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Economia e lavoro | 16 aprile 2020, 11:40

La Robiola di Roccaverano, eccellenza del nostro territorio, rischia di perdere la Dop. L'appello dei produttori [FOTO E VIDEO]

Ieri siamo andati a visitare due aziende produttrici di questo rinomato prodotto:"C'è una forte flessione delle vendite e il prodotto invenduto resta nei caseifici"

Servizio fotografico di MerfePhoto

Servizio fotografico di MerfePhoto

Nell'alta Langa astigiana viene prodotto un grande formaggio, eccellenza del nostro territorio.

La Robiola di Roccaverano Dop, delizioso prodotto delle nostre terre, in questo periodo di grave emergenza rischia di perdere alcune sue caratteristiche e la flessione di ordini diventa economicante preoccupante.

Il Consorzio presieduto da Fabrizio Garbarino ha visto, nel 2019 mezzo milione di formaggette, prodotte da 17 associati.

Ieri siamo andati a cercare di capire la situazione, visitando due aziende: Amaltea di Daniela Saglietti in Regione Caramello Piandonne di Roccaverano e la Stutz & Pfister di Regione Poggi a Mombaldone.

Purtroppo, spiegano i produttori "

La Robiola è un formaggio molto apprezzato nella ristorazione gourmet che, come da disposizioni governative, è bloccata e i produttori si rivolgono anche alla GDO per ampliare la vendita.

Insomma le capre vanno munte con regolarità e per la robiola il latte deve essere freschissimo per non perdere la Dop, si tratta non solo della salvaguardia di un prodotto ma di un intero territorio.

Anche il Comune di Asti con la “Banca del Dono” e l’associazione “Il Dono del Volo”, in occasione della Pasquaavevano acquistato, a prezzo politico, questo rinomato prodotto territoriale da inserire nelle borse della spesa. 

500 Robiole Dop sono anche approdate alla Mensa Sociale del Comune di Asti e

"Calcolando che per la realizzazione di ciascuna robiola si impiegano 1,8-2 litri di latte ha sottolineato Caterina Calabrese, presidente dell’associazione “Il Dono del Volo” – ciò vuol dire che un tale acquisto ha fatto tradurre in robiole circa 1.000 litri di latte. Aiutare il territorio acquistando il prodotti locali è un nuovo aspetto di cui riconosciamo l'importanza e che stiamo curando con particolare attenzione”.

"Non ci sono più neppure i visitatori dell'Alta Langa astigiana che erano una bella fetta della produzione - ci hanno spiegato - e anche i grossisti che vendevano su tutto il territorio, anche straniero non fanno più ordini. Il formaggio stesso, che è ottenuto con latte crudo ha una durata limitata nel tempo e deve essere messo in vendita in pochissimo tempo. Su questo il disciplinare è molto rigido".

La Robiola di Roccaverano DOP, deve essere quindi consumata fresca entro i 5 giorni,
può essere anche affinato "ma in questo caso diventa un formaggio davvero di nicchia che diventa sempre più difficile vendere se non a ristoranti, agriturismo e gourmet del settore".

Alcuni produttori stanno anche cercando di fare altre formaggette dalle pezzature un pochino più grandi per utilizzare il latte avanzato dalla mungitura e non utilizzato per la robiola, ma questi "nuovi" formaggi hanno sicuramente meno valore economico e commerciale della rinomata Robiola.

Tutte le informazioni su www.robioladiroccaverano.com

Betty Martinelli

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