Giovedì pomeriggio alle 15, nell’ambito degli incontri in pillole di orientamento permanente calendarizzati dall’Istituto, l’Artom tornerà ad ospitare (sia pure, questa volta, virtualmente) il professor Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino, che due anni scolastici fa fu già gradito ospite in occasione dell’inaugurazione dell’indirizzo chimico.
“Un tratto caratteristico della rivoluzione digitale e della attuale contingenza sociale è che, a differenza di quanto accaduto nella Rivoluzione Industriale, diventa ancora più difficile costruirsi da soli il proprio futuro ma occorre farlo in stretta relazione e collaborazione con altre persone, portatrici non solo di interessi affini ma anche di competenze complementari alle nostre. In un sistema complesso il singolo individuo deve imparare a interagire con gli altri per perseguire obiettivi in modo collaborativo e inclusivo. Nel mondo delle tecnologie le competenze disciplinari (competenze tecniche nel caso di un Ateneo come il nostro) rimarranno importanti ma a queste occorrerà abbinare altre facoltà: inter-relazionali e persuasive, comunicative, etiche, sociologiche, politiche, ecc”. Così il Rettore inaugurò l’anno accademico 2019/20.
All’origine del titolo scelto per l’incontro virtuale “L’Università per il futuro: formare ingegneri creativi”: occorre preparare gli studenti a uscire dagli schemi per aprirsi proficuamente al sistema complesso in cui viviamo. I giovani dovranno imparare ad agire su “leve multi-disciplinari” in grado di produrre la risoluzione dei grandi problemi che ci affliggono e portare a compimento progetti di difficoltà via via crescente.
“Il nostro Istituto – spiega Franco Calcagno, dirigente scolastico dell’Artom – è in una posizione di eccellenza secondo i dati forniti da Eduscopio della Fondazione Agnelli che consente allo studente di comparare le scuole dell’indirizzo di studio che interessa nell’area dove risiede, sulla base di come queste preparano per l’università o per il mondo del lavoro dopo il diploma. Noi prepariamo e orientiamo i nostri ragazzi e le nostre ragazze sia a un successivo passaggio agli studi universitari - ed in questo campo il Politecnico raccoglie la maggior parte delle preferenze - ma anche facilitiamo l’ingresso nel mondo del lavoro per quanti, dopo il diploma, non intendono andare all’università e vogliono subito trovare un impiego”.
“E’ in quest’ottica che si snoderà il percorso odierno – conclude il professor Calcagno - Fornire agli studenti e alle loro famiglie un riferimento che, con dati oggettivi e illustrazione delle strategie in campo, possa consentire loro di incominciare a progettare il proprio futuro quando, diplomati, affronteranno le nuove sfide che la società attuale richiede”.












