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Cultura e tempo libero | 13 agosto 2020, 12:00

Viaggio alla scoperta degli itinerari dell'Astigiano: il vino è arte

Altro accenno alla grande varietà e bellezza del nostro territorio, utile ad attrarre turisti con un mix appassionante di tradizione e di innovazione

Due delle tante opere del Parco d'Arte Quarelli a Roccaverano

Due delle tante opere del Parco d'Arte Quarelli a Roccaverano

Restiamo a sud di Asti. Dopo la caccia ai castelli della scorsa settimana, un suggerimento di percorso tra colline vitate, vino ed arte moderna. L’obiettivo è sempre lo stesso: abbiamo un turista da portare qualche giorno da queste parti. Cosa gli raccontiamo per convincerlo a scegliere l’Astigiano?

Senz’ombra di dubbio avremo da parlargli di vino. La nostra vocazione territoriale vitivinicola affonda radici in tempi lontani ed oggi è celebrata da splendide colline vitate, non a caso promosse da Unesco patrimonio mondiale, e grandi prodotti. Vini buoni e belli, nella consapevolezza che dietro ognuno di loro ci sia una vigna, una persona e tanta passione.

Produrre vino è un'arte. Probabilmente anche per questo in molte zone e borghi dell’Astigiano sono spuntate esposizioni ed installazioni. Arte moderna e contemporanea, spesso immersa tra vigne o paesaggi da urlo. Abbastanza da farne percorso.

Non è un caso che l’arte si sposi col vino: luci per l’intelletto, a contrasto di quel po’ di buio che di tanto in tanto ci sta attorno, piaceri di cuore e mente, opere di uomini che raccontano la nostra ricchezza di genere in un mondo meraviglioso, che esprimono tenacia, passione e creatività.

Partirei allora dall’Art Park la Court di Castelnuovo Calcea, raro esempio di land art: oltre venti ettari di vigne e parco dove paesaggio, arte e cultura del vino formano una simbiosi dalle caratteristiche uniche e suggestive. Lì trovate opere di Luzzati, Nespolo e Bangle (quello dei panchinoni), solo per citare i nomi dei principali artisti, che sottolineano e valorizzano magnificamente il rapporto tra l’uomo e la natura circostante.

Continuerei il tour con una visita al piano nobile di Palazzo Crova, a Nizza Monferrato, per rifocillarsi in Enoteca Regionale, ma anche e specialmente per l’esposizione della ricca collezione Lajolo: Carrà, Guttuso, Ligabue, Manzù, Sassu e tanti altri... tanta roba.

Poi Roccaverano e Bubbio per farsi sorprendere da due posti unici ed affascinanti, sempre aperti e ricchi d’arte: il parco Quarelli, incredibile cornice di terrazzamenti e boschi piena di tante belle opere di vari artisti contemporanei e il parco scultoreo Mayer, mostra permanente dell'artista svizzero, recentemente mancato, a contorno di un panorama spettacolare.

Chiuderei con un salto a Coazzolo, a rimirare la chiesetta della Beata Maria Vergine del Carmine, altra bella opera d’arte contemporanea, firmata David Tremlett: forme e colori delle circostanti colline del vino, applicate su un tipica cappella di campagna. Bel lavoro.

Fossi turista informato non avrei dubbi: che bello girare tra colline, vigne e cantine dell’Astigiano, alternando con piacevoli momenti d’estasi artistica. Convinto!

Davide Palazzetti

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