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Cronaca | 26 marzo 2020, 12:24

Emergenza coronavirus, una “bufala” la chiusura della caserma carabinieri di Villanova d’Asti

"Vi è un positivo, ricoverato ad Asti, ma il servizio non è mai stato interrotto - ha specificato il comandante provinciale dell'Arma - Sono state prontamente avviate tutte le attività di sanificazione necessarie"

Emergenza coronavirus, una “bufala” la chiusura della caserma carabinieri di Villanova d’Asti

Tra le numerose “bufale” che circolano sul web in correlazione all’emergenza coronavirus, ne rientra anche una che nelle ultime ore si sta diffondendo rapidamente mediante messaggio whatsapp. Secondo il quale, la caserma della Compagnia Carabinieri di Villanova d’Asti sarebbe chiusa per contagio.

Dal Comando provinciale dell’Arma giunge una secca smentita dell’interruzione del servizio, con la precisazione che, al netto di un caso positivo attualmente ricoverato, la Compagnia prosegue le normali attività.

Fin dalla fase iniziale dei contagi italiani, ovvero prima dell'assunzione di provvedimenti più restrittivi, abbiamo implementato protocolli, sia interni che esterni, per consentire di gestire nel migliore dei modi la situazione ha specificato il tenente colonnello Pierantonio Breda, comandante provinciale dell’Arma Ogni giorno le caserme vengono igienizzate, così come gli spazi aperti al pubblico, oltre ad avere gel igienizzante all’ingresso di tutte le caserme. Gel che, oltre ai dpi, è stato fornito in dotazione a tutte le pattuglie”

Ad oggi abbiamo due casi positivi  ha proseguito –, entrambi ricoverati ad Asti: uno qui al comando astigiano, risalente alla settimana scorsa e ormai in costante miglioramento, e uno a Villanova attualmente in terapia, cosciente e collaborativo”.

Non appena saputo dei sintomi precisa ancora il comandante –, abbiamo subito avviato l’indagine epidemiologica risalendo ai contatti avuti all’interno della caserma e svolto le attività di sanificazione necessarie. Non ci sono state interruzioni del servizio, ma chiaramente i protocolli sono severi: nel momento in cui viene individuato un contatto stretto, anche se totalmente asintomatico, viene adottato un provvedimento di contenimento, ma è stato fatto un screening più ampio”.

Non sono invece previsti, salvo non si abbiano riscontri di comunicazioni di altra natura, provvedimenti a carico di chi ha diffuso il Whatsapp: “Nel messaggio veniva indicava la caserma in quarantena. Lo ascrivo più a una cattiva informazione, diffusa in buona fede, piuttosto che alla volontà di diffondere fake news”, ha concluso il comandante.

G. M.

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