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Cronaca | 16 ottobre 2019, 10:58

Massiccia copertura territoriale e supporti tecnologici prime “armi” contro i furti in abitazione

Il comandante provinciale dei Carabinieri: “Le attività poste in essere hanno consentito, nei primi nove mesi dell’anno, di far calare drasticamente il fenomeno”

L’analisi dell’indice di criminalità nelle varie province italiane, recentemente pubblicato dal “Sole 24 Ore”, ha ovviamente suscitato un acceso dibattito anche nell’Astigiano, soprattutto riguardo la sottosezione relativa i furti in abitazione che, ancora una volta, vede l’Astigiano svettare nel rapporto tra episodi di reati e cittadinanza (CLICCA QUI per rileggere l’articolo)

E’ però altrettanto importante sottolineare che – al netto del fatto che questo tipo di reati, i quali vanno a colpire le vittime nella sfera più personale e intima, destano particolare allarme nella popolazione – le Forze dell’Ordine operano quotidianamente sia in chiave preventiva che repressiva e i risultati ottenuti sono davvero degni di nota.

“Per quanto concerne l’attività dell’Arma (che ha operato nell’85% dei casi segnalati, ndr.), rapportando il lasso di tempo tra gennaio e settembre 2019 con il corrispettivo periodo del 2018, il dato relativo ai furti in generale segna un calo del 21%, mentre guardando più nello specifico a quelli commessi in abitazione si registra un -30%”, spiega il tenente colonnello Pierantonio Breda, comandante provinciale dei Carabinieri.

Che, correttamente, invita altresì a considerare altri due aspetti rilevanti: “I dati sono ufficiali, pertanto corretti, ma bisogna tener conto dei criteri adottati per analizzarli, perché parliamo di un’elaborazione su scala nazionale. Inoltre nella voce ‘furti in abitazione’ rientrano anche le denunce di episodi di reato avvenuti in garage o cascinali, di cui la nostra provincia abbonda. In sostanza, sarebbe sbagliato associarlo necessariamente al malvivente che ci entra in camera da letto e fruga nei cassetti. Ciò premesso, il fenomeno è comunque così odioso che, anche nel caso venisse ridotto drasticamente, sarebbe comunque e comprensibilmente visto con enorme fastidio”.

PREVENZIONE E REPRESSIONE PER CONTRASTARE UN FENOMENO ODIOSO

“Nel 2018 il ‘trimestre nero’ nel corso del quale è stato commesso il maggior numero di furti è stato il primo, da gennaio a marzo, con un picco di 173 episodi in quest’ultimo mese. Però, a fronte di un elevato numero di reati, credo sia significativo sottolineare i risultati ottenuti in chiave repressiva, con picco di furti scoperti e operazioni come la “Gran bazar” che hanno portato a individuare gli autori di circa il 10% della totalità degli episodi denunciati.

Una tendenza positiva che, ovviamente, ha comportato una positiva ricaduta statistica sull’anno corrente, ma che sarebbe ingeneroso considerare unico fattore determinante: “L’attività repressiva – spiega ancora il comandante Breda – è stata affiancata da un aumento del numero di sistemi di videosorveglianza del Comuni e dall’incremento delle attività di controllo del territorio. Incremento dovuto anche alla rimodulazione, attuata a fine gennaio, degli orari di apertura delle nostre Stazioni, che ci ha consentito di reimpiegare parte del personale sul territorio”.

“Fermo restando che in caso di urgenze intervengono sul posto le pattuglie e che, a seconda dei dati d’afflusso, alcune caserme sono aperte 24 ore su 24 e altre aprono mattina e pomeriggio, nei centri con minori accessi garantiamo comunque un’apertura dalle 9 alle 13 che, in alcuni casi come ad esempio Roccaverano, ha comportato un ampliamento degli orari di apertura. In questi comuni – che sono Montafia, Montechiaro, Montemagno, Montiglio Monferrato, Quaranti Mombaruzzo e Roccaverano – abbiamo avuto, grazie all’aumentata presenza di pattuglie, un +95% di persone controllate”.

“In merito ai controlli, vorrei anche sottolineare che non è tanto determinante quante verifiche vengono attuate, quanto nei confronti di chi. Al netto del fatto che, da gennaio a settembre, abbiamo incrementato i controlli del 59%, quelli attuati nei confronti di persone di “potenziale interesse operativo” (ovvero con precedenti penali o segnalazioni specifiche, ndr.) sono stati incrementati del 49% Sostanzialmente, una persona su quattro tra quelle fermate è un soggetto con precedenti o evidenze positive. Magari a carico di alcune di queste persone, fermate più volte nel corso dei mesi, non è emerso nulla di rilevante, ma è importante che percepiscano la nostra costante presenza”.

“Inoltre, grazie alla distribuzione del sistema O.D.I.N.O. (Operational Device for Information, Networking and Observation, software completamente ingegnerizzato per l’Arma dei Carabinieri e caricato su tablet in dotazione alle pattuglie, ndr.) gli operatori possono visualizzare tutti i dati della persona fermata senza dover più parlare con la centrale operativa. Ciò ci consente nel contempo di impiegare meno tempo per ciascuna verifica, aumentando contestualmente il numero di persone controllate”.

SEGNALAZIONI AL 112 E SISTEMI DI DIFESA PASSIVI, PREZIOSI SUPPORTI CONTRO I FURTI

“La tecnologia – spiega ancora il comandante Breda – ci viene in aiuto anche sul fronte delle segnalazioni che giungono alla Centrale Operativa del 112, in grado di segnalare le chiamate definite ‘ridondanti’. Per fare un esempio molto semplice, se riceviamo numerose segnalazioni relative un incendio in un’area attigua un’autostrada, la centrale operativa, indipendentemente da chi sia l’operatore che materialmente risponde, riconosce che le chiamate arrivano tutte da una specifica area geografica e la classifica come chiamata ‘ridondante’ e pertanto prioritaria. Naturalmente il principio di applica a qualsiasi tipo di allerta, ad esempio per segnalazioni di auto sospette”.

Prevenzione (anche con il prezioso supporto delle segnalazioni dei cittadini) e repressione, quindi, ma senza trascurare l’aspetto, a volte sottovalutato, dei sistemi di difesa passiva quali inferriate, sistemi d’allarme, presenza di cani da guardia. “Io non posso permettermi di indicare ai cittadini come spendere i propri soldi, ma è indubbio che gli obiettivi più vulnerabili siano quelli prediletti dai ladri. La frase ‘tanto se vogliono entrano dappertutto’ è certamente vera sulla carta, ma la realtà è ben diversa, poiché chi compie questi reati va alla ricerca di obiettivi semplici, veloci e remunerativi".

Quello dei furti è un fenomeno fluido e ondivago, quasi sempre non vi è una pianificazione strutturata. Quando trovano un’area che si presta, entrano nella prima casa, nella quale non stanno più di 5-7 minuti e poi passano alle successive. Non a caso le zone più colpite sono quelle più vicine alle vie di comunicazione principali, che sono ovviamente anche quelle in cui è maggiore la nostra presenza. Nei comuni distanti dalle arterie principali, come possono essere ad esempio la Val Bormida o la zona di Mombercelli, il fenomeno è molto meno marcato”.

Gabriele Massaro

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