/ Sanità

Sanità | 29 giugno 2020, 16:47

Rsa, la denuncia dei pensionati: “La strage degli anziani si poteva evitare, si è scelto di far morire i nonni” [VIDEO]

Davanti alla casa di riposo torinese Principessa Felicita di Savoia lanciata la campagna “Senza radici non c’è futuro”. Dure critiche alla Regione e all’organizzazione sanitaria

Rsa, la denuncia dei pensionati: “La strage degli anziani si poteva evitare, si è scelto di far morire i nonni” [VIDEO]

Si poteva e si doveva evitare la “strage dei nonni”. E’ una frase che pesa come un macigno quella urlata dai sindacati dei pensionati, ritrovatisi questa mattina fuori dal convitto torinese Principessa Felicita di Savoia per lanciare la campagna unitaria “senza radici non c’è futuro”.

“Abbiamo la mappatura dei decessi nelle Rsa, in diverse non c’è stato nemmeno un contagio: è la dimostrazione che se le precauzioni fossero state prese per tempo, la strage poteva essere evitataafferma Francesco Guidotti, segretario pensionati Cisl Piemonte. Con quali accorgimenti si sarebbe potuto contenere il dramma? Isolando i positivi, evitando ogni possibile collegamento con l’ospedale e facendo tamponi a tutti, anche al personale: “Sono stati, loro malgrado, veicolo di infezione”, conclude il sindacalista.

Anche Graziella Rigolino, segretario pensionati Cgil Piemonte, sottolinea le gravi carenze organizzative che hanno portato a registrare oltre 700 morti in regione, solo durante il periodo di pandemia: Bisognava fornire i dpi da subito, sono stati distribuiti con molto ritardo, chiudendo ai parenti almeno un mese prima e isolando i malati. Nessuna di queste tre cose è stata fatta”. Secondo Rigolino inoltre, i numeri dei decessi, pur elevati, sarebbero comunque stati sottostimati: “Non si contano i deceduti tra dicembre e febbraio, morti a cui non è mai stato fatto il tampone”.

Di chi la responsabilità, dunque? Il segretario della Cgil punta il dito contro la Regione, ancor di più che le strutture: La Regione li ha abbandonati. Abbiamo casi di sequestro di dpi ordinati dalle case di riposo e dirottati nel sistema ospedaliero. E’ stato deciso di far morire gli anziani, come se fosse il male minore".

Una posizione condivisa da Lorenzo Cestari, segretario pensionati Uil Piemonte: “Bisognava cercare di evitare di portare i malati di Covid dentro le Rsa. La famosa delibera regionale che dava la possibilità di accogliere malati dimessi dagli ospedali nelle case di riposo ha sicuramente trasformato questi luoghi in luoghi di contagio”. Il segretario ha poi ricordato i casi di anziani provenienti dalle Rsa e rispediti indietro dagli ospedali, che hanno scelto di non curarli: “Il sospetto che sia stata fatta una scelta precisa non è campato per aria”.

Ecco perché, dopo che le Rsa si sono trasformate in veri e propri lazzaretti, i sindacalisti chiedono una revisione di tutto il sistema tramite l’iniziativa “Senza radici non c’è futuro”, presentata questa mattina davanti a una delle tantissime case di riposo piemontesi: Nelle Rsa dovrebbero esserci solo i non autosufficienti di alta intensità, con la maggioranza degli anziani curata in famiglia fino a quando è possibile, grazie agli aiuti delle istituzioni”.

Istituzioni che, nella giornata di domani, daranno vita a un tavolo con l’assessorato alla Sanità e con le categorie di lavoratori, pensionati e titolari delle case di riposo per affrontare un tema che nel futuro prossimo potrebbe rilevarsi ancora attuale.

Andrea Parisotto

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium