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Attualità | 27 febbraio 2021, 12:15

Asti propone il "Piano strategico di sviluppo territoriale dell'Astigiano" con l'Università e il Politecnico di Torino

Sarà formato anche un assegnista di ricerca per studi sul territorio. Il Politecnico e la Fondazione insieme per la ristrutturazione del castello di Frinco. Polemico il presidente della Provincia Lanfranco: "L'istituzione che rappresento merita rispetto"

All'Università di Asti un tavolo di sviluppo

I relatori al tavolo del Piano sviluppo (MerfePhoto)

Un gruppo di lavoro attivo al Politecnico di Torino per un "Piano strategico di sviluppo per il territorio dell’Astigiano" e che suggerirà le linee tematiche su cui intentrare strategie di azione in vista del Recovery Plan.

Questa mattina all'università di Asti, si sono dati appuntamento istituzioni del territorio, enti, Politecnico di Torino, per dare vita ad un'approfondita riflessione sul futuro.

Il piano sarà sviluppato dal Comitato Tecnico-Scientifico del Polo Universitario Asti Studi Superiori “Rita Levi Montalcini” con il coordinamento del Prof. Giulio Mondini del Politecnico di Torino e in forte collaborazione con gli attori e le istituzioni del territorio, quali il Comune di Asti, la Provincia di Asti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, la Banca Cassa di Risparmio di Asti, la Camera di Commercio di Asti e tutti gli stakeholder pubblici e privati che compongono il Tavolo di sviluppo dell'Astigiano.

Partire dal territorio pensando alle generazioni future

Un focus che pone attenzione al carattere intra-generazionale, pensando alle generazioni future, partendo da quello che è il territorio oggi e la garanzia della ripresa economica.

Un concetto che parte da lontano e cioè dalla sostenibilità inter-generazionale richiamata dalle Nazioni Unite con i Sustenable Development Goals.

17 obiettivi che secondo l' Onu guideranno lo sviluppo del pianeta per mettere fine a povertà, combattere le ineguaglianze e valorizzare lo svoluppo socio-economico.

Imprese istituzioni e università

"Ogni progetto su cui si svilupperà il piano - spiega il professor Giulio Mondini, del Politecnico di Torino - vedrà la partecipazione di tre punti che facciano da volano allo sviluppo in chiave sostenibile e innovativa: il sistema delle imprese, le istituzioni e l’università.

Un quadro che dovrà focalizzarsi verso tutti gli assi di sviluppo con riguardo anche alla telemedicina e la teleassistenza, il sistema culturale per lo sviluppo turistico/culturale del territorio, infrastrutture di comunicazione, il sistema agricolo, industria, artigianato e commercio.

Progetti cantierabili nell’immediato, stabilendo cronoprogrammi, secondo un ordine di priorità.

Sarà fondamentale condurre analisi dettagliate del sistema ambientale, sociale ed economico del territorio in esame.

Gli insegnamenti dell'Unesco e un assegnista di ricerca

Dall’Unesco arrivano insegnamenti importanti: fin dalla predisposizione del dossier di candidatura, era chiaro che i progetti sarebbero stati utili a prescindere dal risultato.

L’università per mettere le proprie competenze a servizio del territorio, propone l’attivazione di una posizione annuale di assegnista di ricerca post dottorato per lo svolgimento delle attività. In giovane ricercatore quindi sarà formato professionalmente sviluppando competenza innovative legate ai temi di sviluppo territoriale.

Da Frinco – ha spiegato il presidente di Astiss, Mario Saccoci sono già delle premesse –è stato infatti finanziato il progetto per il recupero del castello, la Fondazione ha finanziato i rilevi per la ristrutturazione. Questo è stato fatto per permettere a tre corsi di architettura del Politecnico, per farlo diventare banco operativo".

"La giornata è una proposta alle istituzioni, molto allargata per arrivare alle proposte che oggi arrivano al tavolo. Una soluzione democratica per dare a tutti la possibilità di partecipare, rimarca il sindaco di Asti, Maurizio Rasero.

Spiega ancora Mondini: "Una delle missioni è quella di confrontarsi con i bisogni del territorio. Il tempo è fondamentale in un piano e per avere successo deve avere sviluppi paralleli per garantire la ripresa del sistema economico. Il lavoro dà dignità e sconfigge il degrado".

La Provincia sta lavorando a progetti per 40 milioni di euro

Il presidente della Provincia Paolo Lanfranco: "Questo è un tavolo politico ma anche tecnico, proponevo già questi progetti e finalmente la mia idea viene colta. Credo che il rispetto delle istituzioni vada sempre preso in considerazione. Sottoporremo al presidente Cirio, che arriverà a giorni, alcune opere importanti. La Provincia sta lavorando a progetti per 40 milioni di euro, non voglio che l'istituzione che rappresento sia presa in giro. Il percorso deve essere chiaro altrimenti non prenderò più parte a consueti giochi".

Betty Martinelli

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