La stabilità delle strade e la tenuta del reticolo idrografico nelle frazioni astigiane tornano al centro del dibattito politico in Consiglio comunale. A sollevare il problema è un'articolata interrogazione presentata dall'opposizione da Mario Malandrone, Michele Miravalle, Vittoria Briccarello, Gianfranco Miroglio, Mauro Bosia, Valter Saracco, Paolo Crivelli, Maria Ferlisi, Luciano Sutera, Donato Pafundi e Massimo Cerruti e incentrata sulla complessa situazione viaria e idraulica di frazione Borgomale, dove il deterioramento dei margini stradali e la mancata manutenzione dei canali di scolo stanno creando crescenti preoccupazioni tra i residenti per la sicurezza della circolazione.
Banchine cedevoli e fossi come trappole
La situazione descritta dai consiglieri nell'atto ispettivo traccia un quadro di diffusa fragilità strutturale lungo le arterie della frazione. I fenomeni di erosione del terreno si sommano a fessurazioni dell'asfalto e cedimenti localizzati proprio in prossimità dei bordi della carreggiata.
"In diversi tratti le banchine risultano particolarmente compromesse, con una progressiva riduzione del terreno di sostegno, che potrebbe incidere sulla stabilità dei margini stradali e sulla sicurezza della circolazione", evidenziano i firmatari dell'interrogazione. A peggiorare lo scenario è lo stato dei fossi e dei canali laterali, in gran parte invasi da terra, sedimenti, detriti e vegetazione spontanea proliferata senza controllo, fino al punto di risultare, in più punti, del tutto ostruiti.
Il precedente del 9 settembre: la strada invasa dal fango
L'inadeguatezza del sistema di drenaggio ha mostrato tutti i suoi limiti in occasione dell'intenso evento meteorologico che lo scorso 9 settembre ha colpito la zona sud del territorio astigiano. In quell'occasione, la rete di scolo già compromessa non è stata in grado di far defluire le abbondanti acque piovane.
"Le acque, non correttamente raccolte e convogliate, hanno trasportato quantità significative di terra e detriti, provocando estesi depositi di fango lungo la sede stradale, sia prima sia dopo la chiesetta di Borgomale, interessando un ampio tratto della viabilità della frazione", si legge nel documento sottoscritto dai consiglieri. Un episodio che ha messo a nudo la vulnerabilità dell'area di fronte a precipitazioni brevi ma di forte intensità.
"Superare la logica degli interventi d'emergenza"
Per la minoranza, limitarsi a riasfaltare le strisce di margine senza risolvere il nodo dello smaltimento idrico sarebbe un'operazione del tutto inutile. "Il ripristino delle sole banchine, senza un contestuale intervento sul sistema di raccolta e smaltimento delle acque, rischia di risultare inefficace o di breve durata", incalzano i firmatari dell'atto, ricordando come "la manutenzione dei fossi non rappresenti soltanto un intervento ordinario sulla viabilità, ma costituisca anche un'importante misura di prevenzione dei fenomeni di dissesto".
L'interrogazione rivolta al sindaco e alla giunta articola ben 12 quesiti specifici: si chiede se siano stati svolti sopralluoghi tecnici dopo il nubifragio di settembre, se sia prevista una ricognizione complessiva dell'intera rete di drenaggio (comprese canalette, tombinature e punti di scarico) e se l'Amministrazione intenda stanziare risorse per un progetto organico di messa in sicurezza, valutando anche tecniche di ingegneria naturalistica per contenere l'erosione delle scarpate.




















