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Politica | 23 gennaio 2020, 12:49

L’On. Romano sulle dimissioni di Di Maio: “Il passo di lato è dimostrazione di maturità, ma ne ha sbagliato i tempi”

“Ora però serve una figura nuova – ha aggiunto il deputato astigiano – Spero l’ipotesi si ricandidi agli Stati Generali di marzo resti tale”

L’On. Romano sulle dimissioni di Di Maio: “Il passo di lato è dimostrazione di maturità, ma ne ha sbagliato i tempi”

Come vi abbiamo già dato conto ieri, a ridosso dell’annuncio, le dimissioni del ministro degli Esteri Luigi Di Maio dal ruolo di “capo politico” del Movimento 5 Stelle hanno destato molteplici reazioni anche a livello locale, tra semplici militanti e figure di spicco del Movimento quali i consiglieri Massimo Cerruti e Giorgio Spata e l’avvocato Alberto Pasta, consulente legale del Movimento (CLICCA QUI per rileggere l'articolo)

Dalle loro dichiarazioni è emerso chiaramente che, uno dei principali problemi imputabili alla leadership dell’ormai ex capo politico, è il non aver saputo gestire e attuare il radicamento del Movimento sui vari territori, oltre a non aver saputo attuare campagne di comunicazioni sufficientemente efficaci per far comprendere all’elettorato le leggi per le quali il Movimento si è battuto.

Concetti che ritornano anche nelle parole dell’Onorevole Paolo Romano, deputato astigiano del Movimento, che abbiamo interpellato telefonicamente. “Prima di tutto mi sento di ringraziare Luigi per quanto ha dato al MoVimento in questi anni – ci ha detto – Non è facile essere sempre al top con tutti gli impegni che una carica comporta, gli errori sono stati fatti ma Luigi non deve diventare il capro espiatorio, ognuno si prenda le proprie responsabilità. Il passo di lato ha dimostrato una grande maturità, probabilmente si è accorto di non essere più in grado di gestire tutto nel migliore dei modi, è umano, e quindi più il gesto è più che lecito”.

Ciò nonostante, i tempi della scelta ha destato qualche perplessità: “Quando ho saputo dell’intenzione di dimettersi a tre giorni dal voto regionale mi sono chiesto se non avrebbe avuto più senso aspettare il risultato delle urne, anche perché non è che lasciando a pochi giorni dal voto possa influenzare più di tanto le scelte degli elettori, che inevitabilmente si baseranno su quando fatto quando lui era capo politico. Sinceramente fatico a capire questa scelta, avrei preferito lo facesse dopo”.

“In quanto alla mancata presenza sui territori, credo e spero che con l’elezione dei ‘facilitatori’ nazionali e regionali, contribuisca a risolverlo – ha aggiunto Romano – Alcuni di noi avrebbero preferito strutture che arrivino almeno a livello provinciale, ma iniziamo a vedere come andrà a livello di regioni e poi magari in futuro si potrà estendere questa soluzione anche ai singoli comuni, non solo alle province. Dobbiamo altresì migliorare la comunicazione, sia a livello parlamentare che locale. Resta un punto dolente che va rivisto al più presto”.

Intanto, guardando al futuro del Movimento, inevitabilmente il pensiero va agli ‘Stati Generali’ in programma a marzo: Spero l’ipotesi che Di Maio si ricandidi in quel contesto rimanga tale, anche perché altrimenti non avrebbe senso fare un’operazione simile (le dimissioni rassegnate a quattro giorni dalle Regionali in Emilia Romagna e Calabria, ndr.). Serve una figura nuova, che non sarà semplice individuare, che sia in grado di mettere d’accordo tutte le anime interne al Movimento: è evidente che ora ci serva una figura in grado di unire, non di dividere”.

Gabriele Massaro

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