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Cultura e tempo libero | 26 settembre 2020, 18:36

Il Bosco degli Astigiani potrà avere anche uno spazio per ricordare le 256 vittime del Covid. La presentazione del numero 33 di Astigiani, lancia sfide e progetti

Dagli arazzi, all'ultima moglie di Garibaldi, alla famiglia Jona, le 120 pagine del giornale ritornano alla 'normalità'. Grimaldi: " Questo numero sacro e magico è anche un invito alla speranza

Il Bosco degli Astigiani potrà avere anche uno spazio per ricordare le 256 vittime del Covid. La presentazione del numero 33 di Astigiani, lancia sfide e progetti

Oggi, a Valle San Pietro, nello storico parco del centro congressi Basinetto è stato presentato il numero 33 di Astigiani.

Un numero "Sacro e magico - come spiega il presidente Pier Carlo Grimaldi - un numero estremamente importante, che ci indica che abbiamo fatto già una bella traiettoria di vita e speriamo di avere ancora tanti anni davanti. Questo numero è anche un invito alla speranza in questo periodo così complesso".

Un momento storico in cui fare progetti forse è difficile ma si sta lavorando anche per due grandi progetti, il Bagna Cauda Day e il Bosco degli Astigiani.

Il direttore Sergio Miravalle annuncia che quest'anno il bavagliolone del Bagna Cauda Day sarà disegnato da una donna, Elena Pianta, fumettista da 25 anni: "Stiamo studiando una formula anche per il Bagna Cauda Day, consumato a casa".

Del Bosco parla il sindaco Maurizio Rasero: "Un'iniziativa che parte da un sogno dell’associazione Astigiani. Il comune non è stato fermo, ma con il Covid e le scuole il bosco è passato un po’ in secondo piano. In settimana abbiamo fatto un sopralluogo insieme alla Banca di Asti in Viatosto con il preside dell’istituto Penna.
Si è trattato di un primo incontro istituzionale. Da qui in avanti l’idea è di convocare l’associazione, creando un gruppo di lavoro.
L’idea è interessante e ci viene voglia di giocare insieme a voi questa sfida. Non vorremmo che si riduca tutto a qualche albero piantato. Sarebbe bello che su un’area di 60 mq si potesse fare un concorso con agronomi e architetti, per farci dire cosa si può fare. Secondo noi ci possono stare tante cose, tra cui ad esempio uno spazio per ricordare le 256 vittime di Covid ad asti, vigne di Moscato".


La rivista di settembre si apre svelando l’intricata trama degli arazzi realizzati ad Asti dai laboratori Scassa e Montalbano. Vicende che coprono mezzo secolo di storia e che meritano di essere rievocate in occasione della mostra “Asti città degli arazzi” appena inaugurata a Palazzo Mazzetti. Dopo il numero speciale uscito a giugno, dedicato completamente alla pandemia, Astigiani di settembre ritorna alla struttura che i lettori hanno imparato a conoscere. Con l’auspicio che le 120 pagine della rivista rappresentino un’occasione per evadere momentaneamente dalla realtà, in una fase che è ancora difficile per tutti.

 

Betty Martinelli Elisabetta Testa

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