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Cultura e tempo libero | 15 luglio 2020, 13:39

"Il segreto del bosco vecchio" di Dino Buzzati arriva al Michelerio

Fantasia e realtà si intrecciano con l'adattamento di Mario Nosengo e Serena Schillaci

"Il segreto del bosco vecchio" di Dino Buzzati arriva al Michelerio

Martedì 22 luglio alle 21.30 al Michelerio per la rassegna "Estiamo Insieme" andrà in scena "Il segreto del bosco vecchio", tratto dal romanzo di Dino Buzzati, adattamento di Mario Nosengo e Serena Schillaci.

5 voci recitanti e flauto, con Mario Nosengo e Rebecca Bona, Lorenza Gerbo, Costanza Griffa, Beatrice Goria.

Al flauto: Simona Scarrone

Il segreto del Bosco Vecchio, pubblicato nel 1935, è il secondo romanzo scritto da Dino Buzzati. L'opera è vagamente allegorica e in forma di fiaba infantile.
Il romanzo, piuttosto breve, al limite con il racconto, è scritto nel tipico stile lineare e diretto di Buzzati. I fatti, tanto realistici quanto fantastici, vengono raccontati in maniera giornalistica e senza le sbavature retoriche che ci si potrebbe aspettare da un'opera che si rifà alla tradizione delle fiabe.

Due sono le tematiche principali del romanzo. La prima è il passaggio dall'infanzia alla giovinezza di Benvenuto, costretto a lasciarsi alle spalle il mondo fantastico, degli animali parlanti e degli spiriti del bosco, per calarsi nel mondo degli uomini. Il secondo tema è invece la caduta e la redenzione di Sebastiano che, divorato dal demone dell'avarizia, riscopre il contatto con la natura e l'altruismo fino al sacrificio. Indicativa in tal senso la narrazione della perdita dell'ombra di Sebastiano, che sembra alludere allo smarrimento dell'immagine di sé come causa di depressione, dalla quale l'uomo si risolleva (l'ombra ritorna) ritrovando l'affetto per il nipote.

È inoltre presente una tematica di tipo ecologico con riflessioni sulla necessità della convivenza tra l'uomo e l'ambiente naturale per la sopravvivenza di entrambi.

LO SPETTACOLO

Sebastiano Procolo ha intenzione di abbattere il bosco per fini speculativi e cerca di ottenere la parte di proprietà di Benvenuto, il nipote di cui è tutore; la sua smania arriva fino al tentare l'omicidio con la complicità del vento Matteo, ma contro la volontà degli animali del bosco che aiutano a più riprese il bambino. Nel finale Sebastiano riacquista l'affetto del nipote e salva la situazione ormai precipitata nei confronti dei geni del bosco sacrificando sé stesso. Benvenuto, che sta crescendo, accompagna il suo amico, il vento Matteo, alla cima del monte dove anche lui, come Procolo, morirà svanendo nell'aria.


Romanzo che ben si adatta sia alla trasposizione cinematografica, noto il film diretto da Ermanno Olmi con Paolo Villaggio nella parte del colonnello, sia alla riduzione teatrale, qui è congegnato come concerto a più voci recitanti, con intermezzi e innesti di musica dal vivo di un flauto, vero e proprio personaggio dello spettacolo, che fa da affascinante e coinvolgente contrappunto alla narrazione del bellissimo testo di Buzzati.

Il segreto del Bosco Vecchio è un romanzo capace di trasportarci già dopo  poche righe in un luogo che sembra quasi di conoscere e in cui sembra di essere stati e forse, come raccontano i geni, prima di dimenticare, qualcuno di noi c'è stato davvero. Imperdibile per gli adulti, immancabile per i bambini.

Uno spettacolo che ti rapisce sin dall'inizio, appassionante e magico al tempo stesso, grazie anche agli elementi inquietanti e misteriosi di cui è intriso lo stesso romanzo, com'è tipico anche di altre opere dell'autore Buzzati, quali Il deserto dei tartari o i racconti de La boutique del mistero.


Redazione

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