/ Cronaca

Cronaca | 25 novembre 2020, 09:44

Carabinieri di Asti: 63 casi di “codice rosso”, 30 episodi per maltrattamenti in famiglia, 9 di stalking, 11 violenze sessuali, 3 revenge porn, 10 lesioni personali in ambito domestico

Nella Giornata contro la violenza sulle donne, il bilancio del Comandante Pierantonio Breda: "La presenza capillare dell’Arma sul territorio, con i suoi 25 presidi, ha consentito di realizzare un modello di prossimità funzionale ad assicurare alle donne del territorio la dovuta assistenza"

Carabinieri di Asti: 63 casi di “codice rosso”, 30 episodi per maltrattamenti in famiglia, 9 di stalking, 11  violenze sessuali, 3 revenge porn, 10  lesioni personali in ambito domestico

Nella Giornata contro la violenza sulle donne, il bilancio stilato dal Tenente Colonnello Pierantonio Breda, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Asti, racconta numeri importanti: “Nel 2020 i Carabinieri della provincia di Asti hanno proceduto per 63 casi di “codice rosso”, 30 episodi si riferiscono a maltrattamenti in famiglia, 9 a stalking, 11 a violenze sessuali, 3 a revenge porn e 10 a lesioni personali in ambito domestico. 13 di questi casi sono avvenuti ad Asti e gli altri nel territorio provinciale".

Accoglienza e solidarietà

Nel periodo più rigido del lockdown della scorsa primavera i Carabinieri sono intervenuti in 4 casi di “codice rosso” tutti avvenuti in piccoli centri della provincia. Una delle vittime, nel domicilio protetto in cui è stata accolta, è stata sostenuta anche grazie ai pacchi alimentari di solidarietà (251 distribuiti in totale) realizzati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Asti. 

La sede provinciale di Asti, con la “Stanza tutta per sé”, ha assicurato un rifugio sicuro, protetto, accogliente e riservato dove ospitare donne e bambini per il tempo necessario a formalizzare le denunce e ad individuare un domicilio protetto e sicuro dove trasferire le vittime”.

Si accende la luce arancione

Per questo ad Asti, il Soroptimist e l’Arma dei Carabinieri alle ore 17.30 “accenderanno” l’attenzione direttamente sulla rete volta all’assistenza delle vittime e sui luoghi deputati a proteggerle e ad accoglierle per un percorso di autonomia dai loro maltrattanti, illuminando di arancione la propria sede quale tangibile segno di vicinanza alla tematica, pubblicizzandone anche la diffusione su tutti i canali social istituzionali.

Come ogni anno, per dire no alla violenza contro le donne, il Soroptimist International d’Italia sostiene, infatti la campagna internazionale Orange the World promossa da UNWomen e dalla Federazione Europea del Soroptimist: da oggi 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza al 10 dicembre, giornata internazionale per i diritti umani (che coincide con il nostro Soroptimist Day), sono partiti i 16 giorni di attivismo per realizzare iniziative ed azioni di sensibilizzazione utilizzando in tutta la comunicazione il colore arancione, simbolo di un futuro senza violenza di genere.

Quest’anno siamo tutti chiamati ad un impegno più concreto e diffuso perché, come ci indicano i dati della Unfpa, l'Agenzia delle Nazioni Unite, l’emergenza generata dall’epidemia di Covid 19 e il conseguente lockdown sono stati causa di un aumento esponenziale della violenza alle donne.

 

Redazione

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium