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Sport | 29 settembre 2020, 18:14

Dalle imprese del leggendario Diavolo Rosso ai campioni di oggi: ad Asti si respira già aria di Giro d'Italia [FOTOGALLERY]

Al Teatro Alfieri è in corso di svolgimento la presentazione della tappa che, il 23 ottobre prossimo, vedrà la 'carovana rosa' arrivare in città

Servizio fotografico a cura di Efrem Zanchettin - MerfePhoto

Servizio fotografico a cura di Efrem Zanchettin - MerfePhoto

In questi minuti il Teatro Alfieri sta ospitando la presentazione ufficiale della 19esima tappa del Giro d'Italia 2020, la Morbegno-Asti di 251 chilometri, che venerdì 23 ottobre vedrà arrivare in piazza Alfieri, tra le 16.15 e le 16.45 in funzione della media oraria dei corridori, la ‘carovana rosa’.

Tra i primi ha preso la parola l’avvocato Giovanni Trombetta, consigliere comunale con Delega ai Grandi Eventi, che ha subito messo in chiaro che “Il passaggio di tappa degli anni scorsi era stato solo antipasto...ora siamo città di tappa e arrivo, per cui si parlerà del nostro territorio, di Asti. La città del Diavolo Rosso Giovanni Gerbi, del vino, di Paolo Conte, del Palio”.

Ha fatto quindi il suo ingresso il trofeo “Senza fine”, portato sul palco dalla Damigella del Palio 2019, Francesca Villata. Sul palco, moderati dal giornalista Beppe Giannini, il giornalista del quotidiano “La Stampa” Beppe Conti, Riccardo Magnini, il CT della nazionale di ciclismo Davide Cassani, il sindaco di Asti Maurizio Rasero, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco, l’assessore comunale allo Sport Mario Bovino, l’assessore regionale Marco Gabusi e Franco Balmaminion, vincitore del Giro nel ‘62 e ‘63.

“E’ stato un anno di ripresa ben interpretato dalla Douja – ha affermato Gabusi – un anno particolare, nel quale la nazionale di Cassani sta andando molto bene. Credo che la tappa sia fondamentale: Asti ha fatto davvero un grosso sforzo”.

La quinta volta astigiana

Sono state quindi passate in rassegna le annate di Giro con tappe astigiane, ad iniziare dal 1935, anno di ricambio generazionale, quindi quella del 1960 vinta da Van Loi, 1963 che vide tagliare il traguardo per primo Vito Taccone (e quell’anno, come detto, il Giro fu vinto da Balamion oggi presente), fino al 2003 quando la tappa Salice Terme – Asti fu vinta da Alessandro Petacchi, in un’edizione contrassegnata per sempre dall’essere stato l’ultimo Giro d’Italia corso da Marco Pantani.

Davide Cassani, Beppe Conti e Riccardo Magrini hanno commentato il Giro "virtuale" con la simulazione delle 21 tappe, le loro voci, per gli amanti del ciclismo facevano già pregustare la gara.

Durante la serata sono sono stati proiettati diversi video messaggi: dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, al direttore del Giro Mauro Vegni e di Vincenzo Nibali.

Il leggendario Diavolo Rosso intervistato da Tortora

La nipote del leggendario Giovanni Gerbi è anche salita sul palco per ricordare il grande "Diavolo Rosso", sicuramente il ciclista più forte astigiano.

Davide Cassani, Beppe Conti e Riccardo Magrini hanno commentato e si sono lanciati in pronostici mentre scorreva il video che i percorsi delle 21 tappe, poi sono stati proiettati i saluti in video del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, del Direttore del Giro Mauro Vegni, di Vincenzo Nibali e Peter Sagan; infine sono state ripercorse le imprese leggendarie di Giovanni Gerbi, il “Diavolo Rosso”, il ciclista più forte che Asti abbia mai avuto.

A 47 anni corse ancora un Giro d'Italia; è stata proiettata anche una sua intervista rilasciata ad Enzo Tortora.

Le bici pezzo unico donate alla Banca del Dono

Protagonista anche la Banca del Dono e la sua iniziativa Dona Bici, con una poesia di Roberto Genta, recentemente scomparso, letta dall'attore Aldo Delaude.

Inotre due bici, pezzo unico, sono state donate proprio alla Banca del Dono, dalla ditta Idem, probabilmente saranno messe all'asta e il ricavato andrà in beneficenza.

In chiusura brindisi in rosa, con il nuovo Cocchi Brut Rosé, debutto del nuovo “Metodo Italiano” rosato dell’astigiana Giulio Cocchi. 

Betty Martinelli e Gabriele Massaro

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