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Al Direttore | 05 dicembre 2019, 19:45

L'ultima seduta sul Bilancio continua a far discutere.Le riflessioni di Marco Castaldo

"Una maggioranza che all’unisono preme bottoni a seguito di comandi palesemente concordati. Una minoranza che, malgrado la buona volontà, dimostra di aver studiato poco e di avere altrettanti problemi di esposizione

L'ultima seduta sul Bilancio continua a far discutere.Le riflessioni di Marco Castaldo

Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata, a proposito dell'approvazione bilancio del Comune, da Marco Castaldo

Ieri sera, mercoledì 4 dicembre 2019, si è conclusa la “maratona” per l’approvazione del bilancio preventivo dell’amministrazione cittadina.

Il tema principale che ha contraddistinto la discussione ieri sera è stato l’emendamento proposto dalla minoranza per evitare il taglio del contributo economico nei confronti dell’ISRAT voluto dalla giunta Rasero con una certa caparbietà.

Il tema ha tenuto banco, non solo in consiglio comunale, bensì, nelle settimane precedenti, anche sugli organi di stampa e sui social, dove molti cittadini hanno preso posizione per poter salvaguardare un consorzio, un ente cittadino, che rappresenta, per tutto il territorio provinciale, un punto di riferimento e un vero e proprio baluardo della memoria storica in nome dell’antifascismo, dei principi che sottintendono la nostra costituzione repubblicana, ai diritti di democrazia e libertà.

Per la grande mole di lavoro, competente e assidua, svolta da quest’istituto, molti cittadini, con rispetto, senso delle istituzioni e grande affetto hanno partecipato, ieri sera, alla seduta di consiglio dove si è cercato di trovare una soluzione di mediazione che potesse permettere all’Istituto di continuare la propria attività con serenità ed impegno e che, allo stesso tempo, ci fosse il tempo necessario per andare incontro alle necessità di risparmio che il Comune rivendica come priorità.

Nonostante la disponibilità da parte delle minoranze di cercare soluzioni che potessero incontrare le istanze della maggioranza, la mediazione non ha avuto esito positivo e, pertanto, al momento attuale, l’ISRAT si vede decurtare il contributo economico del Comune di Asti di ben 22.500 € all’anno.


È stato proposto e approvato dalla maggioranza un ODG che si impegna ad aprire un tavolo di concertazione al fine di trovare soluzioni amministrative che potrebbero ipoteticamente far risparmiare allo stesso istituto una parte di queste economie attraverso la disponibilità di risorse umane interne all’amministrazione comunale che si presterebbero gratuitamente  a svolgere funzioni amministrative.

È chiaro che la base su cui confrontarsi risulta debole e le prospettive poco chiare.

Al di là degli aspetti tecnici e delle soluzioni che potrebbero essere messe in campo in futuro per mitigare il disagio causato da questa importante decurtazione economica da parte del Comune di Asti per l’ISRAT, io desidero esprimere alcune considerazioni.

Ieri sera è apparsa assolutamente evidente la grave fragilità della maggioranza in Consiglio comunale che, di fatto, ci consegna un governo cittadino ostaggio di una forza politica di estrema destra che rappresenta, a livello nazionale e anche locale, una percentuale di consensi decisamente inferiore alle altre forze politiche che compongono la compagine di governo locale.

Tale situazione ci viene ulteriormente confermata dall’approvazione di un emendamento proposto da parte di Fratelli d’Italia che prevede uno stanziamento di 25.000 € per affrontare le problematiche relative allo “sgombero” del campo nomadi.

Contestualmente, è altrettanto evidente, la debolezza personale del Sindaco, il quale, nonostante le dichiarazioni personali di grande considerazione nei confronti dei principi dell’antifascismo e della memoria storica che rappresentano i fondamenti della nostra democrazia in contrastoai rigurgiti antiliberali e razzisti, di fatto, si avvale di un consigliere di maggioranza per proporre un ODG oggettivamente troppo debole, aleatorio e, per di più, formulato e riformulato più volte a seguito dei suggerimenti dettati direttamente da Sindaco e Giunta.

Una sorta di gioco di deresponsabilizzazione reciproca che ci consegna un panorama politico a cui mancano i fondamentali dell’educazione istituzionale, il rispetto dei ruoli e della relativa consapevolezza del proprio operato.

Una maggioranza che all’unisono preme bottoni a seguito di comandi palesemente concordati.

Per quanto concerne la minoranza occorre constatare, tristemente, ancora una certa superficialità da parte di alcuni che, malgrado la buona volontà, dimostrano di aver studiato poco e di avere altrettanti problemi di esposizione.

Non manca poi una opposizione che in realtà rappresenta il contraltare della maggioranza e che, molto probabilmente, può essere il preludio di future nuove possibili alleanze e scambi di favori.

Spicca per eloquenza, esperienza amministrativa e politica, l’accoratoe consapevole intervento di Angela Quaglia (Cambiamo Asti) che, non solo riguardo il caso ISRAT, pone importanti quesiti e critiche in merito a molteplici argomenti inerenti il bilancio.

Come cittadino mi sento, personalmente, di ringraziare tutti coloro che ieri sera hanno voluto dimostrare pacificamente e in modo rispettoso delle istituzioni, il proprio senso civico e il proprio diritto civile di opposizione ad una scelta politicache ricopre un significato pericolosamente vivo ed importante per il momento storico che la nostra società sta vivendo.

I cittadini che ieri sera hanno partecipato numerosi al consiglio comunale sono coscienti che la memoria sia l’antidoto migliore al ripetersi di errori storici che hanno generato persecuzioni, morti e tanta disperazione e sono altrettanto coscienti che il valore politico di certe scelte deve basarsi sulla conoscenza e coerenza: considerare la possibilità di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre e, contestualmente, ridurre la capacità operativa di un istituto che rappresenta esattamente i valori divulgati con così tanta passione dalla Senatrice Segre, dimostra una evidente dicotomia di pensiero, a mio avviso, abbastanza preoccupante.

A chi si esprime contestando l’aspetto puramente ideologico di chi ieri, dai banchi della minoranza, e dalla folta presenza di pubblico, ha voluto difendere l’operato e il valore dell’ISRAT, ricordo che se tutti noi oggi abbiamo la possibilità di esprimere liberamente lenostre opinioni, di professare le diverse religioni, di esercitare il diritto di voto, di vivere e di amare chi vogliamo, tutto ciò lo dobbiamo a tutti coloro che si sono adoperati, alcuni con l’estremo sacrificio, per un’ideologia e un ideale: la democrazia e la libertà.

Con una certa delusione devo, infine, constatare che il nascente gruppo delle “Sardine di Asti” non ha approfittato di questa occasione per poter palesare anche ad Asti l’impegno comune per il rispetto dei valori dell’antifascismo, della libertà di parola e del riconoscimento dei diritti civili che sono esattamente le peculiarità che hanno spinto le Sardine a riunirsi così numerose in tutte le piazze d’Italia e anche del mondo.

Spesso si confonde l’impegno civile con la contrapposizione politica per il timore, purtroppo, di prendere posizioni per le quali ci vuole consapevolezza, impegno e anche un po’ di coraggio.

Il quadro generale non è edificante, ma questo potrebbe essere un aspetto non così negativo. Aggiungo un personalissimo ringraziamento agli amici e ai compagni di viaggio, ma non solo di viaggio, per l’aiuto fornitomi ieri sera al fine di essere “fisicamente sollevato” con tutta la mia carrozzina per raggiungere la sala consiliare in quanto da ben più di tre settimane l’ascensore del palazzo comunale di piazza San Secondo risulta guasto.

Anche a seguito di una mia richiesta di informazioni inviata direttamente tramite posta elettronica certificata al signor Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale, ancora oggi attendo risposta sulle tempistiche per la riparazione del suddetto ascensore.

Nella settimana dedicata alla commemorazione della giornata internazionale per i diritti della disabilità, non solo viene negato il diritto di partecipare alla vita cittadina, ma anche quello di una cortese e doverosa risposta da parte delle istituzioni nei confronti di una persona disabile, che prima ancora di essere tale, è un cittadino con gli stessi diritti e doveri di tanti altri cittadini. La strada verso l’uguaglianza è lunga, sconnessa etortuosa, ma, soprattutto, chi dovrebbe governare il mezzo ha perso il GPS, oppure, non è mai stato in grado di leggerlo

Marco Castaldo

Al direttore

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