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Cultura | 15 gennaio 2019, 17:30

"Pensiamoci su", curiosità e divertimento con il mentalista Mazz Mariano

Ad Asti, domenica 20 gennaio alle 18 alla Casa del Teatro 3 di Via Scarampi 20

"Pensiamoci su", curiosità e divertimento con il mentalista Mazz Mariano


Una lettura della mente o una forma di illusione? Medium, chiaroveggente, illusionista o semplicemente artista?

La possibilità di avvicinarsi all'argomento per passare una domenica coinvolgente e divertente arriva dallo spettacolo che il mentalista Mazz Mariano terrà alla Casa del Teatro 3 di via Scarampi.

Recentemente Mazz Mariano ha fatto parte del cast della Torino Mind Series presso il Teatro Salotto Magico di Moncalieri, dove ha presentato la sua conferenza dedicata esclusivamente ai mentalisti esibendosi poi insieme ad altri artisti.

La Voce ha pensato di realizzargli un'intervista... leggendogli nella mente.

Innanzitutto "alla Frassica" qual è il nome e quale il cognome?

Nome: Mazz - Cognome: Mariano 

Sei astigiano doc?

Nato e cresciuto ad Asti da mamma astigiana e papà rovigotto.

Nasci come appassionato di illusionismo, poi fai esperienze nel mondo del circo, ti dai anche alla musica a tutto campo per poi approdare ad una disciplina estremamente intrigante: il mentalismo. Di cosa si tratta esattamente?

Diciamo che sono curioso e spesso mi faccio trasportare dall’entusiasmo nell’esplorare territori a me sconosciuti. La mia grande fortuna è che in famiglia nessuno si è mai opposto alle mie passioni, mi hanno sempre lasciato massima libertà di seguire le mie inclinazioni. Quella del mentalismo è una disciplina che mi affascina moltissimo. Nasce come branca dell’illusionismo tradizionale o forse ne è addirittura la fonte di ispirazione. Se pensiamo per esempio agli oracoli o ai profeti che, in qualche modo, andavano predicendo il futuro rivelando fatti ignoti alla mente umana, ecco, probabilmente potremmo dire che si trattava dei primi mentalisti. Immagino siano nati prima personaggi ammantati di mistero come loro che i manipolatori di carte o gli illusionisti alla David Copperfield. Io pratico il mentalismo inteso esclusivamente come forma di intrattenimento, quindi mi esibisco di fronte a un pubblico coinvolgendo gli spettatori in una serie di esperimenti come la lettura del pensiero o la predizione di eventi futuri o la dimostrazione di poter influenzare le loro apparentemente libere scelte, o ancora la percezione extra sensoriale. Nessuno viene mai minimamente messo in imbarazzo, il clima è rilassato, a volte misterioso, a volte giocoso.

Come si diventa mentalisti e (forse) esperti di "illusione"?

Io ho cominciato tentando di imitare i grandi del passato, procurandomi tutte le pubblicazioni possibili sull’argomento, frequentando altri appassionati come me, sperimentando e cercando soluzioni a problemi apparentemente irrisolvibili. Non dimentichiamo che i giovani della mia generazione non conoscevano Internet, tutte le informazioni di cui si veniva in possesso erano frutto di ricerche e di condivisione di esperienze con coloro che coltivavano la tua stessa passione. Ogni scoperta era una rivelazione. Oggi la meraviglia di scoprire un segreto si è un pochino persa. Probabilmente abbiamo accesso a così tante informazioni in modo così semplice che sapere tutto su tutto sembra quasi scontato. Per contro, la vera conoscenza, quella frutto dell’esperienza e dello studio è forse più rara che in passato.

Ovviamente i tuoi spettacoli non sono mai uguali. A ogni pubblico la sua performance?

I miei spettacoli sono sempre diversi perché le persone di fronte alle quali mi esibisco sono sempre diverse. Solitamente presento un repertorio selezionato con numeri che reputo particolarmente adatti per l'occasione. Il bello di ciò che faccio è che è altamente personalizzabile. In scena non recito mai una parte già scritta ma mi muovo seguendo un canovaccio la cui trama si sviluppa attraverso le reazioni e le risposte degli spettatori. È una delle cose che più mi piace in quel che faccio. Ti fa sentire vivo, non ti annoi mai nemmeno alla millesima replica, perché lo spettacolo cambia direzione continuamente. In sintesi, amo dire che io porto in scena un contesto, una cornice, il quadro lo dipingono gli spettatori.

Sul tuo sito c'è scritto: "pronto intervento mentalistico per tutti coloro che non possono fare a meno di essere curiosi" ... Una sfida per il tuo pubblico?

Tutt’altro! È un invito a contattarmi per soddisfare le proprie curiosità, per saperne di più, proprio come stiamo facendo noi ora.

Ti si può contattare anche per feste private e stupire gli amici, dato che i tuoi spettacoli prevedono sempre il coinvolgimento attivo del pubblico?

Certamente! La natura stessa della mia proposta mi permette di non avere bisogno a tutti i costi di un teatro o di uno spazio scenico particolarmente attrezzato. Posso esibirmi nel salotto di casa tua, a distanza ravvicinata, di fronte ai tuoi ospiti proprio come in teatro, davanti a 1000 persone. La proposta artistica può essere molto simile, ma il coinvolgimento in questo caso è a livello personale, si innesca un’interazione molto potente. Sotto questo punto di vista, a mio avviso, quella del mentalismo è la forma di intrattenimento più interattiva che io conosca e viaggia a due sensi: gli spettatori si godono un momento di mistero e di meraviglia, mentre io ho assoluto bisogno di un pubblico di fronte al quale esibirmi. Immagina quanto possa essere noioso per me leggermi il pensiero da solo…

"Pensiamoci su”.. nessun dubbio, non abbiamo bisogno di pensarci saremo al tuo spettacolo alla Casa del Teatro, ma cosa ci dobbiamo aspettare?

La Voce di Asti è la benvenuta! Mi auguro che chi parteciperà possa concedersi un momento di sano divertimento assistendo ad una performance decisamente fuori dagli schemi e sostanzialmente molto diversa dal tipo di intrattenimento al quale siamo abituati. Vi prometto che vi farò incuriosire, che vi meraviglierò e che vi darò modo di pensare a ciò a cui avrete assistito anche dopo che le luci si saranno spente e sarà calato il sipario!

E allora su il sipario e buon divertimento con Mazz Mariano.

Betty Martinelli

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