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Cronaca | 27 febbraio 2019, 07:00

Doping al Palio di Asti. Continua il processo a 21 imputati

L'accusa riguarda il Palio del 2014 ma potrebbe interessare due casi anche nel 2018

(Immagine di repertorio)

(Immagine di repertorio)

Si è tenuta ieri di fronte al giudice Elisabetta Chinaglia una nuova udienza del processo contro ventuno imputati (tra fantini e proprietari) accusati di avere dopato cavalli per aumentarne le prestazioni al Palio di Asti 2014.  L’accusa, mossa in seguito a un controllo a sorpresa in occasione del Palio potrebbe riguardare altri due casi nell'edizione 2018 della competizione, sui quali sarebbe già stato aperto un fascicolo in Procura.

Gli imputati sono accusati a vario titolo di maltrattamento di animali per aver somministrato ai quadrupedi sostanze per renderli più veloci e competitivi. L'inchiesta, è coordinata dal pm Laura Deodato.

Quaranta, tra carabinieri e veterinari, andarono nelle stalle il sabato prima dell'edizione 2014 per prelevare campioni di urine e peli della criniera dei cavalli e le analisi portarono a scoprire almeno 16 casi di presunte positività, ma non tutti i cavalli che furono controllati finirono poi per gareggiare.

Secondo la procura di Asti le sostanze dopanti sono state somministrate senza prescrizione medica.

GLI IMPUTATI

A processo Antonio Villella, Laura Coda Zabella, Dino Pes, Giuseppe Piccinnu, Livio Vedele, Valter Pusceddu, Maurizio Farnetani, Mario Cottone, Alessio Migheli, Paolo Piedini, Andrea Farris, Patrizio Serra, Alessio Scaglione, Giuseppe Zedde, Enrico Bruschelli, Luigi Bruschelli, Sebastiano Murtas, Alessandro Chiti, Gianluca Fais, Antonio Binello.

Ieri sono stati ascoltati brevemente una quindicina di testimoni citati dalle difese e interrogati tre imputati: Pes, Farnetani e Cottone.

La dottoressa Deodato ha richiesto un’integrazione dell’istruttoria dibattimentale, chiedendo di ascoltare il tecnico dell’Istituto Zooprofilattico, sostenendo avrebbe dovuto fare un’analisi non solo ELISA ma anche HPLCMMS, o rifare l’esame delle provette di sangue custodite presso il San Luigi di Orbassano.

Il giudice non ha accolto la richiesta e ha aggiornato l’udienza all’11 luglio alle 10.

 

 

Betty Martinelli

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