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Cronaca | 07 luglio 2020, 12:15

Guardia di Finanza Asti, vasta operazione antiriciclaggio. 6 arresti, sequestrate abitazioni, mezzi e conti per 500mila euro (VIDEO)

In corso perquisizioni in tutta Italia, in particolare Napoli, Roma e Varese, si attendono ulteriori sviluppi

Guardia di Finanza Asti, vasta operazione antiriciclaggio. 6 arresti, sequestrate abitazioni, mezzi e conti per 500mila euro (VIDEO)

Alle prime luci dell'alba questa mattina è scattata una vasta operazione antiriciclaggio del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Asti con perquisizioni nelle province di Napoli, Varese e Roma, che ha portato in carcere sei persone di elevato spessore criminale, tra cui alcuni in passato già arrestati per associazione mafiosa. 

GLI ARRESTI

Concetta Cirillo, Mario Cicerone, Mario De Bonis, Pasquale Nicola Profiti, Mario Coletti, Alessandro Inzillo (al momento all’estero) - componenti di un’organizzazione internazionale dedita alla frode fiscale, alle truffe finanziarie e al riciclaggio, oltre al sequestro preventivo di ville, automezzi e conti bancari italiani ed esteri, per 500.000 euro.

Su disposizione del GIP del Tribunale di Asti, le indagini, dirette dalla dottoressa Laura Deodato della Procura della Repubblica di Asti, hanno svelato l’esistenza di un gruppo criminale, attivo prevalentemente nel basso Lazio e Campania, che utilizzava numerose società italiane (con sedi in Milano, Monza, Roma, Latina) ed estere (Repubblica Slovacca, Bulgaria), apparentemente operative ma non adempienti agli obblighi dichiarativi fiscali. Truffe ai danni dello Stato, tra cui illecito ricorso a finanziamenti garantiti dal Fondo Garanzia Medie e Piccole Imprese gestito dal Medio Credito Centrale, per svariati milioni di euro, frode fiscale con evasione di imposte per oltre 2 milioni di euro.

La società criminale ha interessato anche la provincia astigiana, dove si è consumata una truffa ai danni di due società di Bra e di Ivrea, mettendo in atto un raffinato disegno criminale con riciclaggio di somme di denaro derivanti dalla negoziazione illecita di assegni circolari, per un valore di 500.000 euro. 

Le attività investigative hanno preso le mosse dalla denuncia dei commissari giudiziali di una società braidese in concordato preventivo, che, all’atto dell’incasso della somma di 500.000 euro (costituita da 10 assegni circolari), avevano appreso che i titoli in questione risultavano già incassati.

LE INDAGINI

 

Le indagini hanno consentito di accertare la falsificazione dei titoli sui quali era stato anche indicato un differente beneficiario di comodo: una società di capitali romana che, ottenuta la provvista, l’aveva interamente trasferita, tramite bonifici, a più riprese, in favore di varie società dell’est Europa da cui ritornava poi indietro in Italia e movimentata a favore degli indagati, che ne ottenevano così la “ripulitura” attraverso la monetizzazione in contanti o il reinvestimento in immobili e società.

Grazie a ulteriori sviluppi del contesto investigativo, anche attraverso la collaborazione internazionale tra Unità Investigative Finanziarie antiriciclaggio, si è scoperto che il gruppo aveva costituito alcune società in Repubblica Slovacca e in Bulgaria, tramite cui veniva trasferita la liquidità, frutto della negoziazione illecita degli assegni circolari.

Le indagini sono tuttora in corso, con particolare riguardo ai trasferimenti dei proventi illeciti e non si escludono ulteriori sviluppi, anche riguardo a possibili collegamenti con la malavita organizzata. 

Redazione

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