BRUXELLES (ITALPRESS) - In Europa oltre 10 milioni di persone lavorano nei servizi alla persona e alla famiglia, un settore che rappresenta circa il 4% dell'occupazione europea. In Italia, nel 2025, sono stati 804.464 i lavoratori domestici regolari, il 2,3% in meno rispetto all'anno precedente, mentre il tasso di irregolarità del settore è stimato al 55,4%. Sono questi alcuni dei principali dati presentati nel corso del convegno "Dal riconoscimento al dialogo sociale: costruire il futuro del lavoro domestico in Europa", organizzato da Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, in collaborazione con la Federazione Europea EFFE, presso il Parlamento Europeo di Bruxelles. Nel corso dell'evento sono stati presentati due nuovi capitoli del Rapporto 2026 Family (Net) Work: il paper di Assindatcolf, che ricostruisce i principali provvedimenti che nell'ultimo periodo hanno interessato il comparto in Italia, e quello di EFFE, che analizza il caso spagnolo con il contributo della professoressa Maria Gema Quintero Lima, ma anche i risultati del PHS Employment Monitor 2026, un sondaggio che ha raccolto oltre 8mila risposte da lavoratori, datori di lavoro, utenti dei servizi e organizzazioni del settore in 36 Paesi e 26 lingue. L'Italia è tra i Paesi maggiormente rappresentati.Secondo quanto emerso dal Monitor, tra i datori di lavoro italiani che hanno partecipato alla survey e che impiegano direttamente lavoratori domestici, la necessità di rendere i servizi più accessibili economicamente è la principale priorità (36,2%), seguita da regole più agevoli per l'assunzione di lavoratori immigrati (35,4%) e da una forza lavoro meglio formata (35,3%). Per il 33,9% dei datori italiani la priorità è invece un maggiore riconoscimento istituzionale del lavoro domestico, mentre il 29,3% ha indicato una maggiore varietà di lavoratori candidati tra cui scegliere e il 28,5% una maggiore facilità nel dichiarare il lavoro.«La fotografia scattata dai paper - dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf e di EFFE - conferma ancora una volta come il costo del lavoro domestico sia una questione centrale per le famiglie, in Italia così come in altri paesi dell'Ue. Intervenire su questo fronte è prioritario non solo per sostenerle, ma anche per consentire a tanti lavoratori di uscire dall'irregolarità, rendere il comparto più attrattivo e restituirgli valore e dignità, rafforzandone la reputazione sociale. Per questo chiediamo alla politica di introdurre forme di agevolazioni fiscali che rendano più sostenibile il costo del lavoro regolare e favoriscano, al tempo stesso, l'emersione del sommerso. In vista delle prossime elezioni politiche il tema della cura e della conciliazione deve entrare a pieno titolo nei programmi delle forze che si candidano a guidare il Paese nei prossimi anni. E' il momento di riportare la famiglia al centro delle politiche nazionali ed europee».-foto ufficio stampa Assindatcolf-(ITALPRESS).
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