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Attualità | 19 ottobre 2020, 13:20

Aperto a Canelli il resort 'L’Aja della Mirusina': punta a diventare importante riferimento per il turismo internazionale

Un accogliente luogo di charme, sorto per volontà di una famiglia di imprenditori canellesi operante nel settore enomeccanico

Nella foto, da sinistra a destra: Mauro Badini, Leonise e Orietta Scagliola con la madre Ornella, il sindaco di Canelli, Paolo Lanzavecchia e Serena Pascali Bandini

Nella foto, da sinistra a destra: Mauro Badini, Leonise e Orietta Scagliola con la madre Ornella, il sindaco di Canelli, Paolo Lanzavecchia e Serena Pascali Bandini

Come vi abbiamo documentato sabato pomeriggio, pressoché in tempo reale (CLICCA QUI per rileggere l'articolo), da alcuni giorni Canelli dispone di una nuova struttura alberghiera d’eccellenza, il resort “L’Aja della Mirusina”, che con servizi e spazi attrezzati, punta a una clientela qualificata italiana e straniera senza dimenticare il territorio con un’enoteca dedicati a vini ed eccellenze gastronomiche locali.

Un progetto sviluppatosi per volontà della famiglia Scagliola, imprenditori di lungo corso al timone della Enos, azienda storica nel settore delle macchine enologiche che proprio a Canelli ha un polo di ricerca, progettazione e costruzione leader sui mercati mondiali.

“La nostra famiglia, mio padre Armando e mia madre Ornella, mia sorella Leonise e io, aveva un sogno, un’idea da concretizzare – ha spiegato Orietta Scagliola nel corso dell’inagurazione – Avevamo toccato con mano come non fosse facile collocare interi gruppi di visitatori nella nostra città. C’era bisogno di una struttura grande e di livello. È nato così il progetto dell’Aja della Mirusina”.

Il resort, che si sviluppa su una superficie di 20.000 metri di superficie, è sorto in regione San Giovanni, lungo l’Asti-Mare, in un ambiente che ha radici storiche che risalgono addirittura al XIII/XIV secolo, quando la villa patronale fu un rifugio per viandanti e pellegrini gestito dai Templari e dall’Ordine dei Cavalieri di Malta. In ultimo diventò proprietà di famiglie di produttori vinicoli e, poi, per lunghi anni, il fondo fu del tutto inutilizzato.

Ora tutta la tenuta, con la presenza in zona di ben quatto Cantine vitivinicole tra le tante che operano a Canelli e fanno da corona alle Cattedrali Storiche dello Spumante, insieme al nuovo resort, è diventata una sorta di “cittadella del vino e dell’accoglienza” che valorizza e qualifica la città di Canelli dove, nel 1865 nacque il primo spumante d’Italia e da cui partì il progetto che nel 2014 portò i paesaggi vitivinicoli piemontesi a diventare, primi tra le aree vinicole italiane, Patrimonio dell’Umanità Unesco.

La gestione della struttura è stata affidata a Mauro Bandini, esponente di una famiglia alessandrina che si occupa di alberghi da due generazioni. A lui è spettato il compito di spiegare specifiche e servizi del resort: dalle 20 camere (tra singole, doppie e triple che possono ospitare un cinquantina di ospiti), alle colazioni rigorosamente con prodotti del territorio, all’enoteca con vini canellesi e una selezioni di grandi etichette piemontesi, alla piscina immersa in un grande e curato parco tra alberi secolari sotto le cui fonde, si dice, si possano raccogliere pregiati tartufi, e poi prati all’inglese, giardini all’italiana, aree di erbe aromatiche senza dimenticare le colonnine per la ricarica di auto e bici elettriche fino alla scelta green di avere camere completamente plastic free.

“L’Aja della Mirusina è un resort che è un po’ un unicum in questa zona. Siamo certi che abbia enormi potenzialità sia a livello di clientela nazionale e internazionale sia come servizi al territorio”, ha commentato Bandini.

La chiusura della presentazione è stata affidata a Leonise Scagliola, sorella di Orietta, che ha sottolineato la realizzazione del progetto famigliare e auspicato una sempre più stretta collaborazione tra le aziende che operano “nel” e “per” il territorio.

Infine alcune curiosità e note di colore: Orietta e Leonise Scagliola hanno spiegato come il nome ‘Mirusina’ abbia un significato famigliare, ma che “ognuno è libero di trovarne uno proprio”. E a proposito di sinergia di territorio l’aperitivo per celebrare la presentazione del resort L’Aja della Mirusina è stato curato dai ristoranti canellesi. Ognuno ha curato un piatto e una ricetta, mentre i vini sono stati proposti dalle quattro aziende che hanno vigneti e Cantine nell’area del resort: Barisel, Ca’ de Lion, L’Armangia e Pianbello.

Redazione

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