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Cultura e tempo libero | 19 settembre 2020, 20:34

Per una sera Faber 'rivivrà' grazie allo spettacolo "Ho visto Nina volare" in programma a San Damiano

L’appuntamento, inserito anche nell'ambito dell’iniziativa Sipario, è in programma domani sera alle 21.30 in piazza Libertà

Ph. Massimo Ilardo

Ph. Massimo Ilardo

Continua la rassegna “Cunté Munfrà - dal Monferrato al mondo" per continuare il percorso attraverso le stagioni, i tempi e i momenti rituali.

Il prossimo appuntamento è in programma a San Damiano d’Asti dove, domani (domenica 20 settembre) alle 21,30 in piazza Libertà andrà in scena lo spettacolo musicale della compagnia Tangram Teatro Torino “Ho visto Nina Volare”, i luoghi dello spazio, della mente e dell'anima di Fabrizio De André.

Dopo lo “storico” FDA – Bocca di rosa e altre storie, l’attore cantante Bruno Maria Ferraro e Gigi Venegoni (chitarrista e storica anima degli Arti&Mestieri) portano in scena un percorso di racconti e canzoni che parte dalle radici piemontesi di Fabrizio De André per avventurarsi nei “suoi” luoghi che diventano anche spazi della memoria e dell’anima.

Vicino ad Asti, a Revignano, c’è ancora la “Cascina dell’Orto” dove il piccolo Fabrizio stava con i nonni in tempo di guerra. Di lì nasce una fortissima attrazione per la campagna e il mondo contadino che lo porterà, ormai adulto, in Sardegna a realizzare il sogno dell’agriturismo.

E poi ancora altri luoghi, Genova, il mediterraneo fino ad arrivare al “non-luogo”, al mondo nomade che rappresenta l’utopia.

Sono passati più di vent’anni da quel giorno di gennaio che portò con sé la notizia della scomparsa di

Fabrizio De André. E ci sono tante ragione per le quali il suo “mito” è cresciuto da allora di anno in anno.

La sua poesia acquista bellezza con il tempo, le sue canzoni, le sue visioni, i suoi ragionamenti sono attualissimi.

E le sue storie, i suoi personaggi oggi sono più che mai vivi e presenti intorno a noi.

Mitizzare le persone che non ci sono più è quanto di più inutile e sciocco – racconta Bruno Maria Ferraro che in questi anni ha attraversato più volte il repertorio dell’artista genovese – Ma se c’è una cosa che va riconosciuta a Fabrizio è quella di aver parlato e cantato pezzi della nostra società che collochiamo ai margini. La Genova dell’angiporto, il mondo delle prostitute, le spose bambine degli zingari di Khorakhané, il piccolo mondo di Pasquale Cafiero. Ecco, è come se lui fosse riuscito ad avvicinarli a noi, e noi, guardandoli riusciamo a vedere che dentro quei mondi, dentro quei recinti, ci sono persone.”

Tangram Teatro, ispirandosi al testo curato da Guido Harari per Rizzoli, affabula un racconto dove si incrociano le radici, i racconti, lo sguardo sul futuro di un artista che ha lasciato un segno profondo. Seguendo le tracce di un pensiero si compone un vero e proprio racconto teatrale, avvolto dai contrappunti musicali di un bravissimo Gigi Venegoni e dalla calda voce di Bruno Maria Ferraro. Le immagini tratte dal libro di Guido Harari "Una goccia di splendore" faranno da suggestivo contenitore ad una serata particolare ed emozionante.

Lo spettacolo accompagnerà lo spettatore con passo lieve ma sicuro in un viaggio fatto di suggestioni e di pensieri, cercando quel sottile filo rosso che collega canzoni straordinarie alle analisi e sensazioni che le hanno generate.

Dà voce ad un amico discreto che ha accompagnato la crescita umana e sociale di tante generazioni.

E mentre il racconto si dipana nascono i contrappunti musicali dalla chitarra magica di Gigi Venegoni.

E nascono immagini che richiamano ricordi, colori, ambienti da cui è bello lasciarsi cullare.

Lo spettacolo è ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti, disposti secondo la normativa COVID-19.

In caso di maltempo si terrà al Forio Boario.

La rassegna è promossa dalla casa degli alfieri /Archivio Teatralità Popolare ed è sostenuta dalla Regione Piemonte, dai Comuni ospitanti e dalla Fondazione CRT.

La direzione artistica di Cuntè Munfrà è di Massimo Barbero per l'Archivio Teatralità Popolare di casa degli alfieri, l'ideazione è di Luciano Nattino.

Comunicato stampa

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