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Cronaca | 30 marzo 2019, 10:52

Rapinava anziani fingendosi tecnico dell'acquedotto: in arresto un nomade rom

L'uomo, un pregiudicato 34enne residente nel trevigiano, aveva messo a segno un paio di colpi nel nord della provincia astigiana. L'indagine prosegue per identificare un complice

Il nomade arrestato

Il nomade arrestato

I Carabinieri della Stazione di Montafia hanno arrestato un nomade di etnia rom, che sarebbe stato l'autore di truffe ai danni di due pensionati, di 72 e 78 anni, residenti a Cortazzone, di cui una finita in rapina. 

Un pendolare del crimine 

Si tratterebbe di Sandro Levak, 34enne nomade di etnia rom, residente nel trevigiano. Un pendolare del crimine, che frequentava la provincia astigiana per compiere reati ai danni di persone anziane. L'uomo, pregiudicato, si fingeva tecnico dell'acquedotto, presentandosi di casa in casa vestito di tutto punto, con tanto di caschetto da lavoro. 

Alle vittime diceva di dover verificare che le tubature dell'acqua non contenessero mercurio, così che fossero quasi obbligate a farlo entrare in casa. Levak, una volta entrato, avrebbe stordito gli anziani con uno spray urticante, forzandoli a riporre tutto il denaro e i gioielli all'interno del frigorifero, per preservarli dalla potenziale ossidazione derivante dal mercurio. 

Nel primo caso, Levak avrebbe tratto in inganno l'anziano, senza però rubare alcunché e si sarebbe dato alla fuga a bordo di una Volkswagen Golf, guidata dal complice, con targa clonata. L'anziano, però, nonostante gli effetti destabilizzanti dello spray urticante, sarebbe riuscito ad annotare il numero di targa dell'auto. 

Nel secondo caso, invece, Levak avrebbe truffato l'anziana, traendola in inganno e stordendola con lo spray, rubandole un'esigua somma di denaro, gioielli e fedi nuziali. Le vittime hanno raccontato ai Carabinieri di aver sentito un forte odore, come di acido muriatico, e che per questo siano state indotte a uscire dalle proprie case. Nel frattempo, Levak avrebbe approfittato del momento di assenza della pensionata per fuggire con il bottino. 

Le indagini, iniziate nel giugno 2018, si sono concluse a febbraio 2019 con un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Francesca Di Naro. Le operazioni dei militari, coordinate dal Sostituto Procuratore dott.ssa Laura Deodato e condotte dal Comandante della Stazione di Montafia, Maresciallo Ordinario Alessandro Bernini, sono ancora in corso per identificare il complice. 

Levak, inoltre, potrebbe essere stato l'autore di altre truffe commesse nel cuneese. 

Le indagini, come sottolineato dal Maggiore Lorenzo Carlo Maria Repetto (Comandante Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Asti) e dal Capitano Chiara Masselli (Comandante Compagnia dei Carabinieri di Villanova d'Asti) hanno portato a esito positivo anche grazie al sistema di video sorveglianza. 

 

Elisabetta Testa

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