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Cultura e tempo libero | 20 settembre 2020, 13:59

La chiesa di Santa Maria di Vezzolano ospiterà una evocativa riduzione teatrale di un testo dell'XI secolo

‘Liber miraculorus Sancte Fides” narra il martirio, risalente al 303 d.C., di una dodicenne venerata nei secoli successivi

Santa Fede, stampa popolare catalana del XVIII secolo

Santa Fede, stampa popolare catalana del XVIII secolo

Domenica 11 ottobre, alle 15.30, la chiesa di Santa Maria di Vezzolano ospiterà la riduzione teatrale, in linguaggio contemporaneo, del ‘Liber miraculorus Sancte Fides” di Bernardo di Angers (anno 1020), di imminente pubblicazione per le edizioni “EdiTO” di Riva presso Chieri.

Nel 303 d.C., durante la persecuzione di Diocleziano, nella città di Agennum, l’attuale Agen nel sud ovest della Francia, una ragazza di appena dodici anni, di nome Fede, viene processata come cristiana, torturata e decapitata. Non sappiamo nulla della sua vita e della sua origine, se non che discende da una famiglia di alta nobiltà. Il testo della Passione insiste soprattutto sulla determinazione della fanciulla di fronte al persecutore.

La tomba della giovanissima martire diventa nel tempo un importante luogo di devozione. Passano più di cinquecento anni, e il corpo viene trafugato dai monaci di Conques, un monastero nascosto in una cerchia di rupi nel centro della Francia, dove nei secoli successivi una folla sempre crescente di pellegrini si reca a venerare la reliquia della Santa, e soprattutto la preziosissima statua reliquiario (maiestas) che ne custodisce il cranio.

Agli inizi dell’XI secolo un giovane scholasticus, Bernardo di Angers, decide di condurre un’indagine sui “fatti inauditi” che vengono riferiti a proposito delle straordinarie virtù taumaturgiche della Martire. Il nostro chierico si convince che quelle narrazioni sono autentiche, e dà un resoconto dettagliato non solo delle guarigioni miracolose e degli altri miracoli operati dalla Santa, ma anche del contesto sociale, economico, culturale in cui questi avvengono, fornendoci un’immagine vivissima e “dall’interno” della società francese ed europea nei decenni a cavallo dell’Anno Mille.

Il Libro dei Miracoli di Santa Fede è un testo ben noto agli storici, soprattutto da quando nel 1897 fu pubblicato il manoscritto più completo giunto fino a noi, databile negli ultimi decenni dell’XI secolo.

Questa riduzione presenta ai non specialisti l’opera in una forma rispettosa del testo originale nei fatti, nel contesto storico e anche nello spirito, ma liberata dalle peculiarità stilistiche e retoriche della prosa scolastica dell’epoca, in modo da mettere in evidenza la forza narrativa e lo spessore umano del testo.

La riduzione che andrà in scena è una produzione dell’Associazione la Cabalesta, con allestimento scenico a cura della Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro e la direzione artistica di Marco Viecca.

I posti disponibili sono appena 50, per cui è richiesta prenotazione, preferibilmente via mail, all’indirizzo info@lacabalesta.it oppure WhatsApp da inviare al 349/5772932

Comunicato stampa

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