La prevenzione della sindrome metabolica passa attraverso un approccio che integra medicina, alimentazione, attività fisica e benessere psicologico. È stato questo il filo conduttore delle V Giornate Culturali Corticellesi in Asti, il convegno che ha riunito esperti del mondo medico e scientifico per affrontare una condizione complessa, analizzandone le implicazioni cliniche, nutrizionali ed esistenziali.
L'iniziativa, organizzata da Bartolomeo Marino, chirurgo ed ex professore di Anatomia umana e Fisiologia all'Università degli Studi di Torino, Gianni Miroglio, gastroenterologo ed endoscopista e docente di ipnosi all'Istituto Franco Granone di Torino, e Claudio Lucia, presidente dell'Ordine dei Medici di Asti, si è svolta con il supporto non condizionato di Pharmaguida.
Una patologia che richiede equilibrio
La sindrome metabolica, definita nel corso dell'incontro una "malattia del benessere", è stata inquadrata anche alla luce della sua evoluzione clinica. Nel 1998 l'Organizzazione mondiale della sanità ne propose una definizione che contribuì alla classificazione internazionale della patologia. Inizialmente associata soprattutto all'insulino-resistenza, la sindrome è stata successivamente collegata anche ad altri fattori di rischio, tra cui obesità addominale, ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia.
Uno dei temi affrontati ha riguardato il rapporto tra piacere e moderazione. Da un lato, la ricerca di gratificazioni immediate può tradursi in comportamenti poco equilibrati; dall'altro, regole alimentari troppo rigide rischiano di essere vissute come privazioni e di trasformare l'attività fisica in un obbligo punitivo. La sfida, emersa dal confronto, è individuare un equilibrio sostenibile tra mente e corpo, capace di favorire una corretta alimentazione e il movimento senza rinunciare al piacere della quotidianità.
Metabolismo, cuore, reni e salute delle ossa
Il programma ha affrontato la sindrome metabolica da diversi punti di vista. Guido Saracco, professore di Fondamenti chimici delle tecnologie ed ex rettore del Politecnico di Torino, ha analizzato il rapporto tra metabolismo e innovazione tecnologica, soffermandosi sulle modalità con cui le tecnologie possono contribuire tanto all'insorgenza delle malattie quanto alla loro cura.
Il gastroenterologo Ercole De Masi ha approfondito il tema della nuova definizione di sindrome cardio-nefro-metabolica, mentre Giancarlo Isaia, presidente dell'Accademia di Medicina di Torino e della Fondazione Osteoporosi Onlus, ha esaminato il legame tra sindrome metabolica e osteoporosi.
Silvio Garattini, fondatore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri-IRCCS, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una corretta prevenzione. Valerio Giannelli, responsabile dell'Unità operativa semplice di Diagnostica invasiva nelle patologie epatiche all'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, ha invece approfondito il ruolo del fegato.
Il passaggio dalla dieta mediterranea alla cosiddetta dieta metabolica è stato al centro dell'intervento di Giorgio Calabrese, docente di Dietoterapia clinica all'Università del Piemonte Orientale, nel Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica, e past president del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del Ministero della Salute.
Fibre vegetali e micronutrienti
Ampio spazio è stato dedicato alla ricerca nutrizionale e al contributo dei diversi componenti della dieta. Tra quelli approfonditi figurano il cromo, che contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti e al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue, e le fibre vegetali, tra cui la gomma di guar e la gomma di acacia.
La gomma di guar è stata presentata per il suo ruolo nell'aumento del senso di sazietà e nella riduzione del picco glicemico. La gomma di acacia è stata invece considerata per le sue caratteristiche e per l'interesse nella ricerca sul microbiota intestinale e sul transito intestinale.
Tra gli alimenti citati figura anche l'amaranto, indicato nel programma per il suo possibile contributo al metabolismo del colesterolo. Infine, sono stati illustrati gli estratti di limone commercializzati con il nome Flavox, una miscela di antiossidanti descritta per il possibile ruolo nel rilascio del GLP-1 e nel rallentamento della sua metabolizzazione.
Stress, motivazione e microbiota intestinale
La dimensione psicologica ha completato il quadro degli interventi. Franco Fabbro, già professore ordinario di Fisiologia, Neuropsichiatria infantile e Psicologia clinica all'Università degli Studi di Udine, ha affrontato gli aspetti psicologici ed esistenziali della sindrome metabolica.
Ennio Foppiani, vicepresidente dell'Istituto Franco Granone CIICS di Torino, ha approfondito l'impiego dell'ipnosi come strumento per modulare motivazione, stress e gratificazione. Laura Tessieri, medico chirurgo specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso la Casa di cura Quisisana e la Clinica Arsbiomedica di Roma, ha infine esaminato il passaggio dalla disbiosi all'infiammazione sistemica, soffermandosi sull'impatto del microbiota intestinale nell'obesità e nella sindrome metabolica.
Le V Giornate Culturali Corticellesi hanno ricevuto il patrocinio della Provincia di Asti, della Città di Asti, dell'Ordine provinciale dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri di Asti, dell'Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri di Torino, del Politecnico di Torino e della LILT.














