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Al Direttore | 07 novembre 2026, 10:03

Manutenzione sulla linea Asti-Torino, la posizione dei Liberaldemocratici

Il segretario provinciale Stefano Ettore risponde a Mario Bovino: "Si dia priorità alla sicurezza delle infrastrutture, stop agli scontri fini a se stessi"

Manutenzione sulla linea Asti-Torino, la posizione dei Liberaldemocratici

Buongiorno direttore,

ho letto con un certo stupore il comunicato di Mario Bovino, coordinatore provinciale di Azione, sui disagi lungo la linea Asti-Torino. Quella linea la conosco bene: la prendo ogni giorno, andata e ritorno, per andare a lavorare a Torino. Questa settimana, come tanti altri pendolari, mi sono organizzato e ho viaggiato in auto. Chi, come me, viaggia su quei treni ogni mattina sapeva dell'interruzione da settimane, e da lunedì ne ha vissuto le conseguenze. Per accorgersene non c'era bisogno di aspettare i giornali.

Colpisce quindi la tempistica. L'interruzione è in vigore da lunedì 2 novembre, ma il comunicato è arrivato solo venerdì, a settimana quasi finita, lo stesso giorno in cui La Stampa dedicava un articolo alla vicenda. Viene il dubbio che l'urgenza sia nata più dalla rassegna stampa che dai disagi dei pendolari.

Nel merito, il ragionamento non regge. Lo stop, che si conclude oggi, sabato 7 novembre, è dovuto a lavori di manutenzione straordinaria programmati da RFI, il gestore della rete ferroviaria. Nel calendario delle interruzioni programmate pubblicato sul proprio sito, RFI indica per la tratta Trofarello-Asti la demolizione e la ricostruzione del cavalcaferrovia in località Baldichieri. Trenitalia ha pubblicato a sua volta l'avviso con le modifiche ai treni e i bus sostitutivi, e la notizia circolava già a fine settembre, ripresa poi dalla stampa locale nei giorni precedenti l'interruzione. Della linea, dei cantieri, degli orari e dei bus sostitutivi si occupano RFI, Trenitalia e Regione, mentre il comunicato chiama in causa soltanto il Comune. Il Comune può fare la sua parte sulla viabilità, ma sui treni non ha voce in capitolo. Parlare di "smarrimento" dell'amministrazione comunale per un cantiere ferroviario rischia di trasformare i disagi dei pendolari in uno scontro politico fine a se stesso, proprio ciò che Bovino dice di voler evitare.

E quale sarebbe l'alternativa? Rinunciare ai lavori? Le infrastrutture vanno mantenute e, quando serve, ricostruite. Costano qualche giorno di disagio, ma servono alla sicurezza di chi viaggia. Da pendolare preferisco una settimana di disagi a un'infrastruttura lasciata invecchiare.

I temi su cui lavorare per i pendolari, del resto, non mancano: la puntualità di tutti i giorni, la frequenza delle corse, la qualità dei bus sostitutivi e il modo in cui vengono comunicati, il coordinamento tra RFI, Trenitalia e Regione. Su questi siamo disponibili a confrontarci con tutte le forze politiche, rivolgendoci insieme a chi ha davvero la responsabilità del servizio.

Stefano Ettore - Segretario provinciale Partito Liberaldemocratico

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