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Attualità | 27 febbraio 2020, 15:21

Coronavirus, le rassicurazioni dell’Asl: la situazione è sotto controllo, ma serve la collaborazione di tutti

Il commissario straordinario Asl AT, il primario di Malattie Infettive e il direttore del Pronto Soccorso hanno fatto il punto della situazione dopo il primo caso di infezione accertata nell’astigiano

Il dottor De Rosa, il commissario straordinario dott. Messori Ioli e il dott. Ghiselli

Il dottor De Rosa, il commissario straordinario dott. Messori Ioli e il dott. Ghiselli

La donna portacomarese ricoverata da ieri presso il reparto di Malattie Infettive del Massaia perché positiva al coronavirus Covid-19 – anche se, per l’ufficialità, servirà la validazione del ministero della Sanità, che dovrebbe arrivare entro un paio di giorni – sta relativamente bene ed è di buonumore. Lo ha affermato il dottor Francesco De Rosa, primario del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale astigiano, incontrando alcuni giornalisti.

“La signora stamattina era di buon umore e senza febbre, si lamentava solo della tosse ha specificato il primario –. Rimarrà in isolamento per qualche giorno, poi vedremo come coordinare al meglio le tempistiche della dimissione e ciò che compete la struttura organizzativa di controllo dei contatti”.

Aggiungendo cheL’ospedale di Asti ha una struttura di grande contenimento: oltre a offrire l’accesso diretto, permette anche di accedere direttamente alle stanze del reparto di malattie infettive. E’ un reparto con operatori sociosanitari altamente specializzati e che si presta pienamente a situazioni di questo tipo. Ritengo però importantissimo ricordare la necessità di piena collaborazione a partire dal territorio, per garantire una fluidità del meccanismo che veda tutti consapevoli che la struttura sanitaria è pronta ad assistere nel migliore dei modi i casi sospetti, ma deve essere salvaguardata per quanto concerne tutto quello che compete alle nuove infezioni”.

“Di coronavirus ne conosciamo anche altri, già presenti sul territorio nazionale – ha aggiunto lo specialista –. Questo nuovo coronavirus è del tutto nuovo, pertanto gli operatori sanitari e la comunità scientifica sono giustamente cauti nel verificare nuovi casi. E’ altresì vero che certi toni usati nelle giornate precedenti sono stati un po’ eccessivi. Vorrei essere però ottimista sul fatto che il lavoro svolto sinergicamente tra i vari ‘attori’ che operano in questo contesto hanno modo di costruire la fluidità del meccanismo che permette ai pazienti sospetti di arrivare direttamente alle Malattie Infettive e a noi tutti operatori sanitari di rinfrescare i collegamenti diretti con la medicina di base in modo di attivare, nel modo giusto, i dispositivi di precauzione”.

“L’emergenza viene gestita sulla base delle linee di indirizzo dell’unità di crisi regionale e dall’ordinanza firmata dal ministro Speranza e dal presidente Cirio – ha specificato il commissario straordinario Asl AT, Giovanni Messori Ioli –. Su quella base mettiamo in atto i nostri protocolli, validati anche per SARS, Ebola e malattie infettive di altra natura. La situazione è sotto controllo, ma la immaginiamo in evoluzione nei prossimi giorni perché, probabilmente, alcuni dei soggetti rientrati da Alassio potrebbero aver generato dei casi secondari. Per il momento l’unico caso probabile, ma non ancora accertato dall’Istituto Superiore della Sanità, è quello della signora ricoverata. Sta tutto sommato bene, ma presenta i sintomi tipici di questa infezione”.

Per contenere la quale sono state poste in essere tutta una serie di accorgimenti, che coinvolgono in primo luogo le strutture di Pronto Soccorso: “Ci siamo attrezzati sulla base delle indicazioni giunte dal Ministero e dalla Regione – spiega il dottor Gianluca Ghiselli, direttore del Pronto Soccorso di Asti –, con allestimento della tenda di pre-triage, soprattutto per i casi sospetti, e realizzazione di un percorso che consenta il transito del paziente verso il reparto di Malattie Infettive senza ‘sporcare’ il resto dell’ospedale. C’è stato, come in tutto il nord, una diminuzione delle afferenze che noi definiamo ‘improprie’. Ora stiamo lavorando sulle reali emergenze”.

Betty Martinelli e Gabriele Massaro

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