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Attualità | 17 febbraio 2021, 18:35

Non sono sufficienti 13 anni per permettere ai propri figli di iscriversi sui social. A dirlo il sondaggio Federprivacy

Lanciato nei giorni scorsi, il sondaggio ha coinvolto anche i genitori astigiani. Il delegato provinciale, Francesca Bassa: "Puntare tutto sulla formazione ed educazione digitale"

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Non sono sufficienti 13 anni per poter iscrivere i propri figli da soli sui social network.

A rivelarlo il sondaggio nazionale lanciato la scorsa settimana da Federprivacy, l'associazione di cui fanno parte professionisti esperti nel settore della riservatezza e protezione dei dati.

Il sondaggio, rivolto anche ai genitori astigiani, si basava su tre opzioni: iscrivere il proprio figlio solo dopo il compimento dei tredici anni, oppure ai quattordici anni o, infine, solo dopo i sedici.

Per il 95% dei genitori (dato nazionale) non è corretta l'idea che possano bastare 13 anni per iscriversi autonomamente sui social.

Il sondaggio ha toccato 107 province, per un totale di quasi 3mila adesioni.
A livello nazionale, il 68,5% dei genitori ritiene che sia meglio aspettare il compimento dei sedici anni, il 26,8% i quattordici anni e solo il 4,7% ritiene siano sufficienti i tredici anni.

"Dobbiamo puntare sulla formazione e sull'educazione digitale, per rendere più consapevoli i genitori sui rischi del web e dei social. Dobbiamo tornare a parlare di bambini e di genitori educatori. Ora ognuno è chiamato a fare la sua parte", è il commento dell'avvocato Francesca Bassa, delegato dell’associazione nazionale Fedeprivacy per la provincia di Asti ed esperta in data protection e cybersecurity.

Elisabetta Testa

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