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Scuola | 14 luglio 2020, 16:15

"Non usate le palestre delle scuole come classi": lo sport piemontese si mobilita

Regione, CONI e CIP Piemonte hanno scritto una lettera ai Comuni e province: il rischio è che spariscano centinaia di piccole associazioni sportive, che non possono permettersi impianti ad uso esclusivo

"Non usate le palestre delle scuole come classi": lo sport piemontese si mobilita

Non usate le palestre delle scuole come classi a settembre”. È questo l’appello della Regione, CONI e CIP Piemonte che hanno inviato una lettera ai Comuni del territorio, agli assessorati allo Sport, ai presidenti delle Province e al sindaco della Città Metropolitana Chiara Appendino.

Per garantire il necessario distanziamento tra alunni, contro il contagio da Covid, molti istituti scolastici stanno valutando di dividere in due le sezioni scolastiche, trasferendone una parte nelle sale da ginnastica.

Una soluzione che rischia di annientare completamente centinaia di realtà e associazioni sportive, soprattutto quelle più piccole, che non possono permettersi di avere impianti ad uso esclusivo. Gli studenti non potrebbero poi pratica educazione fisica.

Sottrarre l’uso delle palestre scolastiche alle federazioni sportive e ai ragazzi - spiega l’assessore regionale allo Sport Fabrizio Ricca - può essere un problema su cui vogliamo spostare l’attenzione. Bisogna sforzarsi di trovare altre soluzioni e bisogna farlo in fretta perché settembre è alle porte”.

Questa per le palestre è una battaglia fondamentale e se la perdiamo abbiamo perso la guerra - afferma Gianfranco Porqueddu, presidente del CONI Piemonte -. Se verranno usate come classi dove andranno ad allenarsi le federazioni sportive? È una situazione molto grave che va risolta”.

Se le ore di educazione fisica e lo sport sono importanti per i ragazzi normodotati, lo sono anche di più per quelli che hanno disabilità - afferma Silvia Bruno, presidente CIP Piemonte -. Speriamo che l’attività sportiva possa riprendere il prima possibile perché abbiamo molti progetti fermi che vogliamo inaugurare”.

La proposta è che vengano usate per le attività didattiche altri spazi, come musei e biblioteche.

Cinzia Gatti

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