Quindici opere tra dipinti e disegni per esplorare l’identità, le emozioni e le contraddizioni dell’animo umano. Dal 14 al 28 novembre la Caffetteria Mazzetti, in corso Alfieri 357, ospiterà "Sguardi Metafisici", mostra personale di Giovanni Lizzini Scansani, artista milanese che vive e lavora tra Milano e Asti.
L’esposizione propone una rilettura del ritratto attraverso l’incontro tra le atmosfere sospese della pittura metafisica e l’indagine psicologica. I protagonisti delle opere sono volti immaginari, enigmatici e intensi, nei quali la somiglianza fisica lascia spazio a una rappresentazione dell’identità e delle tensioni interiori.
Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso stati d’animo e sentimenti complessi, con passaggi che alternano intensità emotiva, ironia e tratti grotteschi. L’obiettivo non è riprodurre fedelmente la realtà dei soggetti, ma esplorarne la dimensione più profonda, lasciando spazio anche all’immedesimazione e all’interpretazione personale.
Il ritratto come radiografia dell'anima
Il critico d’arte Mimmo Di Marzio, autore del libro "Gli Insospettabili. Da Goethe a David Bowie la pittura come seconda vita", individua nella mostra il contrasto tra "l'atmosfera rarefatta tipica della pittura metafisica e la vibrante fisicità dell'esecuzione". I volti, immersi in spazi geometrici e silenzi senza tempo, restituiscono secondo il critico le tensioni dell’esistenza attraverso il colore e i contrasti cromatici.
Di Marzio definisce le opere "non solo ritratti immaginari, ma vere e proprie radiografie dell'anima".
Dal punto di vista tecnico, Lizzini Scansani utilizza prevalentemente una tecnica mista, che comprende pastelli a olio, grafite e, in alcuni lavori, colori acrilici. Una scelta che lo porta talvolta a rinunciare ai pennelli: i colori vengono stesi, sfumati e miscelati direttamente con le dita, creando superfici dense e materiche. Il contatto diretto con il supporto diventa così parte integrante del processo creativo, traducendo le tensioni dei soggetti in materia ed energia visiva.
Un debutto espositivo nella città
Nato a Milano nel 1963, Giovanni Lizzini Scansani è un pittore autodidatta. Ha avviato la parte più significativa della propria produzione artistica in Monferrato, territorio nel quale trascorre ormai gran parte del suo tempo. La sua ricerca unisce la tradizione metafisica a un approccio fisico e psicologico alla rappresentazione dei volti.
Un'influenza importante arriva anche dallo zio Giuseppe Lizzini, pittore e designer milanese attivo tra gli anni Sessanta e Novanta, al quale l’artista rende omaggio attraverso l’utilizzo del doppio cognome. Una sua opera sarà presente anche nell’esposizione.
Dopo alcune mostre private a Milano, Monza, Roma e Aix-en-Provence, Lizzini Scansani ha scelto Asti, città alla quale si sente ormai legato, per quello che rappresenta il suo vero e proprio debutto espositivo.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 9 alle 24, con ingresso libero. L’inaugurazione è in programma sabato 14 novembre alle 18:30 alla Caffetteria Mazzetti.
Informazioni e aggiornamenti sulla pagina Instagram @giovanni_lizzini_scansani.














