Il disagio adolescenziale, le nuove dipendenze digitali e il ruolo degli adulti nella crescita dei più giovani. Sono stati questi i temi al centro della serata conviviale del Rotary Club Asti, che martedì, alla Fondazione Goria, ha ospitato Maurizio Mellana, dirigente psicologo all'ospedale Cardinal Massaia di Asti. Il suo intervento, dal titolo "Come intervenire precocemente sul disagio adolescenziale", ha offerto diversi spunti di riflessione su un fenomeno sempre più attuale e sulle strategie per riconoscerne i primi segnali.
Mellana ha esordito soffermandosi sull'importanza dell'attenzione degli adulti fin dai primi mesi di vita. Un elemento fondamentale per consentire ai bambini di sviluppare progressivamente la capacità di autoregolarsi, imparando a gestire emozioni e reazioni.
A questo proposito, il relatore ha mostrato un filmato che ritraeva un neonato inizialmente sorridente e tranquillo durante l'interazione con la mamma, ma progressivamente sempre più preoccupato e infine disperato quando la donna interrompeva ogni forma di risposta, limitandosi a guardarlo con un'espressione inespressiva. Un esempio concreto di quanto la relazione e la reciprocità siano importanti nello sviluppo emotivo.
Il ruolo degli adulti e le prime conseguenze dell'uso del cellulare
L'attenzione nei confronti del bambino, ha sottolineato lo psicologo, deve essere autentica e costante. Anche momenti quotidiani come l'allattamento possono rappresentare occasioni importanti di relazione: se la madre, invece di concentrarsi sul piccolo, si lascia assorbire dallo smartphone, viene meno una parte significativa di quello scambio.
Mellana ha richiamato inoltre l'attenzione sulle possibili reazioni del feto già durante la gravidanza all'utilizzo del cellulare da parte della madre, inserendo il tema in una riflessione più ampia sull'esposizione alle tecnologie e sulla qualità delle relazioni.
Social network, bullismo e dipendenza da internet
Una parte centrale dell'intervento è stata dedicata alle difficoltà che accompagnano sempre più frequentemente l'adolescenza. Secondo il dirigente psicologo, i modelli di comportamento proposti dai social network non sempre favoriscono relazioni positive e atteggiamenti costruttivi. In alcuni contesti, un ragazzo che sceglie di comportarsi correttamente può persino diventare bersaglio di episodi di bullismo.
Da qui il riferimento all'Internet Addiction Disorder (I.A.D.), ovvero la dipendenza da internet, un fenomeno che richiede attenzione e strumenti di contrasto adeguati. Secondo Mellana, l'Italia è ancora in ritardo nell'affrontare questa problematica, che può incidere profondamente sulla vita quotidiana e sulle relazioni dei giovani.
Non meno delicato, poi, il rapporto con i chatbot e le intelligenze artificiali conversazionali. Il clinico ha messo in guardia dal rischio che questi strumenti alimentino l'illusione di un'amicizia e di una relazione autentica, che in realtà non esistono. Un'interazione che, anziché aiutare i ragazzi ad aprirsi al mondo e a comprendere meglio sé stessi, rischia di allontanarli dalle relazioni reali.
La tecnologia non va demonizzata, ma utilizzata con consapevolezza
La soluzione, tuttavia, non è rinunciare alle nuove tecnologie. Mellana ha chiarito che questi strumenti possono essere utili, a condizione che vengano impiegati per apprendere e semplificare la vita, anziché diventare un elemento di complicazione o isolamento.
Tra gli strumenti da recuperare, un posto di rilievo spetta alla lettura. Il relatore ha concluso sottolineando il valore dei libri, capaci di stimolare la mente e favorire un'elaborazione personale che la fruizione passiva di social network e televisione non consente allo stesso modo.
La serata ha suscitato un ampio interesse tra i numerosi partecipanti, che hanno rivolto a Mellana diverse domande, dando vita a un confronto sui temi affrontati. Al termine dell'incontro, il presidente del Rotary Club Asti, Franco Calcagno, ha ringraziato il relatore consegnandogli il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano.














