Mestieri di Asti.

Nel suo messaggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro trova fondamento nei principi costituzionali, dai quali discende il dovere di "intervenire sui rischi prima che si traducano in incidenti". Un obiettivo da perseguire attraverso "una prevenzione efficace, una formazione adeguata e misure di protezione" capaci di valorizzare anche i cambiamenti tecnologici e organizzativi. Il capo dello Stato ha sottolineato il ruolo dell'ANMIL, definendolo "prezioso" per il sostegno agli infortunati, ai superstiti e alle loro famiglie, e riconoscendo nell'associazione un "vero e proprio agente della Costituzione". Nel rivolgere "il commosso pensiero e l'impegno della Repubblica" alle vittime degli incidenti sul lavoro e ai loro familiari, ha infine richiamato istituzioni e forze sociali a una "responsabilità non eludibile": fare della prevenzione "un'attività permanente, affinché nessun lavoro possa mettere in pericolo la vita di chi lo svolge".

I dati: la fotografia dell'Astigiano tra infortuni e l'impennata delle malattie professionali

Se nel corso della mattinata gli interventi hanno messo in guardia contro la tentazione di assuefarsi alla fredda statistica, i dati elaborati da ANMIL su base INAIL per il periodo gennaio-luglio 2026 a confronto con lo stesso periodo del 2025 restituiscono una fotografia nitida e allarmante, in particolare per la provincia astigiana.

Sul fronte delle denunce complessive di infortunio, il territorio di Asti registra un incremento del +3,4%, passando da 1.037 casi registrati nei primi sette mesi del 2025 a 1.072 nel 2026. Un andamento in linea con la crescita rilevata su scala piemontese (+6,6%, salita da 25.831 a 27.528 eventi) e nazionale (+5,3%, da 349.444 a 368.085 infortuni). Per quanto riguarda gli infortuni con esito mortale, la provincia di Asti ha contato 1 decesso nei primi sette mesi del 2026, a fronte dei 2 dello stesso periodo dell'anno precedente; un dato che si inserisce in un quadro regionale in peggioramento (i morti in Piemonte sono saliti da 44 a 48) e nazionale in lieve calo (595 denunce mortali rispetto alle 607 del 2025, pari al -2,0%).

La vera nota critica per l'Astigiano riguarda tuttavia le malattie professionali: le denunce sono balzate da 96 nel 2025 a ben 119 nel 2026, segnando una drammatica impennata del +24,0%. Un'escalation che trova riscontro anche nel trend regionale (+31,5%, da 1.063 a 1.398) e nazionale (+16,6%, da 59.857 a 69.796 denunce), confermando come le patologie legate ai luoghi di lavoro rappresentino un'emergenza sempre più pesante.

La voce dell'ANMIL e il messaggio del presidente Sergio Mattarella

Ad aprire i lavori è stata Patrizia Pichierri, consigliere provinciale dell'ANMIL di Asti, che ha accolto i convenuti e introdotto i temi dell'incontro. Ha quindi preso la parola la presidente provinciale dell'ANMIL astigiana, Tiziana Biamino, la quale ha evidenziato con fermezza come i dati del 2025 e l'andamento del 2026 non restituiscano la dignità che l'associazione chiede da oltre ottant'anni per lavoratori e famiglie. Biamino ha insistito sulla necessità di interventi strutturali e non emergenziali, ribadendo che la sicurezza deve essere considerata un investimento a lungo termine e non un costo immediato. La presidente ha inoltre rilanciato le storiche battaglie dell'ANMIL, chiedendo l'istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro per uniformare e rendere mirate le indagini, nonché l'introduzione della fattispecie di reato autonomo di omicidio sul lavoro.

Un momento di profonda commozione è coinciso con la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affidato a Silvano Matta, studente della Casa di Carità Arti e Mestieri. Nel testo, il Capo dello Stato ha richiamato le radici costituzionali della sicurezza sul lavoro e la responsabilità di intervenire prima che i rischi si trasformino in tragedie, definendo l'ANMIL come un autentico "agente della Costituzione", per la sua opera di sostegno, rappresentanza e reinserimento. L'assemblea ha poi osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime.

A tracciare il quadro complessivo è intervenuto Roberto Sardo, presidente regionale ANMIL Piemonte, ricordando come dietro a ogni numero ci sia una persona, una famiglia e una vita spezzata o radicalmente cambiata. Sardo ha snocciolato le medie quotidiane del fenomeno – tre morti al giorno in Italia, oltre 300 malattie professionali riconosciute ogni giorno e un infortunio ogni 53 secondi – evidenziando che non ci si può rassegnare a considerare queste tragedie una fatalità, ma che occorre combattere ogni giorno la precarietà, l'irregolarità contrattuale e i ritardi formativi.

Il confronto corale tra istituzioni, sanità e parti sociali

La mattinata ha dato spazio a un ampio dibattito tra tutte le realtà territoriali impegnate nella filiera della prevenzione e del controllo. Stefano Calella, presidente del Co.Co.Pro. INAIL di Asti, ha definito inaccettabili questi numeri per una società civile e ha elogiato la compattezza dimostrata dal territorio astigiano, citando l'esperienza di "Asti SiCura", iniziativa nata proprio in seno a INAIL e Co.Co.Pro. per fare rete con prefettura, aziende e sindacati. Calella ha paragonato la sicurezza a un tavolino a tre gambe – prevenzione, repressione e cultura – che crolla se viene meno anche un solo elemento, invitando inoltre il tessuto produttivo a utilizzare le risorse messe a disposizione dall'INAIL, dai bandi ISI ai progetti per l'accomodamento ragionevole delle postazioni per i lavoratori infortunati.

Dal canto suo, la responsabile della sede INAIL di Asti, Irene Berti, portando i saluti della direttrice territoriale Siviletti e della direttrice regionale Alessandra Lanza, ha spiegato come l'Istituto sia ormai un punto di riferimento non solo assistenziale ma riabilitativo a 360 gradi. L'INAIL lavora costantemente per il recupero funzionale, psicologico e lavorativo dell'infortunato, fornendo ausili, protesi e supporto mirato affinché la persona possa riappropriarsi della propria autonomia e della propria dignità.

Per la Prefettura di Asti ha portato il saluto del Prefetto Claudio Ventrice il capo di Gabinetto Giuseppe Recupero, che ha focalizzato l'attenzione su due barriere culturali da abbattere: l'idea errata che la sicurezza sia un puro costo – mentre un infortunio costa immensamente di più in termini umani, sociali ed economici – e l'illusione diffusa del "a me non succede", un atteggiamento che abbassa le difese anche tra i lavoratori più esperti. Recupero ha inoltre ricordato la presenza vigile dello Stato tramite la task force mensile coordinata dalla Prefettura e i lavori dell'Osservatorio provinciale.

Concetti ripresi anche dal Questore di Asti, Marina Di Donato, la quale ha ribadito che lavoro e sicurezza sono pilastri imprescindibili della convivenza civile. Di fronte a numeri che continuano a destare allarme, il Questore ha rivendicato l'intensa attività di vigilanza condotta sul territorio dalle forze dell'ordine e dall'Ispettorato del Lavoro, sottolineando che i controlli e le sanzioni non vanno visti con ostilità, ma come lo strumento essenziale per garantire la tenuta delle regole a tutela di tutti.

La voce delle amministrazioni locali è risuonata attraverso le parole dell'assessore comunale Giovanni Boccia, intervenuto in rappresentanza del sindaco Maurizio Rasero, che ha condiviso il ricordo doloroso di una collega il cui giovane figlio ventenne rimase gravemente invalido sul lavoro, sottolineando come un infortunio evitato coincida con una vita salvata e ribadendo il pieno impegno del Comune a sostenere la cultura della prevenzione. Il vicepresidente della Provincia di Asti, Davide Migliasso, ha invece collegato idealmente la Giornata al significato del Primo Maggio, insistendo sui cardini di memoria, prevenzione e lavoro di squadra: investire sulla sicurezza nei 117 Comuni dell'Astigiano, sia nel pubblico che nel privato, non rappresenta una spesa superflua ma l'investimento più fruttuoso per l'intera comunità.

Sul versante sindacale, il segretario generale della CGIL di Asti, Giuseppe Morabito, ha posto l'accento sull'urgenza di portare l'educazione alla sicurezza fin dentro le aule scolastiche e ha denunciato con forza la recrudescenza del lavoro nero anche nel Nord Italia, una piaga che compromette alla radice qualsiasi tutela per i lavoratori e che va estirpata con decisione. Infine, il direttore dello SPRESAL dell'ASL AT, Roberto Zanelli, ha evidenziato come l'attività ispettiva costituisca a tutti gli effetti prevenzione e regolazione del sistema, rimarcando purtroppo le difficoltà nel reclutamento di personale tecnico e spiegando che spessissimo, nei fascicoli d'indagine aperti per la Procura, si constata che sarebbe bastato pochissimo per scongiurare drammi irreparabili. Zanelli ha quindi invitato docenti e allievi a consultare la banca dati regionale "Storie di infortunio", prezioso strumento didattico in cui le dinamiche reali dei sinistri vengono spiegate e analizzate per insegnare a riconoscere il pericolo.

La consegna dei brevetti e la testimonianza ai giovani

Momento solenne e carico di emozione è stata la consegna dei Brevetti e dei Distintivi d'Onore conferiti dall'INAIL ai grandi invalidi del lavoro: a salire sul palco, tra gli applausi dei presenti e dei propri familiari, sono stati Giovanni Spagarino e Paolo Priamo, mentre un tributo d'onore è stato rivolto anche agli insigniti assenti Clelia Chiorra e Giorgio Calosso.

In chiusura, su invito della presidenza e rivolgendosi direttamente ai ragazzi presenti, Roberto Sardo ha voluto offrire la propria testimonianza personale per trasmettere un insegnamento diretto alle nuove generazioni. Ha ripercorso l'11 novembre 1978, quando a soli quindici anni lavorava con passione come apprendista meccanico nell'officina del padre. Quella mattina, per la fretta di completare una riparazione urgente su un furgone prima dell'arrivo del proprietario, si sfilò gli occhiali protettivi per infilare la testa nello spazio stretto tra la ruota e il parafango; al primo colpo di martello, una scheggia d'acciaio gli trafisse l'occhio destro, distruggendo retina e bulbo oculare e costringendo i chirurghi all'asportazione dopo settimane di buio e speranza.

Nel raccontare il dramma che sconvolse per sempre i suoi sogni di adolescente e la vita dei suoi genitori, Sardo ha lanciato un accorato monito agli studenti presenti: non farsi mai vincere dalla fretta, pretendere costantemente una formazione adeguata e trovare sempre il coraggio di dire di no a qualsiasi incarico che non rispetti gli standard di sicurezza, ricordando che la legge tutela il diritto di rifiutare compiti pericolosi e che nessuna mansione vale il sacrificio della propria salute.

Gabriele Massaro

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