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Attualità | 24 ottobre 2019, 12:59

In Piemonte quasi 430mila stranieri, l’Astigiano la provincia con l’incidenza maggiore. Ma non riusciamo ad attrarre lavoratori qualificati

Oltre la metà degli immigrati risiedono nel Torinese, ma è nel nostro territorio la percentuale più rilevante rapportata agli abitanti

In Piemonte quasi 430mila stranieri, l’Astigiano la provincia con l’incidenza maggiore. Ma non riusciamo ad attrarre lavoratori qualificati

Sono 427.911 gli stranieri residenti in Piemonte al 31 dicembre 2018, pari al 9,8% della popolazione totale. Torino e provincia ne accolgono oltre la metà (51,8%), mentre nelle restanti sette province la presenza più forte è quella di Cuneo (61.094) e l'incidenza più alta si registra in quella di Asti (11,5% degli abitanti).

È questo il quadro che emerge dal dossier Idos 2019, elaborato in collaborazione con Cgil Piemonte, e presentato questa mattina al Tempio Valdese di Torino.

La comunità più numerosa è quella rumena (148 mila unità), concentrata soprattutto in provincia di Torino. Spiccano poi quelle marocchine (54.151 residenti) e albanese (40.919). In questi casi la provincia di Cuneo registra una presenza superiore alla media regionale, soprattutto nel caso degli albanesi, storicamente impiegati nelle zone agricole della pianura cuneese e nelle colline di Langhe e Roero. Altre realtà importanti sono quelle cinese (20.091), nigeriana (12.638), peruviana (11.759) e ucraina (10.435).

Il Piemonte, rispetto alle altre grandi regioni del nord come Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, si dimostra meno competitivo dal punto di vista economico. Un fattore che ricade anche su una scarsa capacità di attrarre lavoratori stranieri altamente qualificati. Quest'ultimi sono poi impiegati in settori maggiormente colpiti dalla crisi, come quello dei servizi di assistenza familiare (badanti e colf) ed edilizia. Cresce in parallelo però il numero di imprenditori: negli ultimi anni le imprese immigrate sono cresciute del 13%.

Cinzia Gatti

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