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Attualità | 29 ottobre 2019, 15:45

"Nessuno in questa città deve morire di freddo". Il 1° novembre ad Asti parte l'emergenza freddo

Per chi è senza dimora c'è il dormitorio di via Fagnano. "I cittadini segnalino chi dorme per la strada. Avvisate la Polizia locale"

Il tavolo di confronto in dormitorio

Il tavolo di confronto in dormitorio

Un popolazione che scuote le coscienze e che non è così scarsa come si vorrebbe pensare. Una popolazione alla ricerca di dignità, che a volte non vuole essere aiutata e che ha grida silenziose dentro di sé.

Sono i senza dimora, i cosiddetti homeless o “barboni” e no, non sono affatto tutti stranieri ma anche italiani (e astigiani).

Qualcuno è ospite del dormitorio di Asti (16 e la maggioranza sono appunto italiani), un dormitorio che può accogliere nell’emergenza freddo fino a 35 persone.

Questa mattina nei locali del dormitorio maschile di via Fagnano 1 ad Asti, c’è stato un incontro per 'l’emergenza freddo' che partirà il 1° novembre.

Al tavolo i Servizi Sociali con in testa l’assessore Mariangela Cotto, Croce Rossa, Caritas, San Vincenzo, Banco Alimentare, One More Life, Dono del Volo, ASL e Cooperativa Kepos di Alluvioni Piovera (Al) che gestisce la struttura.

Il 6 novembre, spiega l’assessore Cotto, ci sarà in Sala Platone, un incontro con le varie associazioni di categoria per valutare diverse possibilità sia per abitazioni che possibilità di lavoro. Si lavora per rafforzare la rete”.

IL DORMITORIO

Il dormitorio maschile (le donne sono ospitate alla Casa delle donne e dei bambini), al momento, ospita 16 persone senza fissa dimora che devono seguire determinate regole di buona convivenza ed educazione, essere a posto con i documenti e “segnalate” alla Polizia locale. I posti disponibili possono arrivare a 32 e per l’emergenza freddo anche a 35.

Le persone solitamente si possono fermare un mese e rientrare dopo una pausa di 7 giorni. In casi di tirocini lavorativi o situazioni particolari è possibile andare in deroga.

Si può usufruire di colazione e cena in collaborazione con la Mensa sociale da consumarsi direttamente nella stanza apposita, mentre il pranzo si consuma alla mensa stessa. Per chi lo desidera c’è un’altra piccola colazione a metà mattina, nei locali della chiesa di San Domenico Savio. Una collaborazione con Federfarma distribuisce, all’occorrenza, medicinali.

LA CROCE ROSSA PASSERA' IN PUNTI STRATEGICI

Dal 1° novembre anche quest’anno, il martedì e il venerdì un’unità mobile della Croce Rossa, girerà dalle 21 alle 24 nei punti cruciali e su segnalazione. Si chiede alla cittadinanza di non rimanere indifferenti e di segnalare ai Vigili situazioni di persone che dormono all’aperto (0141-399900)

Una volta al mese – ha spiegato Alessandro Raviola della Croce Rossa , Comitato di Asti, vorremmo avere a bordo anche il medico”.

La dottoressa Stobbione dell’Asl, si sofferma sul problema di chi, spesso va a dormire al Pronto Soccorso, creando disagio a chi già soffre:”Non si manda via nessuno ma non può essere luogo per dormire. Occorrerà trovare soluzioni per chi non ha i documenti”

Arnaldo Malfatto di One More Life che si occupa anche di “distribuire” mobili e vestiti a chi magari una casa l’ha trovata, ma non ha proprio nulla, ricorda che le distribuzioni si fanno il giovedì a settimane alterne, una si distribuiscono vestiti, l’altra mobili, nel magazzino di viale Pilone, messo a disposizione dal Dono del Volo:Chi ha bisogno, non può aspettare promesse”.

Contro la povertà anche Il Programma Operativo Nazionale PON

Sono state stanziate risorse per interventi mirati al potenziamento della rete dei servizi rivolti ai senza fissa dimora per sostenere i percorsi verso l’autonomia. Il Programma Operativo (PO) I FEAD Misura 4 integra le azioni di accompagnamento all’autonomia con la fornitura di prodotti alimentari e assistenza materiale di base.

Il Comune di Asti in qualità di partner della Regione è titolare della progettazione locale che è co-gestita dall’ATS composta da Comune, Caritas Diocesana, Croce Rossa e Associazione Peter Pan.

Obiettivo finale del progetto è accompagnare all’autonomia abitativa e lavorativa 16 persone senza fissa dimora del territorio, attivando interventi di affiancamento sociale ed educativo svolti da operatori qualificati.

Per tre di loro sono state già reperite risorse alloggiative adeguate in collaborazione con ATC, attraverso un lungo accompagnamento e sostegno sociale e sono stati attivati 5 tirocini lavorativi, di cui 1 sfociato nell’assunzione.

Per altri 9 di loro è stata attivata una forma di accoglienza in coabitazione in alloggio di transizione.

Allo stato attuale è necessario continuare a reperire immobili atti ad ospitare le persone beneficiarie degli interventi nonché aziende disposte ad accoglierli in tirocinio.

Con i fondi a disposizione del progetto è possibile sostenere i costi relativi al pagamento dei canoni di locazione e delle relative spese di gestione, oltre alle indennità da corrispondere per i tirocini eventualmente attivati. Si garantisce inoltre l’accompagnamento e il monitoraggio dei soggetti destinatari della misura durante tutto il percorso.

L’integrazione di tutte le azioni è un processo fondamentale per garantire l’uscita dalla condizione di grave marginalità e povertà estrema.

Il territorio e le sue risorse sono quindi preziosi per creare sistema intorno a questa importante e innovativa programmazione che segue il modello dell’housing first.

Cristina Gai, dei Servizi Sociali che si occupa proprio del PON racconta che è “importante intercettare i senza dimora, prendendo in carico la persona a 360°. Si sta lavorando ad un accompagnamento lavorativo e abitativo per gestire la quotidianità.”

Attualmente sono 107 gli adulti in carico in situazioni di fragilità

Chi è in situazioni di disagio abitativo, può, deve rivolgersi al dormitorio. “Nessuno nella nostra città – conclude Cotto – deve morire di freddo”.

Betty Martinelli

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