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Cultura e tempo libero | 09 luglio 2020, 11:20

Rai Storia ha scelto Asti per una delle sei puntate della serie ‘‘Storia delle nostre città’

La troupe del programma sta girando video e realizzando interviste nei luoghi più significativi della città

Rai Storia al Museo Paleontologico (questa e tutte le altre foto sono state realizzate da Valerio Rapisarda)

Rai Storia al Museo Paleontologico (questa e tutte le altre foto sono state realizzate da Valerio Rapisarda)

La Città di Asti, la sua storia e il suo ricco patrimonio culturale sono stati scelti dagli autori del programma per girare una delle sei puntate di ‘Storia delle nostre città’, prodotto da Rai Storia e Ballandi Arts che sta collaborando con l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero per le esterne cittadine, insieme al Comune di Asti e alle strutture, enti e istituzioni locali coinvolti.

La serie per la tv mette in risalto la bellezza dei luoghi visitati, i fatti storici principali ad essi legati, i personaggi più importanti che hanno contribuito all’identità odierna delle città e degli abitanti, ma anche tradizioni e usanze secolari. Un viaggio che racconta i cambiamenti nel corso dei millenni, rivelando l’integrazione progressiva nel tessuto cittadino di idee innovative, di magnifici edifici e grandi opere d’arte. Ogni puntata mostra da vicino l’infinito piacere di vivere in una città italiana, scelta per la sua storia, il suo fascino e i suoi capolavori. Le città protagoniste con Asti della seconda stagione del format sono Arezzo, Genova, Cosenza, Perugia e Agrigento.

ALLA SCOPERTA DELLA STORIA E DEI TESORI DELLA CITTA'

La troupe del programma è arrivata ad Asti il 6 luglio e si tratterà fino al 10 luglio per girare video e realizzare interviste ai depositari della cultura e della storia della ‘città delle cento torri’. I luoghi che stanno visitando sono molti e seguono diversi temi storici, raccontando i principali monumenti simbolo. Dalle tracce ancora visibili dell’epoca preistorica del Museo paleontologico, alla Domus romana dei Varroni, alla casa-forte del Podestà, alle dimore delle famiglie nobili che hanno contribuito a scrivere la storia cittadina, lasciando una memoria ancora viva e visibile nelle loro torri (Torre Rossa, Comentina, Troyana, De Regibus, Guttuari).

Tra gli altri luoghi dove viene girata la puntata anche i palazzi Alfieri e Mazzetti, quest’ultimo con la Fondazione dedicata e l’allestimento museale tra i più visitati in Piemonte, la Cripta e Museo di Sant’Anastasio, la Cattedrale e la Collegiata di San Secondo. Il programma ripercorre la storia del Palio e la vita di uno dei personaggi illustri che nacque in città: Vittorio Alfieri. Una storia avvincente, quella ripercorsa da Rai Storia, che parte più di duemila anni fa quando antiche popolazioni di origine ligure fondarono il primo centro abitato, per arrivare ai giorni nostri e alla notorietà di Asti nel mondo per i suoi vini.

L'ATL: INIZIATIVA CHE FA CONOSCERE IL RICCO PATRIMONIO CULTURALE DI QUESTI LUOGHI 

“Asti - afferma il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, Luigi Barbero - è uno dei più bei centri abitati del nostro territorio e l’Ente Turismo affianca e promuove iniziative di divulgazione come questa, che permettono di far conoscere al grande pubblico il ricco patrimonio culturale dei nostri luoghi. La collaborazione con la produzione del programma è parte di alcune delle azioni strategiche di comunicazione messe in atto per far ripartire il turismo. Siamo fiduciosi nelle risorse del nostro territorio, nei nostri punti di forza e nei nostri prodotti turistici: paesaggio, enogastronomia, ospitalità, outdoor”.

LA PRODUZIONE: UN LUOGO BELLISSIMO, DA SCOPRIRE CON CALMA

“Preparatevi a fare un tuffo in una città circondata da un mare di colline coltivate a vigneti – spiega la produzione della serie tv - che ha trasformato il suo essere fuori dai grandi circuiti del turismo di massa, nel suo maggior pregio. Questa è Asti, un luogo da scoprire con calma, godendosi i suoi incredibili dettagli, come le torri che sorgono vicino ai palazzi medievali, individuabili per il colore rosso del mattone e il giallo del tufo che s’intrecciano in delicate cornici e decori. Tutti particolari che ci raccontano il suo glorioso passato ma anche la sua forte propensione attuale nei confronti dell’industria e del commercio mantenendo salda l’anima artistica che ha segnato la sua storia”.

 

Comunicato stampa

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