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Cronaca | 06 novembre 2026, 07:01

Scontri per Askatasuna, ventiseienne astigiano in carcere con l'accusa di tentato omicidio

Le indagini della Procura dopo le sedici misure cautelari eseguite a Torino. Tra le persone colpite dai provvedimenti c'è anche un giovane residente a Castelnuovo Don Bosco, ritenuto responsabile dell'assalto al furgone della polizia

Ph Torino Oggi

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​Un'ondata di provvedimenti giudiziari ieri ha scosso il capoluogo piemontese in seguito ai violenti scontri registrati il 31 gennaio durante il corteo di protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. 

Complessivamente sono 16 le misure cautelari eseguite dalle forze dell'ordine, un'operazione che ha portato alla luce un quadro investigativo di estrema gravità. Tra le persone coinvolte spunta anche un nome del territorio astigiano: Davide Frigo, un giovane di 26 anni residente a Castelnuovo Don Bosco.

​L'assalto al furgone della Polizia e l'accusa di tentato omicidio

​Le accuse mosse nei confronti del giovane astigiano sono pesantissime. Oltre ai reati tradizionalmente legati alle manifestazioni di piazza — tra cui devastazione di negozi, violenza e minaccia aggravata a pubblico ufficiale, lancio di fumogeni, pietre, bottiglie, mattoni, sanpietrini e fuochi d'artificio —, la Procura gli contesta il reato gravissimo di tentato omicidio.

​Al centro dell'imputazione c'è il feroce assalto compiuto contro un Iveco Daily del Reparto Mobile di Torino, condotto da un assistente capo della Polizia. Secondo gli inquirenti, che hanno analizzato centinaia di fotogrammi, video e testimonianze di residenti e commercianti, il ventiseienne avrebbe attivamente partecipato alla creazione delle condizioni che avrebbero potuto causare la morte dell'agente.

​La ricostruzione dei fatti restituisce momenti di pura tensione. I manifestanti avevano bloccato il mezzo blindato spostando una campana per la raccolta del vetro durante i disordini in piazza. Un dimostrante rimasto anonimo aveva posizionato sul parabrezza un potente fuoco d'artificio sormontato da una pedana di legno, cosparsa di liquido infiammabile e data alle fiamme tra una fitta sassaiola. Il poliziotto era rimasto intrappolato mentre le fiamme lambivano il cruscotto a pochissimi centimetri da lui. Solo l'intervento provvidenziale dei militari della Guardia di Finanza aveva evitato il peggio.

​In quel drammatico frangente, le telecamere e i rilievi avrebbero immortalato l'astigiano mentre colpiva il furgone con un piede di porco, trattenendo inoltre la pedana di legno già in fiamme per impedirne la caduta durante i disperati tentativi di manovra del conducente.

​L'interrogatorio di garanzia e la decisione del giudice

​Nonostante il giovane sia incensurato e privo di precedenti penali, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere per la gravità dei comportamenti.

​Durante l'interrogatorio di garanzia, Davide Frigo ha fornito la sua versione dei fatti. Come riportato dagli atti giudiziari, il ventiseienne “ha ammesso di aver preso parte ai lanci di oggetti contro le forze dell'ordine e di essersi trovato vicino al furgone che ha preso fuoco”, respingendo però fermamente l'accusa di essere stato lui ad appiccare l'incendio.

Redazione

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