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Cronaca | 20 ottobre 2020, 13:41

"Affari di famiglia": furti ad anziani, 10 arresti messi a segno all’alba di oggi tra Cuneo, Torino e Asti

Conclusa all'alba di oggi, con 100 uomini coinvolti, l'operazione che ha sgominato un'associazione a delinquere guidata e gestita da una donna di 67 anni.

"Affari di famiglia": furti ad anziani, 10 arresti messi a segno all’alba di oggi tra Cuneo, Torino e Asti

"Condotte abominevoli, reati odiosi e vigliacchi". Non ha usato mezzi termini Emanuele Ricifari nell'introdurre l'operazione presentata oggi, nella sua ultima conferenza stampa da questore di Cuneo.

Sono quelle perpetrate da 10 soggetti tutti di origini sinti e tutti imparentati tra loro, guidati dalla 67enne Alfrida Laforè, mente ma anche braccio della maggior parte di furti - 20 quelli accertati - ai danni di anziani soli, indifesi e spesso malati.

Affari di famiglia, Family Affairs, il nome dell'operazione.

Vittime sempre soggetti deboli, di cui veniva carpita la fiducia in modo spregiudicato. Le persone derubate erano sempre sole in casa. Per accertarsene, la tecnica era quella di lanciare un sassolino con una fionda sulla finestra e vedere se qualcuno e soprattutto chi si affacciava.

In uno degli episodi, proprio la Laforè, spacciandosi per un'addetta delle Poste, aveva preso di mira un'anziana già da loro derubata, nel Torinese. Le erano stati sottratti, in quel primo episodio, 70mila euro. La Laforè le si è avvicinata per strada, dicendole che sapeva del furto e che era stata mandata dalle Posta per restituirle parte del denaro. Entrata in casa dell'anziana, lasciando la porta aperta per far entrare due complici, le ha quindi sottratto altri 2.500 euro.

Circa 300mila euro il bottino totale stimato, tra denaro contante, monili in oro e orologi di grande pregio, Rolex in particolare. I colpi accertati sono stati messi a segno anche nel periodo del lockdown e sono avvenuti a Nole, Caselle Torinese, Busca, Cavour, Brossasco, Barge, Casalgrasso, Pont Saint Martin, Sciolze e in tanti altri piccoli comuni sparsi tra Torinese, Cuneese e Aosta.

10, come detto, i soggetti arrestati, di cui sei sono stati portati in carcere e altri quattro hanno obbligo di dimora. Sono di età compresa tra i 30 e i 67 anni, in parte del campo nomadi di Passatore, altri due residenti a Cuneo città, uno ad Asti, uno a San Chiaffredo di Tarantasca, uno a Carmagnola e uno a Volvera. Per loro il reato contestato è di associazione a delinquere finalizzata alla commissioni di furti in appartamento.

Si tratta di soggetti pregiudicati, due di loro con reddito di cittadinanza. Altro personaggio chiave uno dei figli della donna, Gianni Barovero, 40 anni, che aveva il compito di monetizzare i furti, vendendo i monili o gli orologi. Era la madre, poi, a spartire il ricavato dei colpi. 

Il blitz è scattato all'alba di oggi 20 giugno, coinvolgendo cento uomini della Polizia di Stato. Il dirigente della Mobile di Cuneo Pietro Nen ha coordinato il personale del Reparto prevenzione crimini, le unità cinofile e il reparto volo di Milano, con personale delle squadre mobili di Torino, Aosta e Asti.

Solo al campo nomadi cuneese sono stati sequestrati 20mila euro, ori, orologi, binocoli, ricetrasmittenti, divise di vario genere, indossate per spacciarsi tecnici del gas, dell'acqua o altro, fionde e materiale utile alla commissione dei colpi, in cui agivano sempre in due o tre. 

In base al malloppo, si potevano anche organizzare più colpi in una sola giornata. Persone esperte, spregiudicate. Un'indagine lunga, fatta di appostamenti, intercettazioni. "Un grande investimento anche di denaro pubblico. Seguirò gli sviluppi giudiziari della vicenda - ha evidenziato Ricifari. E soprattutto lo farà il mio successore".

Nen ha ringraziato Piero Attilio Stea, sostituto procuratore che ha coordinato le indagini e il Gip dottoressa Cristina Gavelio per il supporto dato a tutte le fasi dell'attività investigativa ed esecutiva.

In conferenza stampa, presso la Questura di Cuneo, sono state diffuse le foto segnaletiche dei soggetti, con finalità investigative. Il sospetto è che i colpi siano molti di più ma che non siano stati denunciati, come spesso accade alle persone anziane e sole che, quando subiscono questo tipo di reato, provano vergogna. L'invito è a farlo. 

Barbara Simonelli

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