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Sanità | 12 febbraio 2021, 20:00

La figura professionale dell'Oss compie vent'anni. Cambiamenti e normativa forse da rivedere?

Abbiamo analizzato la situazione ad Asti con Silvio Caltanella, oss del Pronto soccorso Cardinal Massaia, referente Rsu Asl At Human Caring Sanità

La figura professionale dell'Oss compie vent'anni. Cambiamenti e normativa forse da rivedere?

In questi giorni la figura professionale degli oss (operatore socio sanitario) ha compiuto 20 anni.

Nata da un accordo Stato Regioni da due figure, Ota e Adest, è figura preziosa e fondamentale in campo sanitario con compiti importanti ma spesso sottovalutati.

"Vent'anni  - scrive il sindacato Human Caring Sanità - per ricordare alle istituzioni che esiste anche questa figura che vuole un futuro diverso da quello attuale.

Figura indispensabile per la gestione di reparti e case di riposo

Soprattutto nell'anno segnato dall'emergenza Covid è emersa l'importanza di questa figura indispensabile nella gestione dei reparti ospedalieri e in modo ancora più evidente nelle residenze sanitarie assistenziali, domiciliari e scuole.

"Mancano leggi, provvedimenti che possano rendere visibile questa professione, manca una volontà politica, dove non interessa di incrementare questa figura, sottolinea Angelo Minghetti della direzione nazionale del sindacato che per i vent'anni vuole inviare un messaggio di solidarietà anche per i tanti colleghi deceduti durante la pandemia.

"Il risultato delle misure di austerità del governo, i tagli che hanno imposto, le restrizioni all’ammissione di più OSS per l’emergenza che poi sono stati lasciati a casa, il mancato scorrimento delle graduatorie e i tagli alle attrezzature delle nostre istituzioni sanitarie hanno fatto sì che siamo in questo momento molto più indeboliti", scrive, aggiungendo: "In questa vostra lotta le armi sono state la solidarietà, la disponibilità, la resistenza, l’etica e la deontologia".

Anche ad Asti, una figura indispensabile, forse da rivedere?

E ad Asti, qual è la situazione? Abbiamo voluto parlarne con chi sul campo vive la situazione da vicino, un oss del Pronto soccorso del Cardinal Massaia, quindi particolarmente in prima linea, Silvio Caltanella, anche referente astigiano del sindacato, Rsu Asl At.

"In vent'anni sono cambiate molto le realtà, a partire dal concetto e l'estensione della vita stessa e i bisogni delle persone. Si diventa sempre più anziani e fragili, con diverse cronicità e le esigenze sono cambiate. La presenza dell'oss è ampia. Siamo ancora attuali? Non abbiamo necessità di rivedere il nostro profilo che è lasciato un po' all'interpretazione?".

Una figura forse in alcune situazioni un po'"borderline", spesso dagli utenti vengono magari effettuate richieste che gli oss non possono assolutamente assolvere.

L'oss fa solo assistenza... non va dimenticato

"L'oss fa assistenza - chiarisce Caltanella - non può fare diverse cose, aiuta nell'assunzione della terapia, ma non può erogarla, il medico prescrive la terapia, l'infermiere la somministra e l'oss aiuta ad assumere. In alcune realtà però può capitare ma l'oss non ne ha la preparazione e si rischia il procedimento penale. Non si deve fare".

La pandemia ha messo ancora di più di fronte la figura a diverse problematiche nel campo assistenziale.

"È stata imprevista, ricorda Caltanella, sembrava un racconto di fantascienza e ha travolto tutti, iniziare ad abituarsi all'uso dei dispositivi di protezione, fondamentali ma in alcuni momenti ci hanno reso davvero la vita difficile soprattutto durante la svestizione, momento pericoloso se non fatto con tutti i crismi.  Anche dal punto di vista psicologico ci ha fatto affrontare momenti difficili e dolorosissimi, l'oss in fondo è quello che passa la maggior parte del tempo con i pazienti, soprattutto nelle case di riposo".

Il concorso per assumere nuovi oss è fermo per il Covid

"Assumere un oss costa meno di un infermiere - spiega Caltanella - a volte le interpretazioni sono un po' dubbie, come sindacato e come Migep (Associazione delle professioni infermieristiche e tecniche n.d.r.) abbiamo iniziato con la Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche) un percorso per rivedere l'attuale normativa legislativa per rendere più attuale la nostra figura. La buona fede è un conto la speculazione economica è un'altra cosa".

Ancora fermo intanto, per il Covid, il concorso per assumere nuove figure professionali, bandito dalla Asl At e dalla Aso di Alessandria e c'è necessità di nuovo personale. "Stiamo cercando anche, come sindacato, di fare riconoscere il nostro come lavoro usurante. Negli anni abbiamo avuto a fronte di 4 pensionamenti, la possibilità di sostituirne uno solo, c'è necessità di linfa nuova".

Betty Martinelli

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