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Economia e lavoro | 02 marzo 2021, 08:00

Amianto, ambiente, economia: Recovery Fund opportunità per il Sud

Amianto, ambiente, economia: Recovery Fund opportunità per il Sud

Destinare una parte delle risorse del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, al Sud può vuoler dire sviluppare tutta la Nazione? E’ a tutti noto che nel tempo il Sud è stato discriminato anche in termini economico-finanziari, e lasciato spesso a sé stesso. Su questo tema si sono confrontati, nella nuova puntata di ONA TV, – la televisione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, dal titolo “Amianto, ambiente, economia: Recovery Fund opportunità per il Sud”, gli ospiti di Massimo Maria Amorosini, giornalista e conduttore televisivo, che sono stati l’avv. Ezio Bonanni, Presidente ONA, Maria Laura Paxia, Parlamentare del Gruppo misto - L’alternativa c’è, l’on.le Pippo Gianni, Sindaco di Priolo Gargallo e componente del comitato tecnico scientifico dell’ONA, e Calogero Vicario, Coordinatore ONA Sicilia.

Le opportunità offerte dal Recovery Fund per risolvere i problemi che da sempre affliggono il sud Italia dunque al centro del ricco di spunti dibattito televisivo. Il presidente dell’ONA, come già detto in altre uscite pubbliche, considera il Recovery Fund un’importante opportunità volta a riqualificare il meridione, del quale si è abbondantemente parlato nel corso della trasmissione, evidenziando la drammatica situazione economica, sociale ed ambientale dello stesso. La tutela dell’ambiente è dunque fondamentale in tutta Italia, dal nord al sud del Paese, fino alla Sicilia dove vi sono varie emergenze, quella ambientale e della sicurezza delle infrastrutture, quella idrogeologica e della produzione, compresa la raffinazione delle benzine. Si è portato all’attenzione del pubblico anche il tema del SIN di Priolo Gargallo, Siracusa, Melilli, Augusta, che rimane ancora da caratterizzare.

Ad oggi il sito di Priolo Gargallo è caratterizzato da un elevato inquinamento ambientale e da un’alta incidenza di malattie asbesto correlate. Questa situazione, come tante altre sparse in tutto lo stivale, deve essere affrontata in modo concreto dal governo Draghi e dal ministro della Transizione ecologica, il Dott. Roberto Cingolani. In questo contesto, aggravato dalla aggressività del Covid-19 e dalle sue varianti, e dal ritardo del piano vaccinale, il primo passo non può che essere quello di mettere in sicurezza la salute. E’ fondamentale un piano vaccinale che azzeri i contagi, e permetta la ripartenza. Al tempo stesso, non dobbiamo dimenticare coloro che hanno donato la vita per combattere la pandemia. Per questi motivi, l’ONA continua a chiedere che coloro che sono deceduti nell’adempimento di questi doveri siano riconosciuti come vittime del dovere. Al netto di tale emergenza, rimane sul tappeto la questione dell’inquinamento industriale. La bonifica delle strutture contaminate da amianto e altri cancerogeni è l’unico e irrinunciabile strumento di ripartenza per un ambiente più salubre. Lo sviluppo sostenibile è l’architrave, il perno, il centro di riferimento su cui ruotano i pilastri dell’ambiente, della salute e dello sviluppo economico. Ce lo insegnano anche le esperienze recenti e passate, come ad esempio quella della palude pontina, un tempo triste terra di malaria. Quando la palude è stata bonificata era praticamente un deserto, non solo economico ed industriale, ma anche di infrastrutture. Quando i coloni hanno iniziato la loro opera idraulica per vincere contro la palude, c’erano soltanto capanne, malattie e morte.

Questo dimostra che non c’è economia dove c’è epidemia, ma soprattutto assenza di cura del territorio e dell’ambiente. Ma dimostra anche che dove non c’è salute, e la salute non c’è se si deturpa l’ambiente e si inquina, non c’è neanche lo sviluppo sociale, economico ed istituzionale. Per risolvere definitivamente la problematica relativa ad uno sviluppo armonico dell’intera nazione, e che rispetti anche i diritti dei singoli, è fondamentale che ci sia un reale sviluppo sostenibile. Questo deve essere ancorato alla sburocratizzazione e alla creazione di un nuovo sistema che si fonda sulla digitalizzazione, sulla snellezza dei rapporti burocratici, sulla possibilità di istituire delle nuove infrastrutture più efficienti che risolvano il gap Nord-Sud.

Con questo nuovo sviluppo, quindi, sarà possibile creare queste nuove infrastrutture evitando ponti che crollano, montagne che franano, treni che sono lenti, e così via. Questo non si risolve con la demagogia, o con affermazioni di taluni dirigente improvvisati ed incompetenti. Occorre, quindi, come suggerito dal presidente Mattarella, un cambio di passo che porti realmente al governo della Nazione, ma anche istituzioni territoriali che siano espressione delle nostre migliori competenze. I fondi del Recovery Fund vanno investiti in questo nuovo modello di sviluppo sostenibile, sulle nuove infrastrutture, sulla messa in sicurezza del territorio, sulla bonifica e quindi la restituzione di interi territori alla fruibilità, non soltanto ambientale ma anche produttiva.

I nuovi fondi, se sarà correttamente progettato un piano strategico di investimento, saranno una grande occasione per unificare territori storicamente frammentari. In questo senso, viste le grandi risorse naturali necessarie ad una ripartenza e presenti nelle terre meridionali, il Sud si prospetta come il nuovo motore della ripartenza. A seguito della bonifica delle strutture il sud Italia sarà pronto per dare una nuova spinta all’economia del Paese, questa volta, però, nel rispetto dell’ambiente.

L’ONA, insieme all’avv. Ezio Bonanni, fa sua la battaglia di tutte le vittime da malattie asbesto correlate ed è vicina ai lavoratori esposti ad amianto che vivono nel terrore di contrarre patologie che possono essere fatali per la vita dell’uomo. Per questo motivo, l’associazione offre assistenza tecnica, medica e legale alle vittime. La prima costituisce il pilastro per la definitiva rimozione dell’amianto dalle strutture a rischio, quella che viene chiamata prevenzione primaria. Infatti, per evitare il rischio di esposizione ad amianto e le conseguenti problematiche di salute, va rimosso il problema dalla radice. Gli strumenti dell’associazione, ad oggi operativi, sono raccolta segnalazioni, la guida per la bonifica e la mappatura dei siti contaminati. Nel corso della trasmissione, è intervenuto il Sig. Calogero Vicario, per più di venti anni esposto ad amianto.

La Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva accolto le domande sue e dei suoi colleghi. Così questi lavoratori sventurati, esposti all’amianto, avevano ottenuto il prepensionamento amianto. L’INPS ha colto la palla in balzo per revocare le prestazioni. Ora il giudizio è in Cassazione. Calogero e gli altri dell’ONA Sicilia si sono mobilitati, sostenuti da ONA Nazionale. Purtroppo la politica, in particolare il ministro del lavoro Catalfo non ha mosso un dito, delegando alla Magistratura. Un modo di fare contestato sia dall’avv. Ezio Bonanni che dall’On.Le Pippo Gianni, sindaco di Priolo Gargallo, già parlamentare nazionale dell’UDC. L’Onorevole Paxia ha affermato che il Paese ha bisogno di trovare un reale e forte equilibrio che può essere realizzato solo riportando il Sud allo stesso livello del Nord in ordine a infrastrutture, trasporti, istruzione, sanità e mobilità.

“Nel Mezzogiorno gli investimenti pubblici in rapporto alla popolazione sono risultati sistematicamente inferiori rispetto al Centro Nord, la dotazione di infrastrutture al Sud è anch’essa inferiore a quella del Centro Nord in termini sia quantitativi sia qualitativi.” Ed ancora la Paxia, “Il potenziamento, ad esempio, delle infrastrutture, appare fondamentale per far accrescere l’interconnessione con le altre regioni italiane, con l’Europa, con il Mediterraneo, per aumentare il potenziale di mercato del Mezzogiorno, rendendo quest’ultimo attraente per i capitali privati, l’attività d’impresa, i flussi turistici. Ragionando in termini economici dobbiamo tenere conto che un incremento degli investimenti pubblici nel Mezzogiorno pari all’1 per cento del suo PIL per un decennio, avrebbe effetti espansivi significativi per l’intera economia italiana; dunque l’economia del Centro Nord ne beneficerebbe per via della maggiore domanda nel Mezzogiorno e dell’integrazione commerciale e produttiva tra le due aree.”

C.S.

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