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Cronaca | 22 gennaio 2021, 14:16

L’Amministrazione astigiana ha ribadito un fermo “No” all’ampliamento del carcere

Stamattina si è tenuto un incontro, in Municipio, con i vertici dell’Amministrazione penitenziaria regionale. Mellano: "Meglio puntare sul recupero degli spazi esistenti nelle carceri di Alba, Cuneo e Alessandria. Senza contare che i progetti faraonici di Savona e l'ipotesi di convertire in carcere una caserma di Casale Monferrato rischiano di rivoluzionare il panorama carcerario piemontese senza risolvere le criticità denunciate

Carcere di Asti

Nell’ambito di un incontro, avvenuto questa mattina in Municipio, con i vertici dell’Amministrazione penitenziaria (erano presenti il dottor Pierpaolo D’Andria e la dottoressa Catia Taraschi) e con il Garante regionale dei detenuti On. Bruno Mellano e la Garante locale Paola Ferlauto, il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore alle Politiche Sociali Mariangela Cotto hanno ribadito il fermo “No” dell’Amministrazione comunale alla richiesta di ampliare la Casa di Reclusione di Asti al fine di realizzare un ulteriore padiglione detentivo da 80-100 posti.

Il sindaco Rasero rammenta che, oltre alle criticità dovute alla convivenza tra detenuti comuni e detenuti di massima sicurezza, l’ampliamento del carcere rischia di comportare una negativa ricaduta sociale sul territorio astigiano. Mentre l’assessore Cotto ha rappresentato l’eccessiva vicinanza, circa un chilometro, della sede carceraria dal Tanaro che spesso è a rischio esondazioni a causa delle abbondanti piogge. Pertanto, ha argomentato la Cotto, richiede una maggiore riflessione e attenzione nel ridurre le aree verdi adiacenti utili per contenere eventuali esondazioni.

Nell’incontro odierno è stato anche ricordato che nei territori vicini possono essere recuperati e riutilizzati, nelle diverse realtà carcerarie, molti posti inutilizzati. Il responsabile regionale dell’Amministrazione penitenziaria ha rassicurato i presenti che s’impegnerà a far presente nelle opportune sedi la contrarietà dell’Amministrazione comunale all’ampliamento del carcere. Occorre valutare attentamente come utilizzare al meglio le strutture esistenti e le risorse in campo, a cominciare da quelle del personale. Siamo ancora in tempo: meglio puntare sul recupero degli spazi esistenti nelle carceri di Alba, Cuneo e Alessandria. Senza contare che i progetti faraonici di Savona e l'ipotesi di convertire in carcere una caserma di Casale Monferrato rischiano di rivoluzionare il panorama carcerario piemontese senza risolvere le criticità da noi denunciate”. Lo ha dichiarato il garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano al termine dell’incontro, svoltosi nella sede del Comune di Asti, tra il sindaco Maurizio Rasero e il provveditore dell’Amministrazione penitenziaria Pierpaolo D’Andria, alla presenza della garante comunale dei detenuti Paola Ferlauto.

Focus della riunione: il progetto del nuovo padiglione da 120 posti, da edificare al posto dell’attuale campo da calcio della Casa di reclusione di Asti.

Mellano ha auspicato che l'ipotesi di costruzione del padiglione venga riconsiderata e alle sue perplessità si sono unite quelle dall'Amministrazione comunale, preoccupata che il progetto non sia utile a risolvere le criticità già note, andando a peggiorare una situazione già di per sé precaria e già nota a livello nazionale.

Al termine dell’incontro Mellano ha chiesto a Rasero “un aiuto da parte del Comune per interventi di accoglienza dei familiari dei detenuti, dal momento che il carcere di Asti ospita detenuti appartenenti a circuiti di diversi livelli di sicurezza e provenienti da altre zone d’Italia”.

I garanti hanno inoltre chiesto che l’Ufficio detenuti del Provveditorato fornisca numeri ed elenchi di detenuti astigiani presenti nelle altre carceri del Piemonte per poter dare la migliore assistenza possibile alle situazioni di fragilità sociale magari ancora sconosciute all’Amministrazione comunale.

"Occorre valutare attentamente come utilizzare al meglio le strutture esistenti e le risorse in campo, a cominciare da quelle del personale", ha spiegato Mellano.

"Siamo ancora in tempo: meglio puntare sul recupero degli spazi esistenti nelle carceri di Alba, Cuneo e Alessandria. Senza contare che i progetti faraonici di Savona e l'ipotesi di convertire in carcere una caserma di Casale Monferrato rischiano di rivoluzionare il panorama carcerario piemontese senza risolvere le criticità da noi denunciate”.

Mellano ha auspicato che l'ipotesi di costruzione del padiglione venga riconsiderata e alle sue perplessità si sono unite quelle dall'Amministrazione comunale, preoccupata che il progetto non sia utile a risolvere le criticità già note, andando a peggiorare una situazione già di per sé precaria e già nota a livello nazionale.

Redazione

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