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Cronaca | 19 maggio 2020, 08:24

Vende online test sierologici senza autorizzazione medica: la Guardia di Finanza smaschera la truffa

"Sono per uso personale" ha affermato il truffatore ai Baschi Verdi: ora rischia una maxi multa fino a 130.000 euro

Vende online test sierologici senza autorizzazione medica: la Guardia di Finanza smaschera la truffa

Il Piemonte si sveglia alle prese con una nuova truffa "da Covid" e cioè la vendita di kit per i test sierologici "fasulli".

“www.mascherineTorino.it”. È infatti il sito web dove venivano pubblicizzati e venduti “Kit test anticorpi” per il Covid-19. Peccato però che i tutti i dispositivi in vendita fossero privi di ogni sorta di autorizzazione medica da parte delle autorità sanitarie Italiane.

Un trentenne italiano rivendeva i prodotti attraverso un sito internet creato ad hoc. "Sono per uso personale, la mia è un’attività di studio sui prodotti…”. Queste le sue parole.

La Guardia di Finanza di Torino, dopo una breve indagine, ha scoperto che l’uomo, residente nel torinese, acquistava da una società cinese i kit test anticorpi Covid-19, che sarebbero serviti, secondo quanto reclamizzato, a testare la presenza o meno di anticorpi al virus.

UNA VERA E PROPRIA ATTIVITÀ DI MARKETING

Ingegnosa l’attività di marketing scoperta dai Finanzieri del Gruppo Torino. Una volta giunti in Italia, l’uomo piazzava i dispositivi medici su un sito web realizzato per l'occasione, dove, nel dettaglio ne descriveva l’utilità e promuoveva la loro vendita. Dal sito web, con una serie di passaggi, si accedeva ad un contatto telefonico riconducibile allo stesso soggetto il quale, dopo aver raccolto l’ordine, recapitava i prodotti direttamente al domicilio dell’acquirente.

Tutti i kit, come detto, erano commercializzati e reclamizzati al pubblico senza alcuna autorizzazione del Ministero della Salute nonché sprovvisti delle previste certificazioni CE, necessarie a garantirne l’attendibilità.    

Un centinaio i test anticorpi Covid-19 sequestrati mentre il trentenne, senza un’occupazione fissa, è stato sanzionato per aver immesso in commercio i dispositivi medico-diagnostico in vitro senza alcuna certificazione nonché per aver pubblicizzato gli stessi senza autorizzazione. Rischia sanzioni sino a 130.000 euro.

Redazione

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