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Attualità | 29 aprile 2020, 09:09

Com'è cambiata la famiglia nel difficile tempo del coronavirus? I bambini comprendono la situazione? Non bisogna avere timore a chiedere aiuto psicologico

Chiara Bergonzini, psicologa astigiana ha affrontato con noi il tema:"I bambini e le famiglie hanno avuto poca attenzione, ci si trova a gestire situazioni molto complesse

Chiara Bergonzini con la figlia

Chiara Bergonzini con la figlia

Com'è cambiata la vita delle famiglie con figli al tempo del Coronavirus? Come si sta vivendo l’isolamento sociale e la nuova incertezza verso il futuro?

È indubbio che il momento che stiamo vivendo da inizio marzo, stia impattando in modo davvero invasivo sulla nostra vita a diversi livelli: sanitario, affettivo, lavorativo, sociologico, economico.

Soprattutto l'incertezza quotidiana e i rapporti sono cambiati, siamo destabilizzati spesso anche da misure improvvisate che non ci convincono e ci fanno precipitare ulteriormente verso dubbi e ansie.

LA PAROLA ALLA PSICOLOGA, LA SITUAZIONE È POTENZIALMENTE TRAUMATICA

Abbiamo voluto parlarne con l'astigiana Chiara Bergonzini, psicologa, psicoterapeuta, esperta in psicotraumatologia.

"È una situazione potenzialmente psicotraumatica, quella nella quale ci troviamo, in alcune situazioni si è già trasformata in eventi traumatico: da chi ha subito lutti che sono molto complessi in questo periodo dove è impossibile partecipare a rituali che 'lasciano andare', tutto questo incide pesantemente, non si possono seguire i malati in ospedale".

Il periodo in realtà toglie la percezione di controllo, fondamentale nella quotidianità.

"La vita delle famiglie, spiega la psicologa, è cambiata davvero molto, all'interno dei decreti, bambini e adolescenti hanno avuto poca attenzione e la famiglia ha dovuto gestire situazioni complesse e difficoltà. I bambini sono privati dalla loro quotidianità precedente, la scuola creava confronti con il loro 'pari' che ora manca del tutto. La modalità online richiede un'attenzione particolare da parte dei genitori che hanno diverse difficoltà a gestire bambini e la propria attività in smart working. Occorre trovare i tempi per conciliare i bisogni dei bambini che sono ancora più forti in questo periodo".

Il tutto facendo anche i conti con le tensioni che ci angosciano, che per alcuni si traducono nello spettro di una mancanza di lavoro che inciderà pesantemente su tutta la famiglia.

OCCORRE COINVOLGERE I BAMBINI

"La paura del presente - conferma Bergonzini - sfocia nel futuro e in quello che sarà, dalla salute al fronte economico. I genitori hanno una situazione emotiva precaria e i bambini hanno proprio maggiormente bisogno dell'attenzione emotiva.

Occorre coinvolgerli in quello che sta succedendo, si tende a non parlare delle difficoltà per non spaventare il bambino o magari si mascherano le emozioni. In realtà i bambini percepiscono tutte le emozioni dai comportamenti non verbali. È importante raccontare ciò che sta avvenendo con parole semplici e adeguate all'età, magari attraverso racconti, per dare la percezione di controllo, è fondamentale accogliere le emozioni dei bambini ed aiutarli a gestirle".

Parlare quindi aumenta il senso di sicurezza nei bambini e di conseguenza ad aiutare a vivere la famiglia con più serenità.

UNA SITUAZIONE ANCORA PIU' CRITICA PER CHI HA PATOLOGIE PREESISTENTI

"L'isolamento forzato ha sicuramente aumentato tensioni già esistenti, senza contare che magari chi aveva bambini con patologie da tenere sotto controllo, penso all'autismo ma ce ne sono altre, in questo periodo si trova anche senza supporti, lasciando le famiglie sole e senza aiuto con situazioni traumatiche".

Un futuro precario e una situazione di totale insicurezza, si rischia l'implosione?

"Come adulti è importante essere consapevoli del nostro livello di sofferenza e ricorrere ad aiuti per aumentare la qualità della vita che stiamo vivendo. Se una mamma e un papà stanno male, devono aiutarsi per aiutare i loro bambini, tenendo presente che il nostro cervello è molto flessibile e sa adeguarsi alle situazioni. Certo, non c'è l'attenzione adeguata per le famiglie ma abbiamo risorse e consapevolezza, buoni strumenti per affrontare una situazione difficile".

INIZIATIVE DI SUPPORTO

A questo proposito ci sono alcune iniziative di supporto psicologico gratuito, tra questi un "primo soccorso psicologico", fornito tramite mezzi di comunicazione a distanza per chi si trova in isolamento, agli operatori sanitari impegnati sul campo e tutte le persone che sentano il bisogno di un supporto emotivo.

Per informazioni www.amicopsicologo.it, una rete di professionisti operanti su tutto il territorio.

Continua anche l'iniziativa "Nessuno si senta solo" curato dall'Associazione Pentagramma 0144 770336 dalle 9.30 alle 12 e dalle 15 alle 18, associazione.pentagramma1@gmail.com

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Betty Martinelli

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