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Politica | 19 luglio 2020, 14:28

Fondazione: La querelle sui titoli, Curriculum e il programma

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa, a firma Ambiente Asti, sulle nomine alla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti

Nella foto, d'archivio, da sinistra Mario Malandrone (attuale consigliere comunale di Ambiente Asti), Anna Bosia (consigliera cui è subentrato Malandrone) e Beppe Rovera, già candidato sindaco per la lista

Nella foto, d'archivio, da sinistra Mario Malandrone (attuale consigliere comunale di Ambiente Asti), Anna Bosia (consigliera cui è subentrato Malandrone) e Beppe Rovera, già candidato sindaco per la lista

Premesso che sicuramente il tema del curriculum rientra a pieno titolo nella scelta del presidente della Fondazione, come già detto in passato ad Ambiente Asti interessa la questione del programma e della visione. Il termine visione lo usiamo ormai da anni, sta diventando un mantra, ma il tema della programmazione e della visione come sono determinanti per una città lo sono ancora di più per un territorio, territorio ampio di cui si interessa la Fondazione Bancaria. Le domande che già in prossimità della nomina, senza protendere per uno o l'altro candidato abbiamo posto erano: con quale programma governerà la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti il Presidente? Che indirizzi darà il consiglio? Sono domande ancora in attesa di risposta. Eppure il territorio nelle sue importanti sfaccettature e vocazioni (agricola, turismo, istruzione e formazione) e i nuovi cambiamenti in atto.

Scrivevamo:

1) Come la Fondazione inciderà sul più grande motore economico del territorio cioè la Cassa di Risparmio, ne fisserà gli indirizzi?

2) Quali analisi economico sociologiche, di mappatura delle risorse, delle buone prassi sono state messe in campo?

3) Come la Fondazione direttamente agirà in fase di sostegno alle attività del territorio, con finanziamenti che incidono poco, o sulle grande manifestazioni o inciderà su progetti di più grande respiro e che lascino un segno per il futuro della città e del territorio?

4) Che ruolo vorrà giocare con Fondazione Asti Musei, al patrimonio artistico e culturale del territorio e che ruolo vuole avere per la crescita culturale e sociale?

5) Che ruolo vorrà avere sullo sviluppo dell'economia, della tutela dell'ambiente?

6) Quale ruolo sull'economia della conoscenza nella formazione scolastica e dell'Università?

Questo territorio è in crisi, ma ha anche risorse inespresse e si sta trasformando. E' sotto gli occhi di tutti la trasformazione che subirà la città anche solo dal punto di vista della mobilità. Una trasformazione così forte, deve essere accompagnata da una visione come andiamo ripetendo da anni. Una tale rivoluzione, metterà in discussione la vocazione in termini di sviluppo di intere porzioni di città. La Fondazione e la Cassa devono essere il polmone economico che accompagna tali trasformazioni da un punto di vista culturale (Scuole, formazione, università), sociale, ambientale e produttivo.

Anche noi poniamo dubbi su compatibilità di chi è portavoce di un partito ed alla vicepresidenza,

Come ci ricorda Mario Sacco il consiglio è frutto di nomine da più enti e istituzioni e quindi quale sintesi di programma ha per ora prodotto?

Da questo gruppo che si dice eterogeneo nelle parole del Presidente, quali indirizzi si esprimono che permettano di incidere sul territorio in modo trasformante? C'è una sintesi o semplicemente si sommeranno i desiderata? Di tutto ciò vorremmo avere più chiarezza e conoscenza

Ambiente Asti

Comunicato stampa

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