Un progetto che profuma intensamente di Asti, nato dal legame autentico tra due concittadini che hanno scelto di trasformare l’emozione in un gesto tangibile. È con questo spirito che la cantautrice astigiana Tiziana Ratel, autrice di testo e musica, ha dato vita a "Il mondo da una sedia", un intenso brano dedicato ad Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica).
A ispirare la canzone, le parole e le note è stata la lunga amicizia che la lega a Vincenzo Soverino, anch'egli orgogliosamente astigiano, vicepresidente e consigliere nazionale dell'associazione, che convive in prima persona con la patologia. Un incontro che eleva la nostra città a palcoscenico di un messaggio di speranza universale.
"Volevo dirti che / il mondo da qui è come non me lo aspettavo". Sono i versi che aprono l'opera, immaginando la spiazzante prospettiva di chi, all'improvviso, si trova a osservare la vita da una sedia a rotelle. Attraverso il dialogo continuo con l'amico concittadino, il brano si trasforma in uno strumento prezioso per mantenere accesi i riflettori sulla Sla, ribadendo quanto sia vitale sostenere la ricerca medica.
Vincenzo Soverino
L'impegno concreto che nasce dalla città
"La canzone è nata da un’ispirazione che ha preso forma dopo un intenso scambio di messaggi con Vincenzo", racconta l'artista astigiana: "Purtroppo ho conosciuto la Sla tramite lui, prima non la conoscevo. Non avevo idea di quanto fosse impattante, non solo per chi vive con la Sla ma anche per i familiari".
Un impatto che ha spinto Tiziana Ratel a mettersi in gioco in prima persona. "Volevo fare qualcosa di buono, rendermi utile. Spesso, dal di fuori, non si sa cosa fare: ci si spaventa, non ci si sente adeguati. Scrivere questa canzone è stato anche un modo per avvicinarmi".
La risposta di Vincenzo Soverino sottolinea l'immenso valore di questa trasposizione artistica tutta made in Asti: "Grazie alla sua sensibilità, Tiziana è stata brava a tradurre le mie paure e le emozioni in parole e a cantarle con la sua splendida voce".
Il senso del tempo e il calore della comunità
Nel testo emerge prepotente il tema dell'isolamento. Non una semplice assenza fisica, ma il terrore di fronteggiare da soli uno stravolgimento così radicale, una sfida in cui la vicinanza della propria comunità diventa un salvagente. "La solitudine è una paura concreta", spiega ancora l'autrice: "Personalmente credo sia una sensazione comune a tutti i malati in generale. In questo caso specifico le speranze hanno poco, pochissimo tempo. Si ha paura di restare soli a se stessi".
Un concetto ben noto a chi affronta la patologia quotidianamente. "Convivendo con la Sla si conoscono tante forme di solitudine: dalla perdita delle funzioni del proprio corpo, alle relazioni, le amicizie, la quotidianità che si stravolge", dichiara il vicepresidente astigiano: "Il mio impegno in Aisla è proprio questo: lavorare affinché le persone con Sla e le loro famiglie abbiano un percorso di malattia dignitoso e non si sentano mai sole".
Un acquisto solidale per fare la differenza
"Ho capito che finché non ti capita un caso da vicino, è una malattia a cui pochi si interessano", conclude Tiziana Ratel: "L’unica speranza è la ricerca e il non smettere di parlarne".
L'iniziativa astigiana ha un vitale fine benefico. Il brano, che si può scaricare al costo simbolico di 3 euro, devolverà l'intero ricavato a supporto di Aisla. Un progetto corale e profondamente legato al territorio per il quale l'autrice si è avvalsa della preziosa collaborazione di Beppe Lombardi per i raffinati arrangiamenti e Massimiliano Lazzarato, che ne ha curato la regia del video.
Per ascoltare, acquistare la canzone e contribuire concretamente a questa eccellenza astigiana della solidarietà, basta collegarsi alla piattaforma Bandcamp tramite questo indirizzo.














