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Attualità | 02 giugno 2020, 10:53

Il 2 giugno segna diverse proteste e manifestazioni. Anche nelle piazze astigiane, slogan e movimenti

Dai ragazzi del Fridays for future, Partite Iva, al coordinamento Asti est, Lega e Fratelli d'Italia con diversi flash mob e richieste

Tutte le foto sono a cura di MerfePhoto

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La giornata del 2 giugno, giorno in cui si celebra l'Unità d'Italia, è stata scelta da diversi movimenti e gruppi per espriemere malcontenti e richieste al Governo.

Si richiede attenzione al commercio, alla scuola, alla sanità, si chiede con forza di smettere con le parole e passare ai fatti, di togliere fondi alle spese militari per favorire la sanità.

E le piazze di Asti si rivestono di slogan e persone.

In piazza Statuto manifesta il Coordinamento Asti Est con Asti Cambia e i ragazzi dei Fridays: diritto alla casa, sanità, attenzione al verde, stop alle spese militari, attenzione al welfare, il diritto alla scuola pubblica.

La Lega protesta contro "un governo inadeguato che assume decisioni non risolutive per la durissima crisi". "Stop alla burocrazia" si legge.

Tra i manifestanti anche rappresentanti delle istituzioni: il vicepresidente della Giunta Regionale, Fabio Carosso e il presidente della Provincia Paolo Lanfranco

"L'Italia non si arrende" è lo slogan della manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia in piazza Italia: "Vogliamo fare sentire la voce di famiglie, lavoratori, partite Iva, professionisti, pensionati e imprese, che chiedono misure concrete per affrontare la crisi economica". 

Presente con uno striscione anche Forza Nuova "Didattica a distanza? Militanza ad oltranza!".

"Nonostante la repressione, scrivono, nonostante gli arresti domiciliari e le lezioni online, noi continuiamo a lottare e scendiamo costantemente nelle strade.
Con questo striscione ribadiamo la nostra inflessibile posizione contro la didattica a distanza, organizzata in maniera a dir poco vergognosa dal Ministro Azzolina, la quale, in tre mesi, non è riuscita a tirar fuori una soluzione concreta. Gli studenti meritano risposte e chiarimenti, non di essere trattati come ultima ruota del carro"
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Betty Martinelli

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