(Adnkronos) - La richiesta di processo avanzata dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, non spaventa la difesa e gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti studiano già le prime mosse in vista dell'udienza preliminare, che con molta probabilità inizierà solo nel 2027.
Il capo d'imputazione nei confronti del trentottenne ricalca, interamente, la chiusura indagine: Sempio è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con crudeltà "per il numero e l'entità delle ferite inferte, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto" e per motivi abietti, "riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Sarà un giudice per le indagini preliminari a dover decidere se mandare Sempio a processo, non solo sulla base degli elementi raccolti dai pm guidati da Fabio Napoleone, ma anche su eventuali ulteriori approfondimenti, come la richiesta di perizia - che potrebbe essere avanzata dallo stesso giudice - sull'impronta 33, l'orma della mano trovata sulla scala della cantina della villetta di via Pascoli a Garlasco che per chi indaga è dell'imputato e che invece per la difesa non è attribuibile.
Ma prima che nell'aula a porte chiuse le parti possano confrontarsi sulle prove, a partire da quella scientifica del Dna maschile sulle unghie della vittima, la difesa porrà una questione procedurale: la difesa chiederà "di investire la Consulta" su quella che è un'inedita anomalia: se si può processare Sempio quando per lo Stato italiano esiste già il colpevole del delitto del 13 agosto 2007, ossia Alberto Stasi, ancora in attesa di revisione, con il rischio di creare, a usare le parole dei legali "un mostro giuridico".
"Se andiamo avanti parallelamente" con il processo a Sempio e con la richiesta di revisione di Stasi "potrebbe crearsi un altro mostro giuridico, un grande problema di contrasto di giudicati", ha detto l'avvocata Taccia, ospite di 'Cinque Minuti' su Rai 1.
All'udienza preliminare la difesa di Sempio solleverà una questione costituzionale, se si possa cioè processare una persona, mentre un'altra sta scontando una condanna definitiva per lo stesso reato. "Sarà la prima eccezione che solleveremo", ha detto Taccia, spiegando che l'intenzione è "prevenire un problema più grande che potrebbe presentarsi in futuro". L'allungamento dei tempi nell'attesa di un'eventuale revisione non li spaventa. "Noi guardiamo più che al tempo, alla sostanza delle cose. Il punto è fare le cose per bene: c'è un Codice di procedura, noi seguiamo le regole e i ragionamenti tecnico-processuali-penalistici. Faremo le nostre scelte difensive e capiremo poi il da farsi", ha detto l'avvocata. Per quanto riguarda la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Pavia, "non ci sorprende né per le tempistiche né per l'imputazione, rimasta quella della chiusura indagini".
La difesa, ha aggiunto Taccia, "in questi mesi ha fornito vari indizi e prove secondo le quali Andrea Sempio assolutamente non è l'assassino di Chiara Poggi", quindi, ha precisato, "sarà la Procura a dover dimostrare il contrario".
La prima mossa della difesa Sempio, dunque, è la richiesta di sospensione davanti al gup di Pavia, per la questione di legittimità costituzionale, nel tentativo di 'congelare' l'udienza preliminare in attesa che la Corte d'Appello di Brescia si pronunci sull'istanza di revisione della difesa dell'allora fidanzato della vittima. Istanza che sarà depositata, da quanto trapela, a metà novembre.
Le udienze a Pavia, se venisse accolto il quesito procedurale, potrebbero quindi arricchirsi di nuovi approfondimenti sugli altri elementi al centro dell'inchiesta: dal numero dell'impronta 'a pallini' trovata sulla scena del delitto, ai soliloqui intercettati che per i pm sono una confessione, all'idea che l'indagato possa aver visionato i video intimi della coppia e quindi abbia tentato, con le tre telefonate a casa Poggi alcuni giorni prima del delitto, un approccio. Inoltre, la difesa Sempio dovrà decidere, così come fu per Stasi, se chiedere il rito abbreviato (essendo il delitto precedente alla riforma) che consente un processo a porte chiuse e con lo sconto di un terzo della pena davanti allo stesso giudice dell'udienza preliminare o andare avanti con il rito ordinario finendo, in caso non ci fosse il proscioglimento, a giudizio davanti alla Corte d'Assise.
"Sono pronto e sono convinto che sarà dimostrata la mia innocenza", è il pensiero che Sempio ha fatto trapelare tramite i suoi legali.














