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Cultura e tempo libero | 19 settembre 2020, 12:00

Domenica 27 settembre nuovo appuntamento per gli "Incontri con l'archeologo"

Visita alla Cripta e al Museo di Sant'Anastasio, dalle 16.30, su prenotazione

Immagine tratta dal sito internet della Fondazione Asti Musei

Immagine tratta dal sito internet della Fondazione Asti Musei

Proseguiranno anche nel prossimo fine settimana gli "Incontri con l'archeologo", promossi dalla Fondazione Asti Musei.

Domenica 27 settembre, infatti, alle 16.30 si svolgerà una visita guidata - aperta a bambini e famiglie - attraverso le suggestive sale della Cripta e del Museo di Sant'Anastasio, alla scoperta di un monumento centrale nel Medioevo astigiano.

L'appuntamento è a Palazzo Mazzetti. La visita durerà un'ora circa e ha un costo di 10 euro a persona.

L'obiettivo di queste iniziative è promuovere la conoscenza dei siti archeologici e delle collezioni museali della città, anche per i più piccoli.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni: 0141/530403 - didattica@fondazioneastimusei.it

Queste le parole della direttrice del Museo Archeologico Nazionale, Nicoletta Frapiccini, dopo la visita al sito astigiano del 30 agosto. 

Che il nostro Paese sia uno scrigno di inesauribili tesori è universalmente riconosciuto, eppure quanto capillare sia la diffusione del nostro patrimonio artistico non smette mai di sorprendere. Se alla bella città di Asti si associa prevalentemente l’immagine dei suoi mirabili vigneti e di un paesaggio agricolo di rara bellezza, ci si stupisce di ciò che riserva il sottosuolo. In pieno centro, nei sotterranei del Liceo Classico intitolato all’illustre concittadino Vittorio Alfieri, si cela un sito archeologico complesso, pluristratificato, che svela la storia antichissima della città.

Un brano del contesto topografico che, a causa (o forse per merito) della demolizione di una chiesa, riemerge a chiarire le diverse fasi vissute dal sito. A spiegare l’intricato contesto è un bravo archeologo, Fabrizio Biglia, che affronta l’ardua sfida di spiegare, a chi archeologo non è, il senso di quel suggestivo groviglio di muri e colonne, quei diversi piani di calpestio che raccontano la storia, narrata in modo chiaro e accattivante da un esperto che sa fare ottima divulgazione, senza banalizzazioni né sbavature. Il percorso ad anello, ben illuminato, con numerosi, brevi pannelli che spiegano con chiarezza, è agile e ben congegnato.

L’esposizione dei materiali ne consente una visione ravvicinata e coinvolgente. Esco appagata per aver visitato l’ennesima perla di questo nostro straordinario patrimonio. Come pure straordinaria è la cura, l’attenzione, la sensibilità di quanti contribuiscono a valorizzarlo e a diffonderne la conoscenza.

Redazione

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