/ Cronaca

Cronaca | 19 agosto 2019, 09:23

Agliano, domani mattina i funerali del magistrato morto venerdì pomeriggio in un incidente

Marcello Musso, 67 anni, era in forza alla Procura di Milano ma ogni estate tornava per alcuni giorni nella casa di famiglia

Immagine d'archivio

Immagine d'archivio

Domani mattina, alle 9.45, Agliano Terme si fermerà per portare l’estremo saluto a uno dei suoi “figli” più illustri, il magistrato Marcello Musso, pubblico ministero in forza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano deceduto venerdì pomeriggio, a 67 anni, dopo essere stato investito da un’auto mentre in bici stava rientrando nell’abitazione di famiglia.

Magistrato dalla brillante carriera, che lo aveva portato lontano dalla natia Agliano, vi faceva ritorno ogni estate per passare qualche giorno in compagnia dell’anziana madre ed i quattro fratelli (Mariangela, Francesco, Marino e Romolo), cui era molto legato. Famiglia di origine contadina, molto conosciuta e stimata in paese, la tragedia che ha colpito i Musso ha destato shock in tutta Agliano. Dove, del resto, in tanti conoscono anche l’investitore, un agricoltore 49enne residente in paese ora iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio stradale, risultato comunque negativo all’alcoltest.

Chi era Marcello Musso

Nel corso della sua brillante carriera, il magistrato deceduto, originario di Agliano e “cresciuto” tra il paese natio e Costigliole d’Asti, ha lavorato su indagini molto importanti. Operando, nel periodo in cui ha lavorato a Palermo, battaglie contro la mafia corleonese ma restando sempre “lontano dai riflettori”.

Un basso profilo proprio di chi, come lui, aveva votato la vita al lavoro, che non gli è comunque bastato per evitare le prime pagine quando, da pubblico ministero, ha rappresentato la pubblica accusa nel processo contro la “coppia dell’acido” Martina Levato e Alexander Boettcher, condannata in via definitiva. Era stato lo stesso Musso a chiedere che il figlio dei due venisse dato in adozione e aveva anche portato in clinica un regalo al piccolo.

In seguito a quel processo, aveva anche ricevuto pesanti minacce, che avevano portato all’assegnazione di una scorta che ne ha accompagnato ogni spostamento per alcuni anni. L’ultima inchiesta rilevante risale al luglio scorso quando, coordinando un’attività svolta da Guardia di Finanza e Carabinieri, aveva fatto emergere un vasto traffico di cocaina che giungeva in Italia intrisa nelle copertine di romanzi.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium